20/11/2020

ZECCHE & PULCI: che fastidio!

Cani, gatti e cavalli possono essere infestati da pulci e zecche in egual misura.

In determinate situazioni climatiche e ambientali, come lo stare più tempo all’aria aperta, possono trovarsi nel mirino di questi parassiti che, oltre ad arrecare un notevole fastidio all’animale, sono portatori di gravi patologie quali la Piroplasmosi e l’Ehrlichiosi.

Numerosi studi confermano che ormai le zecche sono presenti tutti i mesi dell’anno. Vediamo come difenderci, anche con un approccio naturale.



I nostri amici a quattro zampe entrano spesso in contatto con pulci e zecche, parassiti che si trovano in città quanto in campagna o al mare.
Senza una specifica protezione, sicura ed efficace, potrebbero avere problemi di salute.

Cosa sono le pulci e le zecche?  


Le pulci sono minuscoli insetti parassiti che pungono per succhiare il sangue del cane e del gatto su cui si posano.  

Sono piccolissime: le pulci adulte hanno sei zampette e un corpo piatto delle dimensioni di circa 2-3 millimetri colore rosso scuro o marrone, a volte tendente al nero.   Non hanno ali e vivono sugli animali ospiti dove si accoppiano producendo uova che, una volta cadute a terra e maturate, lasciano uscire una larva che darà origine a un nuovo adulto.  


Attenzione, perché le pulci non disdegnano nemmeno il sangue di altre specie animali, cavalli ed esseri umani compresi.  


Le zecche sono invece aracnidi, parassiti esterni che, grazie a un particolare apparato boccale, riescono ad attaccarsi saldamente alla cute dell’animale per succhiarne il sangue, nutrimento necessario per completare il loro ciclo vitale. Le dimensioni di una zecca variano da 1 millimetro fino anche a 1 centimetro.      



Pulci e zecche sono pericolose?    


Assolutamente si, soprattutto in animali molto piccoli una carica parassitaria elevata può condurre ad anemia e persino alla morte il cucciolo.  Perdita di pelo, prurito eccessivo, anemia, dermatite allergica (da pulci o zecche) bartonellosi o parassitosi intestinale come la tenia (Dipylidium caninum) sono solo alcuni dei sintomi che potrebbero indicare la presenza di questi parassiti sui nostri animaili.  

Le pulci oltre a essere vettori di parassiti intestinali che sono all’origine di disturbi più o meno gravi, possono causare anche patologie molto serie come l’emobartonella.  A loro volta le zecche possono sottrarre molto sangue agli animali e possono essere portatrici di agenti infettivi causa di malattie come l’Ehrlichia e la Babesia. Vediamo quindi nel dettaglio.    


Quali malattie trasmettono le zecche?    


La Piroplasmosi (in passato detta anche Babesiosi) ha come incubazione circa tre settimane dal morso della zecca infetta.  Il piroplasma (o babesia) è un protozoo in grado di determinare la rottura dei globuli rossi, creando anemia emolitica con febbre elevata ed emoglobinuria (colorazione rosso scuro delle urine) che, nei casi non trattati, provoca persino la morte.  

Anche l’Ehrlichiosi è una malattia trasmessa dalle zecche.  L’agente patogeno è un batterio gram negativo parassita dei granulociti (globuli bianchi).   I segni clinici di entrambe le patologie sono abbattimento, disidratazione, inappetenza, debolezza e temperatura elevata.   Con il progredire della malattia e quindi dell’anemia emolitica, le mucose si pigmentano di giallo (ittero), si constata l’aumento della frequenza cardiaca, dei problemi respiratori, gonfiore degli arti e delle palpebre, feci secche o diarrea, disfunzioni del sistema nervoso.      


Prevenzione innanzitutto    


Sebbene queste patologie al giorno d’oggi siano riconoscibili e curabili, è sempre meglio prevenire il problema delle zecche.   Se il cavallo passa molto tempo al paddock o se il tuo pet passa molto tempo all’aperto, è necessario controllare quotidianamente la zona sotto la coda, gli organi genitali, le orecchie, le pieghe della cute in generale e, per gli equini anche la base della criniera.   Inoltre se il cavallo esce in passeggiata occorre controllarlo anche al rientro.      


Le pulci: fatidiose e infestanti    


Il ciclo vitale di una pulce può essere breve, da 12 a 14 giorni, o durare fino a 180 giorni in base alla temperatura dell’ambiente e al tasso di umidità.   Eliminare le pulci in modo definitivo non è semplice: ogni giorno producono tantissime uova deposte sui peli in prossimità di bocca, narici, spalle e arti, parti del corpo che possono essere raggiunte facilmente dal muso dell’animale. In pochi giorni le uova si schiudono dando vita a larve che creano prurito.  

L’animale così infastidito, leccandosi le zone pruriginose, ingerisce le larve con pericolose conseguenze per la salute in quanto, raggiungendo stomaco e intestino si impiantano nelle mucose causando ulcere e altre alterazioni locali che causano dimagramento, anemia, ritardo della crescita in cuccioli e disordini digestivi sino a coliche ricorrenti e dolorose.   Inoltre, mano a mano che vengono deposte, le uova cadono anche terra diffondendosi in tutto l’ambiente e infestando casa e altri animali.      


