La campionessa Clara Leoni racconta come la chirurgia refrattiva ha migliorato performance, sicurezza e controllo in gara.

Nel salto ostacoli, ogni dettaglio può fare la differenza tra un percorso netto e un errore: la distanza da un ostacolo, il tempo di reazione, la capacità di leggere la traiettoria in pochi istanti. In una disciplina in cui cavallo e cavaliere devono muoversi in perfetta sintonia, la qualità della visione diventa un elemento determinante non solo per la performance sportiva, ma anche per la sicurezza. Una percezione visiva imprecisa può compromettere il calcolo delle distanze, alterare la fluidità del percorso e aumentare i margini di rischio.
È in questo contesto che si inserisce l’esperienza di Clara Leoni, campionessa di salto ostacoli, che ha scelto di migliorare la propria qualità visiva attraverso la chirurgia refrattiva affidandosi al dott. Angelo Appiotti. Un cambiamento che, come racconta nell’intervista, ha avuto un impatto concreto non solo nella vita quotidiana, ma anche – e soprattutto – nella gestione del cavallo in gara e in allenamento, dove precisione, controllo e sicurezza sono imprescindibili.


In questa intervista, Clara parla della sua esperienza condivisa con il marito Filippo Gaisca Queirazza, evidenziando il forte impatto che la qualità visiva ha avuto sulle loro carriere sportive.
Quanto conta una visione perfetta nel salto ostacoli?
“È fondamentale. Affrontiamo percorsi con 10-13 ostacoli di varie altezze e la cosa più importante è riuscire a calcolare le distanze nel modo migliore. Senza una visione precisa diventa tutto più difficile.”
Quali difficoltà avevi prima dell’intervento?
“All’inizio montavo a cavallo con gli occhiali, ma con timore, soprattutto in caso di caduta. In gara invece usavo le lenti a contatto, ma non le tolleravo: avevo una lacrimazione minima e mi si seccavano subito, soprattutto d’estate. Era molto spiacevole, arrivavo a cambiarle anche due o tre volte al giorno.”
Questi problemi influivano sulla performance?
“Sì, soprattutto con le lenti a contatto. In alcune situazioni, come nelle curve strette, gli occhi si seccavano e questo influiva sulla percezione del percorso. Non era ideale, soprattutto in uno sport dove la precisione è tutto.”
Anche la sicurezza poteva risentirne?
“Minimamente sì. Non ho mai avuto situazioni davvero pericolose, ma può succedere: un occhiale che si appanna o una lente che dà fastidio possono creare difficoltà proprio nel momento in cui devi affrontare un ostacolo.”
Quando hai deciso di affrontare l’intervento?
“Ho aspettato per paura, ma vedevo mio marito Filippo, che l’aveva già fatto, stare benissimo. A un certo punto mi ha detto: ‘Fidati, ti cambia la vita’. E aveva ragione.”
Ti aspettavi un impatto anche sulla performance sportiva?
“No, non così. Sono rimasta sbalordita: è stato tutto semplicissimo e mi ha migliorato la vita in generale, ma anche la performance sportiva. Io vivo praticamente a cavallo, porto il casco tutto il giorno: è cambiato tutto.”
Com’è stato il recupero post-operatorio?
“Incredibile. Mi sono operata nel pomeriggio e la mattina dopo vedevo già perfettamente. Mi sono svegliata in hotel e vedevo il soffitto senza dover cercare occhiali o lenti: una sensazione bellissima. Non ho avuto alcun fastidio.”
Quanto è stato importante condividere questa esperienza con tuo marito?
“Fondamentale. Lui si era già sottoposto all’intervento ed era felicissimo del risultato duraturo nel tempo. È stato decisivo sapere che la persona di cui mi fido di più mi consigliava di farlo.”
Oggi trasmettete questa attenzione anche ai vostri allievi?
“Assolutamente sì. Con GQ Stable, la nostra società di formazione, seguiamo molti ragazzi e facciamo molta attenzione alla vista. Spesso ricordiamo ai più piccoli di pulire gli occhiali e di prendersi cura della propria vista. È un aspetto fondamentale.”
Che consiglio daresti ad altri atleti?
“Di affidarsi alla chirurgia refrattiva, lo dico sempre: a me ha cambiato la vita. Tornassi indietro, lo farei dieci anni prima. Ho passato anni tra lenti, fastidi e soluzioni temporanee. Oggi non avrei dubbi.”
L’esperienza di Clara Leoni si inserisce nel progetto dedicato alla “performance visiva” promosso dal dott. Angelo Appiotti, che raccoglie le testimonianze di atleti che hanno scelto di migliorare la propria vista per ottimizzare le prestazioni sportive.
Un esempio concreto di come innovazione medica e sport possano incontrarsi, migliorando non solo la qualità della vita, ma anche i risultati agonistici.
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