21/08/2014

Paolo Belvederesi. Il cavaliere amatore che sogna la grande occasione alla “Hinrich Romeike”!



Intervista a Paolo Belvederesi a cura di Giulia Iannone
“Magari qualcuno prima o poi si accorge di me!”





Ottavo posto al  CCI ** di  Hartpury:  un commento sulla gara e sul suo ottavo posto:

La gara di Hartpury per me è stata come una mini Olimpiade!

Nell’ultima gara ad Hartpury io ed il mio El Kazir, castrone grigio pomellato del 2004,  abbiamo fatto il miglior cross della nostra carriera. Non solo perché abbiamo fatto netto nel tempo stabilito, ma perché i salti sono venuti tutti facili, fluidi, senza intoppi o incertezze. All’interno del binomio ho sentito di essere una sola cosa col mio compagno a 4 gambe!  Nel giorno del S.O, “ ELK” ( nome di scuderia del cavallo, ndr)  si trasforma molto ,  diventa un vero cavallo da salto. ELK odia toccare le barriere e anche se (ancora) non ha una tecnica da manuale, riesce sempre a dare il meglio di sé  e ad evitare a tutti i costi di toccare. Il  suo recupero dopo la prova di cross è fantastico. il giorno dopo è ancora fresco, quasi come se non avesse fatto nulla il giorno prima  e questo è un grande vantaggio, soprattutto nelle gare CCI!  Quando fa le “ispezioni veterinarie”. ELK è un po’ pericoloso. Ad Hartpury, infatti, preso dall’eccitazione del momento ha cercato di calciare un giudice che per fortuna è stato abbastanza atletico da allontanarsi in tempo”

Ci parli in maniera più  dettagliata  del suo cavallo El Kazir SP, si nota subito che avete un legame davvero fantastico. Parliamo dei suoi pregi, carattere, punti di forza, punti deboli…

“El Kazir è un cavallo che ho comprato 5 anni fa. Me lo ha scelto  Livia Danese e abbiamo deciso assieme di portarlo avanti. Per  vicissitudini familiari, sono stato  costretto ad allontanarmi dalle Querce di Casorate Sempione e trasferirmi ad Ancona. Lì  ho continuato ad allenare e far crescere il mio “little pony” portandolo progressivamente  a fare le prime gare. El Kazir è un cavallo speciale,  molto intelligente ma anche molto pigro. Nel lavoro a casa si annoia, non vuole allenarsi, vorrebbe fare solo lavoro di condizione in campagna.. e se possibile ogni giorno in un posto differente. Odia fare gli esercizi sul salto:  sembra quasi che lo ritenga NON necessario ed  in piano, nel daily work,  dà  il minimo indispensabile ! invece, quando va in gara si trasforma e diventa una “competition machine”.  IL mio grigio adora essere guardato in Dressage e dentro l’arena dà  il meglio di sé,  come se sapesse di essere giudicato. La cosa incredibile è che ELK (così lo chiamo) sa distinguere le tre prove molto bene  e si comporta di conseguenza. Il giorno del cross è una “palla di energia”. A fatica riesco a tenerlo al passo in campo prova e quando parte dallo starting box,  “sgabbia” letteralmente  come se fosse un cavallo da corsa al “grand National!”  in Cross è molto attento,  non mette mai un piede fuori posto e vuole sempre capire cosa salta,  NON si butta mai contro i salti  e si fida completamente di me, ormai sa che se affrontiamo quel determinato salto,  vuol dire che può farlo tranquillamente  e che non deve averne timore. Questo  feeling sta diventando sempre più forte a tal punto che ormai io e lui siamo una cosa sola:  pensiamo ed agiamo assieme. Questo  rende il cross veramente speciale.“

Come ha preparato la gara di Hartpury di questo agosto?

“la preparazione è stata lunga e faticosa!

 Non sono un cavaliere professionista. Mi divido tra lavoro ed equitazione, di cui non posso fare a meno, ovviamente! quando non sono in sella faccio un lavoro che mi tiene legato alla scrivania per 10 ore di fila, questo fa si che il mio fisico sia un po’ arrugginito e per poter competere al pari degli altri cavalieri professionisti ho dovuto intergrare la preparazione a cavallo con la preparazione atletica.

