26/02/2020

Lavorare con i cavalli e con il cuore ­ PROJECT 3H (Human Horse Heart) di Alessandra Deerinck


Uomo e cavallo hanno un passato di millenni di vita insieme e per secoli la relazione tra loro era parte della vita di ogni giorno, mentre oggi i cavalli sono per la maggiore parte tenuti in ambienti costruiti apposta per le attività equestri e la relazione tra uomo e cavallo viene affrontata con approcci per lo più basati sul condizionamento



Lo spettro attuale delle possibilità di interazione uomo-cavallo varia tra gli estremi di chi vuole “usare” i cavalli come se fossero macchine, senza curarsi della loro individualità, e di chi crede che siano esseri superiori con una “connessione metafisica” con l’essere umano.

La realtà è che la relazione tra uomo e cavallo è un rapporto tra individui senzienti che interagiscono quando si trovano nello stesso ambiente – ambiente percepito però dalle rispettive prospettive di specie, quella umana e quella equina. Tra esseri umani possiamo parlare del nostro stato di salute o d’animo e scambiarci informazioni, mentre con un individuo di specie diversa non possiamo avere una comunicazione verbale immediata così dettagliata.

l modo di comprendere come si sentono i cavalli riguardo a qualcosa è osservare il loro comportamento quando sono in grado di esprimersi liberamente. Gli animali percepiscono le informazioni dall’ambiente e basano su di esse il loro comportamento: se possiamo cambiare il nostro modo di comunicare attraverso il comportamento anziché usare il linguaggio parlato possiamo essere molto più dettagliati nella nostra relazione immediata con un’altra specie animale.

I cavalli e gli uomini mantengono continuamente i loro sensi attivi per percepire l’ambiente (che include gli altri individui e il loro comportamento) e agiscono in base alla percezione che ne ricavano attraverso i sensi. Condividendo gli stessi stimoli ambientali, fenomeni come la sincronia della frequenza cardiaca – che alcuni affermano si produca tra uomo e cavallo – sono possibili ma non a causa di connessioni metafisiche o spirituali, come spiego più avanti.


È vero invece che se vogliamo metterci in relazione con un altro individuo occorre essere coscienti che l’altro percepisce tutto il nostro comportamento (compresa la frequenza cardiaca) e non solo quello che vogliamo comunicargli noi: se non siamo consapevoli di questa semplice verità provocheremo la disconnessione tra noi e l’altro – da qui nascono i problemi nella relazione con il cavallo, o con un altro animale. Se non strutturiamo la nostra interazione in modo tale che sia sempre totalmente comprensibile per il cavallo, il cavallo può diventare ansioso a causa della sua percezione delle nostre azioni e decidere di terminare l’interazione o la relazione con noi.


Sfortunatamente le persone che interagiscono con i cavalli in modo tradizionale vogliono principalmente che essi eseguano l’azione per cui sono stati addestrati e non consentono loro di percepire autonomamente l’ambiente e di rispondere ad esso – in questo caso l’apporto del cavallo nell’interazione con l’uomo è limitato, o addirittura del tutto evitato.

Il mio sistema, Human Horse Sensing, è un metodo di interazione con i cavalli attraverso un approccio spontaneo e non condizionato che realmente introduce il cavallo in una relazione con un apporto significativo per ambo le parti.


In Human Horse Sensing la comunicazione viene canalizzata intenzionalmente attraverso i cinque sensi secondo il linguaggio sociale del cavallo, il che rende superflua ogni forma di condizionamento a fornirci la risposta desiderata. Nella relazione con i cavalli mentre montiamo o da terra, usando l’approccio diHuman Horse Sensing io e i miei allievi abbiamo trovato diversi punti chiave che hanno aiutato i cavalli a essere a loro agio nelle situazioni in cui ci siamo trovati e a interagire in cooperazione con noi.


