29/09/2020

Mascalcia: Scarpe di Qualità, l’importanza dei CHIODI (del Dott. Ferrian Simone)


Il capitolo relativo ai chiodi riveste un’importanza pari solo a quello sul pareggio dell’unghia tuttavia a differenza di questo, per i chiodi esistono regole semplici delle quali anche i proprietari possono avvalersi.

I chiodi possono essere infissi in due modi: a “ grasso” e a “magro”. Nel primo caso essi sono più vicini alle lamine sensitive dello zoccolo mentre nel secondo sono più superficiali. Nella prassi, l’infissione a grasso dei chiodi è prerogativa di maniscalchi esperti.
I chiodi si dividono in testa, colletto, fusto e bisello; quest’ultimo rappresenta la punta con la classica smussatura della faccia interna. Esistono chiodi di diverse misure e calibri.


Infine la forma della testa varia in funzione del tipo di chiodo: da corsa, da ghiaccio, da quarter, a testa diamantata e così via.
I chiodi dovrebbero penetrare a livello della linea bianca visibile a zoccolo sollevato e fuoriuscire a circa 2cm dal punto di contatto tra il ferro e la parete.
I chiodi hanno la funzione di saldare il ferro all’unghia ma al contrario di ciò che è opinione comune, tale legame deve conservare caratteristiche di debolezza.


Tale premessa vi trattenga dall’arrabbiarvi con il maniscalco se i ferri dei vostri cavalli si staccano facilmente. Al contrario, sappiate che un ferro troppo saldo se strappato accidentalmente, può causare all’arto traumi gravi e perfino una frattura ossea.
Fortunatamente è possibile effettuare ferrature piuttosto salde ma che offrano contemporaneamente poca resistenza allo strappo. Innanzitutto la misura del ferro deve irrinunciabilmente essere proporzionata allo zoccolo del cavallo. I rami del ferro non devono essere troppo lunghi, ne tantomeno è auspicabile che il ferro sia eccessivamente piccolo benchè tale pratica sia di uso comune su cavalli abituati a strapparsi i ferri. Ancora riguardo ai ferri è necessario spendere qualche parola circa le stampe. Come si è detto il loro numero raggiunge nei ferri da corsa, la quota di undici.

Il significato della presenza di un numero elevato di stampe consiste nella possibilità di scegliere quali di esse andranno usate.
Purtroppo, benchè questa nozione non sia più un’opinione bensì un teorema, ho visto ferri da corsa calzati con undici chiodi con il risultato di una muraglia indebolita e il rischio di un trauma in caso di strappo accidentale del ferro.

Gli americani, ma ormai anche i maniscalchi italiani, assicurano il ferro con sei soli chiodi. Nel caso di ferri molto pesanti è necessario l’uso di più chiodi oppure di chiodi di maggior calibro, perciò in accordo con quanto detto nel capitolo relativo ai ferri, si consiglia l’uso di ferri il più leggeri possibile. Inoltre l’uso di troppi chiodi soprattutto se infissi a magro, se usati con ferri a binda stretta o nell’evenienza di unghie secche e disidratate, provoca lo sfagliamento della muraglia e conseguente distacco del ferro.

Del resto, anche l’uso di chiodi di calibro eccessivo rispetto all’unghia provoca gli stessi effetti. Il chiodo deve essere proporzionato all’unghia, pena lo sfagliamento della stessa a livello della linea bianca. In conclusione, il ferro più saldo è contemporaneamente meno resistente allo strappo, è calzato con sei soli chiodi che tengano e proporzionati all’unghia. Spesso il maniscalco passa la lima sui chiodi appena girati al fine di diminuire la resistenza in caso di strappo accidentale, specialmente se ha usato tanti chiodi.


Esistono comunque varie tecniche tuttavia alcune vanno protette. Esse rappresentano il bagaglio dei segreti che rendono unico ogni maniscalco.
Infine è buona norma fissare e rifinire i chiodi dopo l’applicazione di ogni ferro e non alla fine della ferratura onde evitare autolesionismi da parte del cavallo.

INDICE

1 – IL PRIMO TEST
2 – PAREGGIO DELL’UNGHIA
3 – LA SCELTA DEL FERRO
4 – L’IMPORTANZA DEI CHIODI
5 – FERRATURE CORRETTIVE E TERAPEUTICHE
6 – MATERIALI PER FERRI E SOLETTE
7 – PROFESSIONALITA’ PER LA QUALITA’
8 – I CONTROLLI DI QUALITA’

Dott. Ferrian Simone
e-mail: simoneferrian@ilportaledelcavallo.it