Come proteggere i nostri amici?    


Con prodotti che si possono usare senza nessuna controindicazione né per l’animale che lo riceve né per chi gli sta accanto.  La tempestività negli interventi è fondamentale per interrompere il ciclo vitale di pulci e zecche.   In commercio esistono numerosi prodotti creati per la protezione di cani, gatti e cavalli: compresse per via orale, spray per il pelo e il mantello, lozioni, collari e le classiche fialette spot on da applicare sulla cute.
  Innanzitutto bisogna scegliere se optare per prodotti di sintesi chimica o naturali, per poi selezionare la formula migliore per la propria situazione, non escludendo la possibilità di integrare chimico e naturale, sempre sotto il consiglio del proprio veterinario di fiducia.


CONSIGLIO NATURALE

Per i cavalli esiste un prodotto sicuro e naturale coadiuvante nella cura e nella prevenzione della Piroplasmosi e della sindrome da minor rendimento atletico.  


PLASMOBIOR


Si chiama PLASMOBIOR, viene prodotto dall’azienda italiana BioEquipe e può essere utilizzato dopo la classica terapia della Piroplasmosi per aiutare il cavallo a ripristinare le normali condizioni metaboliche.  

Si può somministrare anche durante la prima fase di preparazione alle competizioni importanti.   Si riportano le proprietà dei principi attivi fitoderivati, come da letteratura scientifica.

L’estratto di Rosa Canina: contiene vitamina C naturale, favorisce la risposta immunitaria con leggera azione diuretica.  

L’estratto di Gentiana Radice: tonico corroborante nelle anemie e negli stati di decadimento organico, ha azione immunostimolante aspecifica di rafforzamento delle difese organiche.  

L’estratto di Medicago: possiede azione ricostituente e rimineralizzante naturale.    


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Email 11/11/2020

Recinti elettrici: come farli e cosa serve?

Nel corso dei secoli gli uomini hanno sempre cercato il modo di contenere gli animali o di separare specie diverse. Negli ultimi decenni, i recinti elettrici hanno permesso agli animali di muoversi in spazi aperti e di nutrirsi naturalmente senza una costante osservazione

Ovviamente il recinto elettrificato deve essere installato correttamente, con apparecchiature e accessori che garantiscano sicurezza e benessere agli animali, i quali devono ricevere dalla recinzione solamente una scossa spiacevole e indolore che li induca semplicemente a spostarsi indietro.

In breve tempo gli animali imparano a rispettare la recinzione e a non oltrepassarla.

L’impulso trasmesso deve risultare poco piacevole così che, dopo pochi tentativi, l’animale smette di toccare la recinzione.

Per prendere familiarità con il recinto è fondamentale un periodo di addestramento e per evitare che l’animale si disabitui è altrettanto importante che la recinzione sia sempre attiva ed efficace. 

Una recinzione elettrica è ideale per il controllo dei cavalli, li mantiene all’interno del paddock e consente una veloce e sicura gestione del pascolo nei mesi caldi, ma è anche molto utile per proteggere i campi coltivati e il bestiame da animali nocivi e predatori.

Quest’ultimo aspetto è un problema molto sentito nelle campagne toscane, così come nel centro e nel sud Italia.

Negli ultimi anni è in crescita esponenziale il numero di lettori e clienti che ci contattano per chiedere suggerimenti su come installare una recinzione elettrica che protegga le culture dall’attacco di maiali selvatici e cinghiali affamati alla ricerca di cibo. 

Con questo articolo vorrei creare un quadro generale degli elementi che compongono una recinzione elettrificata, una panoramica che possa aiutarti a pianificare la tua struttura ideale, senza entrare nel merito di come installarla, in quanto le istruzioni di montaggio e le regole fondamentali per la creazione del circuito sono generalmente riportate nel libretto di istruzioni dell’elettrificatore.

Le recinzioni elettriche sono di facile installazione ma se proprio non si sei abile con fili e circuiti, puoi sempre chiedere l’aiuto di un elettricista!



Come funziona il sistema?

Quando un animale o una persona tocca la recinzione, la corrente ne attraversa  il corpo e, tramite il terreno e il sistema di messa a terra, torna all’elettrificatore.

Vediamo come.


L’elettrificatore eroga sui fili della recinzione un impulso elettrico, doloroso ma innocuo.


L’impulso è ad alto voltaggio ma è così breve da non essere pericoloso per gli animali e le persone. 

Fili, corde o fettucce conducono la corrente, senza necessariamente costituire un circuito chiuso.


Quando l’animale tocca i fili della recinzione l’impulso attraversa l’animale e ritorna al sistema di messa a terra dell’elettrificatore. 

L’animale agisce come l’interruttore in un circuito elettrico: quando tocca i cavi, il circuito elettrico si completa, l’elettricità si propaga contro l’animale e torna al recinto.



L’articolo continua nella pagina successiva

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