27 Settembre 2021

Nel laboratorio di Moirano

Di Chiara Moirano. Photo credits Selleria Moirano.

Nell’estate del 1996 Giacomo Moirano, uno dei due soci fondatori della selleria, si recò in visita di piacere alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Dopo la sala da ballo, percorso il corridoio centrale e, attraversate altre due sale, si trovò con molto stupore dinnanzi ad una carrozza. L’ambiente era ampio ma spoglio, dalle grandi vetrate entravano i raggi del sole, che si riflettevano sui vetri e sul cocchio dorato, che sembrava un po’ dimenticato. C’era solo una piccola targa e niente di più… rimase senza parole. Il suo primo pensiero fu: “Sarebbe un onore poter un giorno dire di aver restaurato la carrozza di Napoleone”.

L’anno dopo, stavamo terminando l’ultima carrozza delle tredici che compongono la collezione del castello di Masino, ora proprietà del FAI, quando, durante l’ultimo sopralluogo, il Direttore della Soprintendenza delle Belle Arti di Torino, Dott. Bertolotti, ci commissionò per conto dalla proprietà, l’Ordine Mauriziano di Torino, proprio il restauro della carrozza di Napoleone I. Dopo le pratiche burocratiche, nel marzo del 1998 andammo a prenderla per iniziare gli importanti lavori di restauro presso il nostro laboratorio, a cura e responsabilità nostra. Innanzitutto fu eseguita una disinfestazione, sia interna che esterna, per i tarli. Il lavoro più laborioso fu il restauro della parte pittorica. L’obiettivo comune era quello di riportare la carrozza al suo antico splendore.

Purtroppo presentava numerose incisioni, scritte, dovute all’incuria. Siccome tutte le parti di color giallo sono ricoperte di foglia d’oro di otto micron, dopo alcune prove, per mezzo di fotografie stratigrafiche, vennero fatte delle integrazioni di foglia oro su tutte le parti dorate. La traversa anteriore, la parte in cui si attaccano le tirelle dei timonieri, al centro, era tagliata di netto dal tarlo. Le parti lignee della stessa sono tutte scolpite, quindi venne innestato un meccanismo di ferro che, avvitato su se stesso, andava a ricongiungere le due parti.


Quando si effettuano restauri di questo genere ogni parte va conservata e nessun pezzo va sostituito. Furono messe in sicurezza tutte le parti lignee del treno anteriore, posteriore e delle quattro ruote. Entrambe le porte furono smontate per ritoccare gli stemmi dipinti come pure le otto vetrate dai relativi telai di legno foderati in velluto. I nastri, che sorreggono le vetrate, i corrimano, le fasce delle portiere vennero svitate, analizzate ed iniziò un lavoro certosino di rammendo con fili di seta. La parte interna della carrozza è di velluto color champagne con passamaneria avorio non lavorata a capitonné, perché nel ‘700 questa lavorazione non era in uso. Sugli schienali, sulle sedute e sul cielo il tessuto si presentava in alcuni punti usurato, sfibrato, e, non potendo assolutamente sostituire il tessuto originale effettuammo un paziente intervento di integrazione e rammendo.

Vennero rammendate anche le due mantovane sotto i sedili. All’interno della carrozza è presente un tappeto floreale che venne completamente pulito ed integrato. La serpa, essendo esterna alla carrozza, era la parte in tessuto che presentava maggiori lacerazioni. Seguendo i criteri del restauro di un bene storico, le parti che era possibile restaurare tramite rammendo vennero restaurate, i fiocchetti intorno alla seduta in alto furono rammendati con filo d’oro e d’argento, mentre quelli mancanti non vennero reintegratii.

Da entrambi i lati sono raffigurate le armi imperiali di Napoleone Bonaparte I, in filo d’argento, che sono state riprese e restaurate. Le scalette in pelle marocchino sono state riprese. Come finitura, sia sulle parti d’oro che sulle parti verdi, venne applicato un prodotto conservativo. Il lavoro, con il benestare della Soprintendenza delle belle Arti di Torino, dopo quattro anni, era terminato e la carrozza lasciava il nostro laboratorio per ritornare alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, nella sala in cui era stata vista per la prima volta da Giacomo. Questa carrozza nel corso delle sua vita ha vissuto molte traversie, noi Moirano ci auguriamo che possa continuare a raccontare la sua imperiale storia per molto tempo.

  1. La berlina di Napoleone prima del restauro.
  2. La traversa anteriore tagliata di netto
  3. Le porte furono smontate 4. Incisioni e scritte sulla cassa.
  4. Lacerazioni sulla serpa
  5. Avantreno e bilancini
  6. La berlina restaurata torna a Stupinigi


GRUPPO ITALIANO ATTACCHI - Associazione Sportiva Dilettantistica

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