Attualmente stiamo studiando ancor più in dettaglio come questo modo di interagire influenza la connessione tra percezione e risposta comportamentale del cavallo, e vogliamo farlo in modo scientifico – il che implica misurare valori significativi e focalizzarci su ciò che abbiamo misurato, ma senza perdere la visione del quadro complessivo. Per questo obbiettivo stiamo lavorando in collaborazione con l’etologo italiano Antonio Meridda e con Hylofit, una società americana che produce un dispositivo di monitoraggio del cuore.


Il loro monitor è progettato per valutare cavaliere e cavallo e dispone di un’applicazione telefonica che permette di seguire ogni azione in tempo reale facendo riferimento ai video ripresi in contemporanea: questo sistema di riscontro integrato ci consente di documentare le registrazioni in modo completo, abbinando i valori registrati al comportamento del cavallo. In connessione con questo studio, affiancati dal dottor Meridda, abbiamo anche in progetto di tradurre la struttura comunicativa del metodo Human Horse Sensing in una forma adatta all’interazione sociale immediata e spontanea tra esseri umani e altre specie animali.


La nostra ipotesi è che quando i cavalli percepiscono nell’ambiente qualcosa che li allerta, la loro frequenza cardiaca varia mostrando l’evidenza che la percezione è avvenuta – ma ciò che conta per l’interazione tra uomo e cavallo è il comportamento che il cavallo esibisce, ovvero il risultato di come  integra la percezione con il suo organismo.


Nella nostra indagine stiamo monitorando la frequenza cardiaca (valore misurabile) corrispondente a un dato comportamento, al fine di modulare in dettaglio l’azione che facciamo per aiutare il cavallo a far fronte alle situazioni difficili in cui lo coinvolgiamo. Registriamo quello che succede con cavalli che portiamo per la prima volta ad affrontare esperienze insolite o impreviste ottenendo una risposta comportamentale positiva, senza averli condizionati per la situazione.


Lo spettro delle esperienze proposte al cavallo spazia dalle discipline equestri tradizionali alle attività della vita quotidiana – come andare a fare shopping, al fast food, davanti a una scuola o a un concessionario di automobili, al mercato, a una festa di Natale in chiesa, o a una manifestazione politica.

L’aumento della frequenza cardiaca può essere influenzato dall’eccitazione fisiologica dovuta all’attività fisica, ma anche dall’eccitazione psicologica dovuta all’ansia – l’eccitazione dovuta a uno sforzo fisico ha una componente fisiologica, mentre l’ansia è innescata dalla percezione sensoriale di una situazione insolita o imprevista che sta accadendo oppure da un “cattivo ricordo”.


È importante ricordarsi sempre della differenza nella percezione tra uomo e cavallo dovuta alla differenza di specie. I cavalli non reagiscono a una situazione che può essere stressante per noi perché non sono in grado di comprenderne i dettagli nello stesso modo – e lo stesso vale per noi quando non riusciamo a interpretare quanto percepiscono i cavalli.

Per esempio, marcatori fisiologici come la frequenza cardiaca indicano che le prestazioni impegnative incidono sul metabolismo equino; mentre lo stress di esibirsi “per un pubblico” – che è una variante significativa per gli esseri umani – non è ulteriormente stressante per i cavalli, a meno che non ci sia un elemento di perturbazione che i cavalli sono in grado di percepire attraverso i sensi (rumori, movimenti imprevisti o caotici), oppure che colleghino la presenza del pubblico a un’esperienza negativa.


In ogni animale i momenti occasionali di ansia sono normali, specialmente se esiste una causa identificabile: i problemi sorgono quando l’ansia diventa così travolgente da spingere l’animale a entrare in modalità di sopravvivenza innescando comportamenti dettati dall’istinto di conservazione.    


Un evento nell’ambiente circostante può effettivamente distrarre un animale da un’interazione già in atto, sia essa competitiva o cooperativa, e diventare il centro della sua attenzione. Questo è particolarmente vero per i cavalli, che sono in natura animali predati – e chiunque lavora con i cavalli ha sperimentato quanto possa essere pericoloso.

