17/11/2014

Intervista a Pietro Roman, Campione d’Italia 2014 di completo.



Verso le Olimpiadi con i Roman? Al fratello maggiore Luca Roman, il bronzo del campionato italiano. Con loro, guida tecnica e di famiglia, il padre – coach Federico Euro Roman, Campionissimo del completo italiano.



Abbiamo raggiunto telefonicamente Pietro Roman, ecco cosa ci ha detto:


Pietro, lei è  stato sempre primo dal dressage con un super Barraduff… ci racconti!  Di che tipo di  cavallo si tratta?

“Per quanto riguarda Barraduff, è un cavallo che credo tutti vorrebbero. Ci “conosciamo” da 5 anni e ormai tra noi c’è una complicità unica. Sono entrato in rettangolo sapendo di poter fare una buona prova, ed  in effetti così è stato. Per quanto riguarda la prova di xcountry, ho una tale fiducia in lui e nelle sue capacità di tirarsi fuori dai guai, che sono partito molto sicuro e deciso. Oltre ad un percorso tecnico ed impegnativo, a complicare la faccenda c’era la questione tempo, ma come hanno dimostrato già in precedenza le sue origini da purosangue, non ha deluso le aspettative. In salto ostacoli, negli ultimi mesi, ho lavorato spesso con il Cav. Duccio Bartalucci, cui rivolgo un forte ringraziamento, e la tecnica di Barraduff è decisamente migliorata dimostrando di poter saltare bene. In poche parole, credo che sia un cavallo unico nel suo genere.”

Che tipo di sensazione ha provato quando le hanno messo  al collo l’oro del titolo italiano?

“Saltando l’ultima gabbia di verticali, che chiudeva il percorso, ho capito di aver vinto il campionato  italiano ed è stata una sensazione bellissima: anni di lavoro, sacrifici, soddisfazioni e delusioni avevano finalmente dato il loro frutto.”

In effetti, nella vostra famiglia “i fratelli campioni” sono una istituzione ed una tradizione, ma la domanda che tutti formuliamo ” c’è rivalità – competitività tra di voi?”

“Per la questione fratelli rivali, sicuramente un po’ di sana competitività c’è , ma sopratutto c’è molta complicità. Ad esempio, lo scorso week-end ,ero ad Arezzo per le finali dei giovani cavalli e Luca mi ha montato Barraduff in salto ostacoli a Roma.  La scorsa estate, invece , quando Luca era impegnato fuori Roma, sono stato  io a montare  Jake a casa!”

Il vostro papà coach, che tipo di indicazioni tecniche vi aveva dato? Erano eguali per entrambe o, in base ai cavalli, c’erano tipologie di indicazioni diverse?

“Nostro padre, come ogni coach che si rispetti, ha fatto lavori differenti con i cavalli, Jake e Luca dovevano migliorare la prova di dressage ed io e Barraduff quella di salto ostacoli. Una cosa accomuna tutti i cavalli del Dragoncello: molto lavoro in dislivello, una buona condizione e la responsabilizzazione dei cavalli in caso di errore da parte del cavaliere”

Cosa rappresenta per lei  questo titolo e dove vuole arrivare?

“Questo titolo ovviamente rappresenta molto per me, non si poteva finire una già buona stagione in maniera migliore. I miei obbiettivi per il futuro sono di continuare a migliorare sperando di poter rappresentare il mio paese durante gli impegni più importanti. Europei, Olimpiadi…. chissà… fingers crossed! Volevo inoltre  ringraziare tutto il team che ha contribuito al risultato: mia moglie Francesca, senza la quale non avrei né questo cavallo (in quanto lo ha visto lei, per puro caso, Irlanda) nè il supporto, fondamentale, per affrontare una vita così piena di sacrifici; mia madre, Antonella,che ha reso possibile l’acquisto di Barraduff; mio padre, Federico, che tutti sapete essere uno dei migliori istruttori in circolazione; il Cav. Duccio Bartalucci, che mi ha dato una’enorme mano in salto ostacoli; il Dott. Marco Astrologo, che si è assicurato che Barraduff fosse al meglio delle sue condizioni fisiche; il Maestro Paolo Olivetti, che  reputo essere il miglior maniscalco al mondo, Pietro Di Marziantonio e Miriam Ginepri rispettivamente rappresentanti della Purina Mills e della TRM ireland.”

Eccovi anche il commento di Luca Roman:

Luca, da Lei  vorrei un commento generale sul Campionato. Era  quinto dopo il dressage….poi… Si  aspettava  il bronzo?

“Il commento generale non può che essere positivo, oltre al risultato per il mio cavallo, dopo Sandillon, Arville, Montelibretti e Saumur è arrivato il quinto netto su cinque 3*** fatti, senza mai fare più di una barriera in concorso. Per cui la considero un ottima conferma. La mia prova “debole” in queste gare era stato il dressage. Finalmente, seppure ancora lontano da ciò  cui posso ambire con Jake, sono riuscito ad ottenere dei miglioramenti dopo tanto lavoro approfondito con mio padre. “?

Ho rivolto a Pietro la medesima domanda: c’è rivalità -competitività tra di voi?

