05/12/2017

Una antica strada romana

Mi sono appena seduto sul “basolo” di un’antica strada romana presente nel parco archeologico sotto casa mia, nel nuovo quartiere del Torrino Mezzocamino, a sud ovest di Roma.

E’ tiepido per il sole di mezzogiorno.

E’ quello che rimane di una delle viae che uscivano dalla città per raggiungere luoghi lontani anche migliaia di chilometri. Questa dove andava? Chissà!

Un tratto lungo una decina di metri e largo quasi quattro.

Passo la mano su questi basoli. Sono lisci al tatto. La pioggia e la rugiada li conservano puliti. Danno un senso di solidità. Sono grigio scuri, di forma prevalentemente circolare, larghi poco più di mezzo metro, fittamente accostati fra loro, ma che – per congiungersi e creare una superficie piana e continua – sono stati scalpellati in alcuni bordi. La planearità doveva essere l’obiettivo da raggiungere. Oggi sarebbero percorribili anche da una motocicletta, senza grossi problemi!

Li conto. Sono quasi cento grossi blocchi livellati, di materiale ricavato dalle lave del vulcano laziale, con cui sono fatti anche i “sanpietrini”. Di una durezza eccezionale.

I due bordi della strada sono rialzati di un palmo e delimitati da una serie di blocchetti più piccoli, allineati, che marcano come dei marciapiedi, di cui però non v’è traccia. Ogni quattro passi dei bordi, è presente un blocchetto più alto. Forse sono misure per visualizzare le lunghezze stradali di allora. Probabilmente la sezione è a “schiena d’asino” per lo scolo delle acque ed i margini rilevati servono anche per incanalare l’acqua piovana.

Sapevo che, per durare millenni, i Romani costruivano le strade facendo scassi profondi nei quali deponevano e pressavano strati di pietre, breccia, e sabbie sempre più fini, sia per il drenaggio che per tenere ben fissi proprio i basoli, soggetti a milioni di vibrazioni dovute al passaggio di migliaia di coppie di ruote cerchiate di ferro. Ricordavo le incisioni parallele sulla pavimentazione di alcune antiche strade romane, dovute al passaggio di centinaia di migliaia di carri.

Certo, i Romani di allora erano forti! Oggi malaffare, corruzione, delinquenza organizzata e interessi politici imperano. Nelle città le strade durano mesi prima di richiedere interventi e questo tratto di “via” è ancora qui, da millenni, ancora in perfetto stato e percorribile.