09/09/2010

Versatility, forse una missione … no una politica da allevatore

una filosofia di vita

E’ dal 1980 che mi occupo di Monta Western in Italia e all’estero, e anche dopo aver vinto gare, riconoscimenti, superato esami, acquisito brevetti internazionali etc., occupandomi a tempo pieno di allevare Quarter Horse e Paint, mi sono sempre domandato: ma cosa me ne faccio in allevamento di quei cavalli che per fortuna o sfortuna non possono fare Reining e non sono al livello dei migliori? Che danno economico diventa per me allevarli? Una risposta da allevatore e da addestratore, io e tutti coloro che mi hanno seguito in questi anni, ce la siamo data: “introduciamoli al Versatility”. Non perché meno competitivo o meno agonistico, ma perché più completo e meno restrittivo. Una disciplina che essendo così varia può aprire a differenti idee e a molte diverse competenze.

Ma cosa è un cavallo che viene oggi in Italia a competere nelle varie prove del Versatility, rilette sulla base dell’esperienza dei cavalieri Italiani e per necessità sui regolamenti e le leggi nazionali?

Un cavallo che partecipa alle prove di Versatility, nella sua completezza, è un cavallo sicuro, affidabile, equilibrato; un cavallo che riesce a gestire un percorso complicato di “Reining”, delle andature armoniose nel “ranch riding”, una grande precisione nel “ranch Trail”, una grande forza di carattere e risolutezza nel “ranch Cutting” mentre sbranca  la mandria scegliendo quale vitello inserire nel pen e quando si trova nel “Working ranch” che non demorde e diventa caparbio e inflessibile nel condurre il vitello nel recinto.  Quindi un cavallo che anche se non ha lo stop da + 1 è un animale dal grande valore e che ah richiesto per il suo addestramento una grande dedizione … e ha mantenuto una  sua quotazione economica importante.

Ma non solo, diventa anche uno dei più affidabili compagni per escursioni e passeggiate, una esperienza difficile da ritrovare in altri cavalli se non quelli da “lavoro”.

Ma siamo in Italia e visto che molti da tempo hanno abbandonato l’idea della formazione, ecco l’idea: unire alle competizioni di Versatility Ranch, soprattutto nelle piazze ove non possono essere ospitati i vitelli, necessari per il lavoro con la mandria,  lo Showmanhip at Halter, il Trail horse con il cavallo condotto sotto mano, il Western Horsemanship anche con percorsi complicati e impegnativi, il Western Pleasure Classico, Il Reining tal quale e perché no dove c’è la possibilità dei vitelli Cutting e Working Cowhorse.

E le difficoltà economiche che stiamo tutti vivendo come hanno influenzato le prove nei concorsi? Di sicuro un influenza negativa la hanno esercitata, facendo fermare molti circuiti, però se ne sono aperti altri come quello che speriamo partirà in Lazio e in Puglia, piccoli semi che fanno ben presagire per il 2011.

Di sicuro la filosofia odierna quella di essere o in manifestazioni con le discipline più importanti oppure nei centri per le prove legate all’apprendimento e alla scuola ha iniziato a far pensare.

Da segnalare contro tendenza il fatto che mentre è alto l’interesse per i cavalieri e i quadri tecnici a livello formativo, non vi è molto interesse nel giudicare le gare obbligando i pochi giudici ad un vero “tour de force”.