Mascalcia: Scelta del ferro

del Dott. Simone Ferrian

Il mercato offre ovviamente numerosissimi tipi di ferri.
La scelta di un oggetto ma in particolare quella dei ferri, va operata in base a considerazioni di forma, peso, misura e funzione.

Riguardo alla prima delle suddette qualità, tutti i ferri sono classificabili secondo poche forme fondamentali.
In particolare, esistono ferri a sezione piatta, a cuneo e a “B”. I primi sono definiti comunemente olandesi, i secondi sono i ferri da corsa mentre la sezione a “B” è tipica dei ferri italiani. Le sezioni piatte possiedono in assoluto, le caratteristiche di minore “grip”, cioè presa sul terreno. I ferri da quarter analogamente agli olandesi, hanno sezione piatta.


Al contrario, i ferri da corsa possiedono la maggior capacità di presa sul terreno. Inoltre tali ferri, a causa della relativa altezza del rilievo interno, (sezione a rilievi ineguali), vengono usati a volte come ferri rullanti, i quali hanno la funzione di agevolare lo stacco e l’atterraggio del piede.
I ferri differiscono anche per la loro curvatura e ciò è dimostrabile mettendo a confronto ferri anteriori (o posteriori) di diversa fattura.
Nella fattispecie, i ferri olandesi, a parte la distribuzione delle stampe (i buchi per i chiodi), sono simmetrici mentre in quelli italiani posteriori il ramo interno del ferro è più corto dell’esterno. Comunque tali differenze sono poco significative visto che il ferro va modellato al piede del cavallo.
In conclusione le differenze più significative di curvatura esistono tra ferri anteriori e posteriori.


Inoltre i ferri anteriori possiedono una barbetta frontale mentre i posteriori ne hanno due fronto-lateralmente.
La barbetta in posizione frontale limita l’usura della punta delle unghie anteriori. Al contrario i ferri posteriori, grazie alla posizione delle barbette, possono essere fissati subito dietro la punta del piede al fine di evitare raggiungimenti tra arti posteriori e talloni o ferri dei piedi anteriori.
I ferri posteriori possono essere usati sugli arti anteriori ma solo in casi particolari, per esempio se il piede è troppo lungo in punta. I ferri da corsa di solito non hanno barrette.


Nella sezione del ferro si distinguono la larghezza detta binda e lo spessore. I ferri a binda larga possono essere utili nel sostenere la suola. Binda e spessore influiscono sul parametro peso. Esso è maggiore per ferri spessi e a binda larga. I ferri leggeri sono da preferire a quelli pesanti con alcune eccezioni. I cavalli che consumano molto calzano ferri spessi oltre otto millimetri. “Maggiori spessori ai talloni fanno si che il cavallo sollevi il piede più in alto durante l’azione mentre viene aggiunto peso in punta per aumentare l’allungo dell’arto.
Il peso riduce la velocità, l’agilità e aumenta lo sforzo dell’arto” Stashak. Inoltre è da segnalare che un ferro troppo pesante va assicurato allo zoccolo tramite chiodi di grande calibro oppure tramite più chiodi di minor calibro. In entrambi i casi la parete risulta indebolita come si dirà nel capitolo relativo ai chiodi.
Maggiori spessori ai talloni sono rappresentati dai ramponi fissi dei ferri posteriori. I concorsisti si avvalgono anche di ramponi mobili avvitabili alla punta e ai talloni.


I fori per i chiodi sono detti stampe e sono presenti in numero di otto, fino a nove e undici rispettivamente nei ferri olandesi, italiani e da corsa. Il significato del numero delle stampe sarà chiarito nel capitolo dedicato ai chiodi mentre qui sarà detto solo che la posizione delle stampe nei due rami del ferro è asimmetrica.
Le stampe del ramo laterale si spingono verso i quarti più di quelle del ramo mediale. Il ferro deve poi essere della giusta misura ovvero proporzionato al piede.
“Il ferro è proporzionato al piede quando i talloni del ferro sono più lunghi di quelli del piede di sei millimetri.
I rami del ferro devono estendersi oltre la parete per 1.5 mm ( ma anche di più ) per permettere l’elaterio cioè l’espansione del piede in appoggio”. (Stashak)
Se i rami sono troppo lunghi vanno previamente tagliati.


Nella scelta del ferro non è possibile ignorare il tipo di attività a cui il cavallo è destinato. In tal senso, i cavalli da corsa calzano ferri a cuneo e d’alluminio; i cavalli da concorso ferri ramponati; quelli da carrozza ferri in gomma con anima d’acciaio oppure scarpe inchiodabili in resina acrilica; i quarter calzano ferri a sezione piatta e sliders. In ogni caso il mercato offre molte altre soluzioni ma in via generale i ferri leggeri sono da privilegiare a quelli più pesanti.



INDICE

1 – IL PRIMO TEST
2 – PAREGGIO DELL’UNGHIA
3 – LA SCELTA DEL FERRO
4 – L’IMPORTANZA DEI CHIODI
5 – FERRATURE CORRETTIVE E TERAPEUTICHE
6 – MATERIALI PER FERRI E SOLETTE
7 – PROFESSIONALITA’ PER LA QUALITA’
8 – I CONTROLLI DI QUALITA’

Medico veterinario già maniscalco dal 1992. Le sue aree di interesse riguardano l'anatomia, la fisiologia, la patologia degli zoccoli del cavallo e da questi risalendo gli arti, comprendono tutti gli altri argomenti inerenti l'apparato locomotore.

Protezioni cavallo

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