Così, durante la  pausa pranzo me ne andavo in palestra vicino a casa a fare un po’ di pesi alle braccia (per gestire in modo ottimale il cross) e la sera dopo aver montato, non mi facevo mai mancare una corsetta di 20 minuti.

Ovviamente, prima di andare a letto, era necessario fare anche  un po’ di stretching: una buona  mezzora di “stiracchiamenti”!

La preparazione del cavallo è stata fatta in modo accurato:  due volte a settimana a casa di Sir Mark Todd per fare le sezioni di Galoppo e alla scuderia di   Francesca Pòllara che ha curato  scrupolosamente il lavoro in piano e sul salto.

Alla fine il risultato è arrivato. Questo ottavo posto nel CCI** ( 49.1 in dressage, netto nel tempo in cross, netto con tre penalità per il tempo nella prova di concorso, ndr)  l’ho desiderato e voluto con tutto me stesso.  Penso  di aver  dato il 110% delle mie capacitàad Hartpury e spero di poter ripetere presto la stessa prestazione.”

Beh, Lei ha citato Mark Todd, cavaliere storico ed immenso.  Mi  può dare una sua impressione su questa figura emblematica del completo di tutti i tempi?

Mark Todd è un modello da seguire e  non solo per le doti tecniche che sono indiscutibili,quanto per l’approccio metodico e umile che ha con il mondo equestre.

Ha sempre voglia di mettersi in gioco e segue un metodo e una preparazione costante con umiltà e costanza..

Penso che questo sia il suo punto di forza,  ciò che lo ha reso il Campione che è. Dato che, realmente,  non posso replicare il suo talento, cerco almeno di replicare il resto e trovare ispirazione dalla sua umiltà, costanza e metodo di preparazione!”

A questo punto, potrebbe ripercorrere  i tratti salienti della sua carriera equestre nella disciplina del completo?

“La mia carriera in competo è iniziata 30 anni fa….

avevo 10 anni e ho fatto il primo cross ai Pratoni del Vivaro in occasione degli stage estivi.

Da li ho capito che non ne avrei più fatto a meno e così  ho proseguito la mia “carriera da completista”. Nell ‘ultimo anno Junior sono arrivato secondo al campionato delle scuole. Lo stesso anno ero uno dei “papabili” per i campionati Europei Junior, ma purtroppo i campionati Italiani sono andati molto male ed il tecnico,  Enrico Fiorentini,  ha giustamente optato per altri cavalieri. Da   quel giorno mi si è aperto un vuoto dentro: avevo un buco da colmare.  Una  volta (20 anni fa) non era così comune andare a fare gare internazionali,  per me,  andare agli Europei era un sogno. Il sogno di competere in una gara internazionale è rimasto nella mia mente! Nella mia vita equestre ricordo con affetto e nostalgia alcuni cavalli: “Impetu” per esempio, che  mi  ha dato tante soddisfazioni, e  Verdi, il cavallo con il quale ho disputato il mio primo internazionale ed ho vinto i campionati di completo di primo grado nel 2009, cavallo cui sono legato in misura maggiore da un sentimento particolare. Ho  strutturato la mia vita, il mio lavoro,  in funzione di questo obiettivo  e dopo vent’anni, eccomi qua,  sono riuscito a competere ad  un buon livello internazionale, con buoni risultati. Il  sogno di competere a livello internazionale è stato realizzato, ma ora penso di essere nel posto giusto al momento giusto ed ho un cavallo che potrebbe darmi ancora molte soddisfazioni.”

Prossimi impegni agonistici?

“le prossime tappe sono il CIC** di Gatcombe e poi il CIC*** di Breda.  Poi chissà… io continuo ad alzare l’asticella… magari qualcuno prima o poi si accorge di me!”

IL sogno nel cassetto?

“Gareggiare a fianco ai Very Important Cavaliers in una gara a squadre per l’Italia!”

Siamo agli sgoccioli ed i Weg si avvicinano. Dedichi  un pensiero, un auspicio, un augurio alla compagine azzurra che sta per affrontare anzi “sbarcare” in Normandia.

Per quanto riguarda i WEG, ho incontrato Giovanni Ugolotti ad Hartpury e gli ho fatto i miei migliori auguri per la gara, ma ovviamente farò un gran tifo per tutti gli altri, in particolare per Vittoria, che potrebbe ambire ad un importante risultato.

E, volevo aggiungere…

FORZA AZZURRI!!”




Giulia Iannone