Dai circoli di base ai grandi eventi internazionali, il movimento equestre regionale vive una fase di grande espansione. Un trend che conferma il legame storico tra territorio e cavallo, rafforzato da eventi di richiamo internazionale come l’Italia Polo Challenge di Courmayeur

Gli sport equestri un boom in costante crescita in Valle d’Aosta. Un boom che incrocia il pensiero di chi lo dirige a livello federale con i numeri della Federazione Italiana Sport Equestri. “Quest’anno è stato particolarmente significativo. Il numero di iscritti nei nostri circoli e la qualità del lavoro svolto da tecnici e istruttori confermano che stiamo percorrendo la strada giusta. La Valle d’Aosta un punto di riferimento per le discipline equestri e accoglie cavalieri da tutta Italia e dall’estero”. Pensieri e parole di Giovanna Rabbia Piccolo, delegato regionale della FISE Valle d’Aosta, che inquadrano la forte tradizione negli sport equestri nella regione, sia dal punto di vista agonistico che sociale e culturale, nel giorno in cui – lo scorso maggio – è andato in scena il tradizionale Galà dei Cavalieri che celebra gli atleti e le atlete del territorio. E, nei giorni in cui a Courmayeur va in scena la tappa di Arena Snow Polo di Italia Polo Challenge, uno show sportivo che alla seconda edizione alle pendici del Monte Bianco fa già rima con tradizione, proprio dal raffinato archivio della FISE emerge la prova a specchio numerica del feeling tra uomo e cavallo nella regione, non solo a livello agonistico.
I numeri ufficiali della FISE, Federazione Italiana Sport Equestri, inquadrano una crescita evidente: alla fine del 2024 si contano complessivamente 649 tesserati con un aumento considerevole di 226 unità, pari a un +53% in cinque anni rispetto ai 423 del 2019. Il trend di crescita coinvolge anche il tesseramento dei cavalli, passato dalle 97 unità del 2019 alle 119 del 2024,che porta a un aumento percentuale pari al 22,3%.
Nel confronto tra i due anni presi in esame, il 2018 e il 2024, è significativo anche il balzo in avanti delle ‘patenti A’, e cioè le licenze di coloro che per la prima volta entrano nell’orbita federale per l’attività a cavallo: dalle 434 patenti del 2019 siamo passati alle 651 del 2024 con un +50% che conferma il rapporto speciale dei valdostani con i cavalli.
Numeri di una passione millenaria in costante crescita che mette al centro il cavallo a prescindere da sport e disciplina, come nel caso del grande torneo di Polo di Italia Polo Challenge – i tesserati del Polo sono triplicati negli ultimi anni – che riflette una passione in netta crescita per il ‘rugby a cavallo’ come amano definiscono i ‘padri’ argentini della disciplina. In virtù di un numero nazionale di tesserati ‘senior’ FISE che negli ultimi anni è quasi triplicato: dai circa 100 praticanti si è passati a sfiorare le 300 unità, un numero considerevole, stando ai dati della metà del 2024 e in attesa di aggiornamento con un trend di crescita. E non solo. A questi, ne vanno aggiunti altri 250 della ‘cantera’ del polo italiano: ragazze e ragazzi che in sella ai pony rappresentano il futuro e il serbatoio della Nazionale per dare continuità ai risultati delle ultime stagioni. Così come stanno portando effetti benefici i progetti e gli investimenti della FISE sul polo pony in un quadro organizzativo multidimensionale che la stessa Federazione promuove ormai da diversi anni. D’altra parte, anche a livello agonistico siamo nella Top Five Mondiale della disciplina.























































