12/01/2021

IL LAVORO NOBILITA, una poesia di Marco Biffani




IL LAVORO NOBILITA

Questa la scena. Lungo un marciapiede

pulito che neppure Mastro Lindo

avrebbe fatto meglio in quella sede,

mani intrecciate in cima ad una scopa

tace un uomo e guarda quei passanti

che ingaggiano quel territorio suo

frettolosi, indaffarati, indifferenti.

Con la schiena appoggiata alla ringhiera

ne cerca gli occhi per aver consenso

non dice una parola. Fermo, osserva.

E’ sufficiente. Basta la presenza

e quanto ha fatto è li a parlar per lui.

Un emigrante giunto da lontano

che s’è inventato un modo intelligente

non il solito indigente posapiano

che fuma sigarette e non fa niente,

Quattro stazioni a terra distanziate

dicono:” quel lavoro è opera mia

spero solo un centesimo di grazie

per quel pulito che vi ho regalato”.

Quattro piccole note ripetute

scritte da altri inquadran quella scena

quattro sacchi pieni di pattume

dell’immondizia la città n’è piena.

E quei quattro barattoli davanti

chiedono un obolo giusto pel lavoro

tacciono, vuoti, magri come santi

per aver dato a Roma del decoro.

Confesso che mi sono soffermato

senza parlare ne ho osservato il viso

ho aperto il borsellino e vi ho frugato.

Gli ho dato un euro per un suo sorriso.


Marco Biffani