“Per quel che riguarda mio fratello sarei bugiardo nel dire che sono più felice che abbia vinto lui e non io, non credo che possa essere così per nessuno sportivo professionista, ma è, in assoluto, il primo cavaliere che tifo dopo me stesso. Non cambierei mai al mondo questo podio per uno in cui io vinco e Pietro non c’è. La competitività ci sta ed è assolutamente positiva, spesso motivo di scherzo e presa in giro tra noi due.”

Il vostro papà coach, che tipo di indicazioni tecniche vi aveva dato? Erano eguali per entrambe o in base ai cavalli c’erano tipologie di indicazioni diverse?

“Le indicazioni date da mio padre erano simili soprattutto per il cross, in quanto i nostri cavalli si assomigliano molto. Per quel che riguarda la gara in generale, il 75% del lavoro viene fatto a casa, poi si tratta di essere pronti e sereni psicologicamente e di riuscire ad interpretarla al meglio possibile.”


Ecco inoltre l’illustre commento del Cavaliere – Istruttore Federico Euro Roman:

Quando, al termine  del campionato, ha visto il podio finale: due Roman ed un cavaliere che nasce dalla tecnica Roman, cosa ha provato, pensato, ricordato?

“Per un attimo ho cancellato le mie continue interrogazioni su cosa si potesse fare meglio: non ne avevo motivo  Sensazione netta di essere sulla buona strada e di poter rafforzare l’opinione sul vero potenziale dei due binomi di casa che avevo iniziato a far affiorare ad inizio stagione. Gioia nel vedere il risultato di un progetto valido ma ambizioso e positivamente condiviso nel difficile avvicendamento degli equilibri complessi tra cavalli, figli e tecnici. Per Emiliano (Portale, vice campione italiano 2014 in sella a Rubens delle Sementarecce, ndr)  naturale empatia per un ex allievo ormai cresciuto.”

I suoi figli – allievi hanno montato e gareggiato così come si aspettava? Quali erano le parti del cross più impegnative per Pietro-Barraduf/ Luca -C.Jake?

“Hanno montato bene, nel rispetto dei cavalli ed utilizzando le loro ormai consolidate capacità, direi quasi al meglio. Un buon percorso non ha parti impegnative e parti inutili, perché è come una bella storia od un bel concerto. I momenti salienti sono preparati da quanto si sviluppa durante…. monti bene dall’inizio, entri nel ritmo corretto, sei concentrato e non teso, le parabole sono fluide, le distanze ti vengono incontro da sole, le correzioni poco appariscenti… tutto deve apparire facile: quello che ho visto in loro direi è molto vicino a questa immagine.”

Obiettivi e progetti per il futuro per i suoi figli?

“Piccola pausa, fase prenatalizia per approfondire cambi ed appoggiate, vacanza di 15 giorni,  inizio della stagione dedicato al Salto Ostacoli  soprattutto per Barraduff ed al Dressage per Jake. Probabilmente un periodo con qualche tecnico di specialità. Poi il programma 2015 delle gare, non troppe, per fare un passo in alto possibilmente.”

Lei è Presidente / Coordinatore di un gruppo di lavoro per il completo. si è parlato molto del problema degli istruttori…ci può dire di più?

“Il Commissario Max Andrè Barbacini mi ha pregato di coordinare questo Gruppo di lavoro, che ha la mission di proporre idee a 360 gradi per stimolare la crescita della disciplina. L’allargamento della base passa, giocoforza, attraverso la formazione di Istruttori appassionati nel Completo e capaci. I gruppi attualmente attivi nella nostra specialità fanno riferimento sempre di più a cavalieri/istruttori. Agli Istruttori nati nella tradizione dei corsi al CEF manca un ricambio vero ed al passo con le innovazioni tecniche. Io credo che solo un ricollocamento del Completo come fulcro dell’insegnamento di BUONA EQUITAZIONE, possa ricreare i numeri necessari alla nostra base ed insieme in parte. correggere le storture che tutti vedono ogni week end nei campi prova. Tutte le forme di incentivazione verso le Scuole saranno utili ma non penso sufficienti.”

Ci può dire, essendo molto vicino alle problematiche, come sta il completo italiano dopo il Mondiale di Normandia in vista della qualifica olimpica?

“Non sono così vicino alle problematiche come Lei dice, mi occupo fondamentalmente dei cavalieri che seguo e corro poco dietro il gossip ed i risultati altrui. In ogni caso, direi che nonostante all’ Haras du Pin l’Italia abbia per la prima volta sfiorato la qualifica olimpica ai WEG, la situazione verso gli Europei è abbastanza aperta. Dobbiamo entrare nelle prime due squadre in classifica, Gran Bretagna, Germania, Olanda ed Irlanda escluse perché già qualificate. Il traguardo, raggiungibile comunque, sarebbe stato più semplice se la Francia non rischiasse ai Mondiali la squalifica per doping , rientrando nel qual caso nel paniere dei pretendenti. Il regolamento di dettaglio per i cosiddetti “recuperi” in base alla ranking-list è ancora in parte non definito e credo quindi inutile parlarne. Sarà più importante montare bene in gara e preparare bene i cavalli!!”



Giulia Iannone