17/05/2018

Soluzione non tanto assurda per risollevare il Mezzogiorno

La differenza in ricchezza fra nord e sud è, da sempre, il problema del Paese. Mai risolto. I disoccupati e i poveri, per la maggior parte al sud, quando possono, emigrano al Nord o all’estero. Il flusso migratorio, soprattutto giovanile, è costante e accelererà l’abbandono di borghi anche prestigiosi. Eppure il sud e le isole sono una ricchezza non ancora utilizzata come meriterebbe.

Località soprattutto di mare, di sole, di relax. Il maggior numero di opere d’arte del pianeta, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, sono in Italia e buona parte sono nel Sud dello Stivale. Luoghi d’arte, storici, archeologici, naturali, termali, ricchi di artigianato, di fiere, sagre e feste locali, la cui accoglienza è da sempre premurosa e cordiale. E che dire della Dieta Mediterranea che regala meraviglie enogastronomiche e salutari, di cui è la culla (nata a Pollica nel Cilento).   Manca il lavoro, le imprese vive ed un modo pratico per investirvi capitali che sono stati finora spesi male. L’Europa dovrà distribuire, 1273 miliardi in 7 anni tra il 2021 ed il 2027, ed all’Italia spetterebbero fra i 9 e gli 11 miliardi! Una gran parte di questi miliardi competerebbe al Mezzogiorno.  

Allora mi chiedo, perché non esentare le regioni italiane del sud più malandate, per esempio – dall’IVA sulle transazioni – oppure farne Regioni fiscalmente privilegiate, in modo che tutto costi meno, vengano dall’estero per fare acquisti convenienti (come i duty free aeroportuali) e godere delle loro bellezze. Ma anche con particolari facilitazioni legislative per far si che le pensioni abbiano un maggior potere di acquisto. Per fare in modo di attrarre e accogliere pensionati sia esteri che italiani (che attualmente vanno in Portogallo, Tunisia ed in altri Paesi) consentendo che le loro pensioni vengano spese in Italia.  

E coprire le maggiori spese per l’Erario con questa massa di fondi europei non indifferente convogliata in una nuova Cassa per il Mezzogiorno? Questo creerebbe opportunità sul posto, attività imprenditoriali, ricchezza e posti di lavoro. Invece di fornire al Sud, i pesci, si darebbe loro l’opportunità di pescarli.   Una delle cose importanti da inserire nel “contratto” in studio tra Salvini e Di Maio.