06/06/2005

EQUITAZIONE ITALIA 2005 intervista di Alessandra Caradonna al segratario nazionale ENGEA Adina Pinzi



Continuando il mio giro nel mondo dell’equitazione questa volta andrò a conoscere la realtà e i programmi dell’E.N.G.E.A. Ente Nazionale Guide Equestre Ambientali attraverso il suo Segretario Nazionale Adina Pinzi.



D Signora Adina Pinzi che ne pensa dell’attuale situazione dell’equitazione italiana?



R. Sono entrata in E.N.G.E.A. nel 2000 quando ancora si chiamava GEA SARDEGNA, una piccola, grande associazione a carattere regionale, trasformatasi poi, nel 2001, in un Ente Nazionale che non ha mai cessato espandersi, di promuovere, di riscoprire, ma soprattutto di stimolare una grande, vera e professionale equitazione a carattere nazionale. Senza falsa modestia posso affermare che l’E.n.g.e.a. è stata la scintilla, lo stimolo al rilancio di una disciplina nazionale, l’equitazione, per tutti e di tutti, ormai al collasso, alla staticità e riservata solo alle classi di nicchia. Il Segretario Nazionale Adina Pinzi
La stessa Federazione ha dovuto adeguarsi ai tempi e
ritmi del nuovo sviluppo, seguita a ruota dagli enti di promozione sportiva quali, per esempio, le P.G.S., il C.n.s.fiamma, l’E.n.d.a.s., le A.c.l.i., lo C.s.e.n., l’A.s.i., la U.i.s.p. e altri, nei quali il settore equitazione era stato trascurato o mai incrementato.
Debbo dire che tutto questo risveglio è da attribuire sicuramente al fermento di attività dell’E.n.g.e.a.

D Quindi secondo Lei vi è un grande risveglio dell’equitazione a livello agonistico?

R. Risveglio, sicuramente! Per quanto riguarda il settore agonistico, da noi quasi sconosciuto, non so darLe una risposta, posso solo seguire i risultati agonistici della Federazione che parlano da soli. Mentre il grande sviluppo dell’equitazione in questi ultimi anni, secondo me, è stato rivolto all’equitazione da campagna, al turismo equestre, all’equitazione per i diversamente abili, alla riscoperta di antiche arti e mestieri, alla monta western e monte da lavoro, ma soprattutto allo sviluppo economico derivante dal “lavoro a cavallo”.

D La vostra azione di formazione professionale spinta al massimo in questi anni, ha dato buoni risultati?

R. Il nostro Ente si è particolarmente specializzato nella formazione, tanto da essere il primo ad avere la certificazione di qualità, nel servizio, Iso 9001/Vision 2000.
Abbiamo e stiamo effettuando formazione professionale sia a livello associazionistico, cioè rivolta ai nostri soci, sia a livello istituzionale, cioè tramite lo stato, le regioni, collaborando con la Comunità Europea attraverso i nostri accreditamenti tecnici e istituzionali.
Tutto questo sacrificio, ci ha dato, sin dall’inizio, una grande soddisfazione, creando professionalità e nuove prospettive di accesso a posti di lavoro, con conseguente sviluppo dell’Ente.
La stessa Federazione, da poco, ha dovuto riconoscere la grande professionalità espressa dai brevetti E.n.g.e.a. conferendo quel valore aggiunto che meritano, attraverso il riconoscimento e l’equiparazione a tecnici di equiturismo



D Quindi Lei mi sta dicendo che la Federazione riconosce i vostri titoli? Questa non potrebbe essere una manovra di frazionamento e destabilizzazione da parte della Federazione?

R. Al primo impatto la manovra per come è stata concepita e organizzata potrebbe far pensare a questo, ma se analizziamo obiettivamente i fatti, il risultato potrebbe far pensare a tutt’altro: riconoscimento incondizionato della nostra professionalità, nuove esperienze per i nostri quadri tecnici, che ritenessero opportuna tale esperienza.
Dal mio punto di vista personale esprimo un “e perché no!” I titoli riconosciuti ed equiparati saranno sicuramente titoli aggiuntivi da segnalare su di un curriculum vitae equestre per un nuovo lavoro o una nuova esperienza di vita, tant’ è che colgo l’occasione per precisare che nessun provvedimento disciplinare verrà intrapreso per i nostri quadri tecnici che aderissero a tale manovra, liberi di decidere come sempre.
Anzi questi requisiti aggiuntivi potrebbero essere richiesti per i prossimi corsi di Aiuto Istruttore e Istruttore, con qualifiche europee, promossi dalla C.E.I. (Confederazione Equestre Internazionale) ed essere valutati come crediti formativi a valenza professionale.

D Insomma questa E.n.g.e.a. funziona e fa funzionare?
L’equitazione italiana, in poche parole vi deve dei ringraziamenti?

R. Il settore equitazione tedesco e francese, sfiora singolarmente, un milione di unità, nei vari dipartimenti e discipline. L’equitazione in Italia non è da meno. Con una stima approssimativa del patrimonio equino censito e non censito (soprattutto) si và dalle 600.000 alle 800.000 unità che potrebbero diventare un patrimonio, un serbatoio per elevare al massimo predisposizioni e professionalità di ogni singolo cavaliere e probabile atleta dove in una equitazione di tutti e per tutti sicuramente emergerebbe il campione che forse oggi gioca al pallone perché non si è potuto permettere l’avvicinamento al cavallo visto i costi che circolano!
Quindi è affermativo che l’E.n.g.e.a. con i suoi ritmi stimola e fa funzionare in meglio, l’equitazione nazionale.
Per quanto riguarda i ringraziamenti che probabilmente meritiamo, non so se arriveranno tutti dal mondo dell’equitazione italiana in generale, ma sicuramente ne riceviamo quotidianamente tanti, che ci danno lo stimolo a proseguire per essere migliori e vincenti.

Bene! Abbiamo capito che nel piccolo o nel grande, l’E.n.g.e.a., questa giovane e libera realtà, ha contribuito e sta contribuendo ad un rilancio sempre più vitale del settore equestre nazionale ed internazionale e, alla prima occasione verrò, con voi nei prossimi grandi eventi in programma, dove siete da sempre leader ed efficienti, per un buon reportage giornalistico.

A leggerci presto



Alessandra Caradonna