18/02/2010

INTERVISTA AL DOTT. OSVALDA OASI



Medico Veterinario
Ufficio Stampa Olosmedica
Dott. Marta Collina




D. Come e quando è nata la passione per la fitoterapia?     

R. Ho studiato medicina veterinaria per soddisfare il mio amore per gli animali che manifestavo fin    da piccola. Ottenuta la laurea ho aperto un piccolo ambulatorio per la cura dei piccoli animali ma tutto ciò non era sufficiente, a mio modo di vedere. Ho sempre pensato che la natura sia molto più di quello che vediamo; i principi attivi estratti e poi riprodotti in laboratorio per le terapie sono una parte di quella immensa farmacia che sono le piante.

Subito dopo la laurea mi sono avvicinata all’omeopatia frequentando la Scuola Superiore Internazionale di Medicina Veterinaria Omeopatica “Dott. Rita Zanchi” di Cortona.

Osservare l’animale in ogni aspetto, dal comportamento al suo modo di relazionarsi, da come manifesta la malattia a quali sono gli organi maggiormente interessati, è un modo di curare diverso da quello che insegnano all’università. L’animale non viene “fatto a pezzetti” osservando e curando un solo organo o apparato ma viene preso nella sua globalità.

Dall’omeopatia alla fitoterapia il passo è breve. Moltissimi rimedi omeopatici sono di derivazione vegetale, per lo più piante altamente tossiche ma che, in dosi infinitesimali, curano. La curiosità ha fatto si che mi occupassi anche di quelle piante che fin dai tempi più antichi erano conosciute per le loro proprietà curative. Camomilla, malva, liquirizia solo per citarne alcune.

D. Quindi omeopatia e fitoterapia si possono associare?

R. Assolutamente si. L’idea diffusa per la quale le medicine naturali non possono essere usate in associazione fra loro o con farmaci allopatici è sbagliata. La prima regola è tutelare la salute secondo scienza e coscienza. Quando un medico ha di fronte un malato deve essere libero di scegliere la medicina che ritiene più efficace, mescolando all’occorrenza anche più farmaci.

D. Fitoterapia e animali: si incontrano particolari difficoltà?

R. Innanzi tutto occorre ricordare che la maggior parte degli studi degli ultimi anni riguardano la fitoterapia applicata all’uomo, anche se all’origine fu l’uomo ad osservare gli animali per trarne insegnamenti. Gli animali, come tutti sanno, sono molto diversi fra loro e non mi riferisco al cane e al gatto. Mammiferi, rettili, uccelli, tutti animali ma con fisiologie diversissime e così ciò che cura uno può uccidere l’altro.

D. Tisane e decotti. Come convincere i nostri amici a berne una tazza prima o dopo i pasti?

R. Altro mito da sfatare. Ormai la fitoterapia è una scienza e le tisane della nonna sono state messe in disparte o quasi. Ormai si parla si estratto secco, di titolazione e le preparazioni sono le più svariate, dalle gocce in soluzione alcoolica (poco adatte soprattutto nel gatto) alle compresse alle capsule. Qualche volta anche la tisana può tornare utile e allora si sostituisce all’acqua da bere. Per piccoli problemi o come prevenzione di alcune patologie esistono in commercio croccantini integrati con fitoestratti che possono aiutare.

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La Dott. Osvalda Oasi, socio Olosmedica, riceve presso la

Clinica veterinaria OLONJA –  Via Dante 19 – Fagnano Olona –

Tel. 0331 611505     —   mail: osoasi@alice.it



Dott. Marta Collina
Fonte: Ufficio Stampa – Olosmedica