18 Settembre 2021

In viaggio con alterne fortune…

Di Marco Gentile. Fonte: A. Giorda e F.Ganora”Stupinigi Capitale dell’Impero” 2017. Photo credits: Fondazione Ordine Mauriziano, CavalloMagazine, https://www.kitshow.net, Selleria Moirano.

La Berlina di Napoleone si racconta facendoci rivivere fasti, intrighi, eventi di un epoca
straordinaria. Fra storia e leggendo, seguiamo le sue vicende dagli onori alla Palazzina di Caccia
di Stupinigi a dimora di galline nell’umile cascinale, dove resistette per anni dimenticata, fino al
suo miracoloso riscatto.

«Io fui la carrozza di gala di Napoleone, pensata per condurre il generale Bonaparte a cingere la corona di Re d’Italia a Milano, quel sacro e millenario diadema che è la Corona Ferrea, capolavoro dell’oreficeria longobarda medievale, oggi custodita nel Duomo di Monza, che il mio Imperatore si pose da solo sul capo esclamando: “Dio me l’ha data, guai chi me la tocca!” Nella primavera del 1805 si decise che sarei stata tradotta da Parigi in Italia, dove, nel maggio, avrei condotto Napoleone nella capitale del neonato Regno Italico. Il mio viaggio fu lungo ed assai impegnativo: le strade del primo Ottocento non erano certo confortevoli come quelle di adesso… Tuttavia, forte del mio nobile legno, stringendo i denti della mia scelta ferramenta, sotto alle smorfie di dolore delle cinghie che ammortizzavano i peggiori colpi al mio corpo arrotondato, e fra lo stridere delle molle e dell’assale, riuscii a valicare il nevoso Moncenisio ed entrai in Torino il 19 aprile 1805. A Torino giunse anche papa Pio VII, che la municipalità volle alloggiare a Palazzo Reale in Piazza Castello, mentre il generale Bonaparte si pensò più opportuno farlo risiedere presso la reggia di Stupinigi, già residenza di caccia degli ex sovrani del Ducato Sabaudo. Stupinigi, nelle campagne oltre la contea di Mirafiori, è distante dal centro di Torino circa un’ora di cavallo, ma sufficientemente isolato consono a proteggere contro eventuali disordini di popolo.

La Città tributò sobri onori a Pio VII, mentre Napoleone non ricevette onori ufficiali dalla cittadinanza, ma soggiornò a Stupinigi per dieci giorni, dalla sera del 19 aprile a quella del 29, con la consorte Giuseppina e la corte. Il 19 aprile un rumoroso e sferragliante corteo imbocca il lungo viale alberato che conduce alla Palazzina…diverse carrozze in fila si dirigono e si schierano nel cortile d’onore ed io, la più nobile berlina fra di esse, dipinta in oro e decorata con stemmi e fregi lussuosi, scortata da eleganti cavalieri in uniforme all’ussera con alti pennacchi rosso-verdi sui colbacchi di pelo d’orso, conduco il mio Imperatore. Le sciabole tintinnano, l’acciottolato risuona dei ferri dei cavalli e dei cerchi delle alte ruote lignee, il valletto scende, apre la maniglia della mia porta, sviluppa la mia scaletta a portafoglio in marocchino rosso ed Egli scende, il mio illustre passeggero, in uniforme verde con le spalline dorate, in testa un cappello bicorno nero. Innanzi a lui è il Gotha della vecchia nobiltà sabauda. Io, stravolta dal lungo ed impegnativo viaggio, fui riposta a riposare nella rimessa del braccio di levante dell’emiciclo delle grandi scuderie reali. Molti, nei giorni a seguire, si avvicendarono a me accanto: credo ciascuno volesse preservarmi, nutrire il mio legno, lustrare i miei aurei pannelli, spazzolare il velluto ed il raso avorio dei miei cuscini, smacchiare le passamanerie. Ma alcuno, armeggiando forse maldestramente intorno al mio assale una notte, mi fece finanche un po’ male…! Insomma, l’alba del 30 aprile lasciai la Capitale subalpina, meta Marengo. Qui infatti Napoleone desiderava rivivere i fasti della sua vittoria avvenuta il 14 giugno 1800. Ma, proprio qui, un nefasto destino mi colpì nel corpo e nell’orgoglio: il mio assale si ruppe, il tempo stringeva, mastri minusieri e carrozzieri si affaccendarono, rattopparono, piallarono, inchiavardarono ma, ahimè, dai più si convenne che, per il mio Imperatore, io non potevo più essere sufficientemente sicura.

E qui, a Marengo, mi abbandonò il treno regale. Napoleone e la sua augusta consorte giunsero a Milano, un’altra carrozza il 26 maggio li condusse in duomo! Corse voce, che a mio danno era stato compiuto un attentato: sarebbe stato addirittura un prelato, introdottosi in segreto, su mandato del pontefice Pio VII, nella notte in cui – ricordando – avevo patito quel lancinante dolore, a ledere la mia struttura, per impedire al Re di Francia di raggiungere, cingere e rubare la Corona Ferrea, desiderando ucciderlo, simulando un incidente. Ma queste sono trame che a una povera carrozza non è dato sapere! Di me…da allora…cosa fu? Me misera! Abbandonata nel podere di un cascinale mi avvolse l’oblio degli uomini… L’aria buona della campagna, invero, non mi mancava, e tantomeno la compagnia, giacché fui destinata dai mezzadri a sbrindellata dimora di un pollaio di chioccianti e grasse rosse galline! Quale onta! Ma avvenne un benedetto giorno il mio riscatto: un grande uomo torinese, tale Adolfo Gustavo Rol, dotato di poteri paranormali, al quale spesso era apparso lo “spirito intelligente” del mio Imperatore, ebbe la visione una notte, durante un sogno tormentato, del mio disgraziato destino! Mi cercò dunque, trepidante mi rinvenne, mi riportò e donò a Torino, richiedendo semplicemente che io fossi restaurata. Ma il Municipio -miopi troppe volte sono gli umani- rispose non sapere che farsene “della carrozza di un dittatore!”. Mi accolse l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro in seno alla quale Fondazione, avvantaggiandomi di un primo restauro, potei, dopo due secoli, tornare alla cara Palazzina di Stupinigi. Oggi tuttavia, nell’occasione del secondo centenario dalla morte del mio Imperatore, un ulteriore ed approfondito intervento conservativo presso il Centro Restauro della Reggia di Venaria Reale è volto a ricondurmi all’antico lustro ed orgoglio, dimostrando che, modestia a parte, davvero la Storia su di me ha attraversato i secoli, ed io medesima più volte “nella polvere” e più volte “sull’altar” posso infine rispondere al Poeta che: “Sì, fu -ed è tuttora- vera gloria!”.»

  1. 1805: la berlina è a Stupinigi.
  2. Incoronazione a Milano di Napoleone I.
  3. Dono di Gustavo Roll alla Fondazione Ordine Mauriziano.
  4. Di ritorno a Stupinigi la Berlina viene ripulita.

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