Al termine del nostro esperimento sulla variazione della frequenza cardiaca speriamo di migliorare ancor di più la relazione tra uomo e cavallo, aumentando il benessere e la sicurezza del tempo che trascorriamo insieme.


Voglio sottolineare l’importanza di permettere che i cavalli possano scegliere come comportarsi quando interagiamo con loro. I cavalli hanno naturalmente una forte capacità di adattarsi a ciò che li circonda e possono affrontare da soli situazioni difficili. In Human Horse Sensing puntiamo a lavorare in armonia con i cavalli senza tirare a indovinare – e vogliamo condividere questa armonia a terra o in sella in qualsiasi momento, non solo quando costruiamo artificialmente un ambiente di lavoro sicuro e prevedibile attraverso il condizionamento facendo fare al cavallo ciò che vogliamo senza considerare se ha significato per lui.


I cavalli ci hanno aiutato a costruire la nostra civiltà, oggi che sono un piacere anziché un bisogno dovremmo darci da fare per essere un supporto per loro anziché un problema.


A proposito di HYLOFIT. Si tratta di un dispositivo per il monitoraggio della frequenza cardiaca applicabile al cavallo: è stato progettato per massimizzare la comunicazione tra cavallo e cavaliere e promuovere la salute e il benessere generale del cavallo.

Dato che la frequenza cardiaca è un indicatore del carico di lavoro, dello stress e del dolore, Hylofit fornisce una visione obiettiva dell’impatto sul cavallo dell’ambiente circostante (naturale e artificiale) e dell’interazione con l’uomo. Per ulteriori informazioni, si può consultare il sitohttp://hylofit.com


Il dottor Antonio Meridda, che collabora al progetto, ha una laurea in Scienze Naturali, un master post­laurea in Etologia degli animali domestici, un master post­laurea in Comunicazione Scientifica e un diploma di Tecnico Veterinario. Ha anche il titolo di addestratore di cani certificato APNEC, e insegna comunicazione, scienze naturali ed etologia.

È autore di numerosi studi sulla comunicazione umana e animale, ha condotto uno studio sui cavalli semi­selvaggi della sua terra natale, la Sardegna, per determinare le differenze nelle abitudini tra cavalli domestici e semi­selvaggi. Internet: http://zoological.it. E-mail: zoologicalbooks@gmail.com.


A proposito di Human Horse SensingHHS è un sistema di comunicazione interspecifica con il cavallo applicabile nel lavoro a terra e in sella basato su un dialogo dinamico attraverso il comportamento: questo metodo ci consente di gestire in ogni attimo l’interazione senza essere limitati dai rigidi confini dell’addestramento tradizionale basato sul condizionamento. HHS funziona come un linguaggio, in quanto è formulato su parametri con lo stesso significato per l’uomo e il cavallo.


HHS opera modulando di momento in momento il messaggio che intendiamo trasmettere al cavallo attraverso uno o più dei suoi cinque sensi, e può essere utilizzato in qualsiasi situazione sul terreno e in sella nella pratica di tutte le discipline equestri.


Human Horse Sensing Horsemanship è il titolo e l’argomento di un libro disponibile su Amazon. Il libro è disponibile in italiano con il titolo Human Horse Sensing. Tra uomo e cavallo il movimento è comunicazione, Equitare Edizioni (https://www.equitare.it/).


Human Horse Sensing offre corsi di formazione, eventi e corsi online. Per informazioni, si può visitare il nostro sito www.hhsensing.com, o contattarci via e­mail: hhsensing@icloud.com o per telefono al numero +1 760 715 1554.


Prossimi eventi: Human Horse Sensing sarà in Italia tra 11 a 24 Marzo 2020. Il 21 marzo Human Horse Sensing parteciperà al seminario “Il Linguaggio del Cavallo” nel borgo storico di Triora (Imperia), organizzato da Terra di Confine – associazione riconosciuta per la tutela dei Cavalli e Animali selvatici, tra cui i rapaci – in collaborazione con il comune di Triora. Per informazioni e prenotazioni : terradiconfine.taggia@gmail.com