20/09/2018

La bruschetta: una poesia di Marco Biffani


Alla XXX ° edizione della Festa del Pane di Genzano il 17 settembre 2018, durante il concorso “Mangiando e Poetando” indetto dal Comune di Genzano ed organizzato dall’Accademia Giuseppe Gioachino Belli, che conserva da decenni la tradizione poetica in romanesco, mi sono classificato al primo posto con la poesia “La bruschetta”. Volevo farvene partecipi (anche perché la “bruschetta è bona”!!)



LA BRUSCHETTA

Na vorta ar contadino je bastava

er pane secco e l’ojo dell’olive

per smorzaje la fame sur lavoro

quanno se raccojeva er pommidoro.

 “Fettunta” la chiameno In Toscana

“soma d’aj” a due fette ner Piemonte

“fedda ruscia” all’origano in Calabbria

e artrove la battezzano “panunto”.

C’è chi dice che ha preso la parola

dalla spazzola usata pei cavalli,

ma er vocabbolo viè da abbrustolita

o “bruscata” sur foco della brace

sulla piastra purchè sia bella calla

ma puro ar forno e ner sartapicchio.

È l’effetto de Marte sulle fette

de pane casereccio, a daje er nome

se de Genzano, poi, puro er cognome!

Ma lassamo sto sfoggio de curtura

e passamo in cucina. Alla sostanza.

Tu strusci l’ajo crudo sulle facce

rese ruvide proprio dar calore

è sano e va sfregato a farabbutto

perché je dia quer pizzico orientale.

Un pò de sale non sta affatto male

e un filo d’ojo passi poi sur tutto,

d’oliva, l’estravergine, ch’è er mejo

der Paese der sole e anco d’er mare.

Semplicità, carattere italiano

è colore, salute e dà sostanza,

della campagna nostra ci’ha er profumo.

Ambasciatrice io vedo la “bruschetta”,

der magnare italiano è icona giusta

fatto de gusto sogni e fantasia

che ner Mediterraneo ci’ha la culla

ed  è er cibbo più sano che ce sia.