25/10/2017

Perché non fare dell’ISOLA DELLE FEMMINE (in vendita) una emittente televisiva per promuovere il Made in Italy nel mondo?



Perché non fare dell’ISOLA DELLE FEMMINE (in vendita) una emittente televisiva per promuovere il Made in Italy nel mondo?  
Perché non restaurare opportunamente i quasi 500 Metri quadri della “Torre di Fuori”, l’unica superficie e cubatura edificabile dell’isola (con i finanziamenti europei), oltre a delle vasche ed un pozzo esistenti e farne una stazione radioTv con l’esclusivo compito di proiettare filmati atti a valorizzare le eccellenze turistiche, mercantili e culturali italiane?

Incentrati su luoghi e cittadine d’arte, mari, isole, flora e fauna, produzioni enogastronomiche italiane, moda e relativi accessori, oltre ad altre meraviglie che può offrire la Penisola e la Sicilia in particolare. Per la nostra cultura filmati di opere di musica classica e moderna, di pieces teatrali, biografie di poeti e libri di storia, di letteratura e di poesia, oltre ad eventi come palii, sagre, fiere, mercati, solennità, mostre locali etc.  Uno strumento per mostrare al mondo dove è scaturita la dieta mediterranea, la creatività, la filosofia, lo stile di vita degli italiani e la loro longevità!   Un “National Geographic” nostrano!   Non entro nel merito della frequenza Tv, delle antenne (a forma di albero o, magari, con una antenna sollevata da un pallone aerostatico per non offendere l’ambiente).

Forse si potrebbe costruire sottoterra sull’isola o nella vicinissima Sicilia (collegata con un cavo marino), e fornirla di ponti radio sul continente per viaggiare lontano. Tecnicamente, burocraticamente e politicamente, in Italia tutto è risolvibile, se c’è la volontà. E senza snaturare una riserva integrale ambientale.  I ricavi maggiori potrebbero provenire dal pagamento degli invii dei filmati da parte di produttori, commercianti, regioni, comuni, associazioni ed imprese, interessati a valorizzare luoghi, prodotti ed eventi locali.

Sono certo che non mancherebbero sponsorizzazioni da parte dei maggiori Brand (ma anche da aziende medie e piccole), consorzi associazioni etc. Certo Mediaset e la Rai non ne sarebbe contente, ma ministeri, istituzioni statali, consortili, confindustriali, comunità montane, realtà locali che si occupano di produzione, commercializzazione e di Beni Culturali, di Turismo, dei Viaggi potrebbero esserne interessati.   Per tre milioni e mezzo di euro potrebbe non solo essere un affare, ma un’opportunità per far crescere addirittura il PIL!!   È cosa di Palermo. Che ne dice il Sindaco?