13/08/2014

“NEL CUORE HO DUE PAESI!” Intervista al Dressagista irlandese JAMES CONNOR



“Prepariamo e custodiamo la Kur per il Mondiale come un sogno!”
A cura di Giulia Iannone”



1. Come ha accolto la notizia di essere stato selezionato nella squadra dressage dell’Irlanda per i WEG in Normandia?

Poco piu’ di due settimane fa, con mia grande sorpresa, mi è giunta la telefonata della segretaria del World Sport Ireland con la quale mi si comunicava che ero stato inserito nella team Irlanda”.

2. Se lo aspettava?

“Devo dire la verità, non ero così sicuro! Il mio cavallo Casinò  Royal, a casa lo chiamiamo Bond, è molto giovane: ha soli nove anni e pochissima esperienza. Non ero tanto dell’idea che fosse pronto per una prova cosi’ importante come i WEG… poi, quando mi hanno comunicato di esere stato selezionato per il team Ireland, ho capito che in ogni caso Bond potra’ dire la sua e mi sono convinto.”

3. Maturata dunque questa decisione, come si sta preparando, si sta servendo di un coach per supervisionare e limare il suo lavoro in vista di questo prestigioso appuntamento agonistico?

“Mi ha assistito tantissimo Mrs. Pammy Hutton, nota amazzone tecnica inglese, recentemente Katherine Lucheschi, giudice internazionale (specializzato in dressage e completo, ndr) che mi fa da specchio da terra e mi aiuta con degli ottimi consigli, mi avvalgo anche del grande supporto di una carissima amica olandese che ha avuto tanti cavalli da dressage di alto livello. Inoltre riprendo il lavoro quotidianamente con i video e mi auto-critico. Non posso non sottolineare il sostegno emotivo della mia compagna Giulia che mi è molto vicina, come sempre, e colgo l’occasione per ringraziarla, e naturalemte Singh, il validissimo groom di Bond, parte fortissima della squadra!”

4. In qualche modo lei ha già un po’ anticipato  la successiva domanda. Parliamo a fondo del suo cavallo Casinò Royal, carattere, peculiarità, punti forti e punti deboli in rettangolo…

“Fino all’età di 7 anni Bond ha avuto delle difficoltà a lavorare sulla riunione, poi gradualmente ha cominciato a diventare molto più facile, la cosa positiva in questa fase di costruzione è stata la sua grande voglia di lavorare. Un cavallo che sembra dirti “dimmi cosa vuoi da me!” dotato di una straordinaria personalità nonche’ carisma. In gara vuole che si faccia sempre del nostro meglio, non c’è stata MAI una volta che non abbia lottato per me ed insieme a me in rettangolo. Credo di non avere mai avuto un cavallo così fantastico: tra tutti cavalli che ho portato in Grand Prix -e ne ho avuti tantissimi- nessuno e’ mai stato come lui. Quanto alla genealogia, parliamo di un Holdenberger con una grandissima linea: viene da Classiker per parte di madre, suo padre è Royal Hit. Un cavallo non tanto grande di statura ma in gara si fa ammirare. Insomma credo di non aver ripetuto abbastanza che gli voglio molto bene: elegante, atletico, dinamico, carismatico… ha tanti pregi.“

5. Quale binomio osserverà o terrà d’occhio durante i WEG in Normandia?

“Il mio cavallo favorito è Damon Hill, ovviamente Valegro mi piace tantissimo, Totilas – con Mathias Rath sembra che stia migliorando molto, lo abbiamo visto a Kapellen in Belgio: potrà finalmente far brillare ancora la sua luce – Questi sono i principali cavalli da osservare in Normandia.”

Noi avremo solo un piccolo rammarico, pur essendo orgogliosi e lieti della sua opportunità agonistica, che non potremo godere ed avvalerci della sua cronaca in TV alla gara. Ormai ci siamo abituati alla sua voce, alla sua classe ed alle sue utili spiegazioni…

“Grazie, sono molto contento del suo apprezzamento! Il commento tecnico lo faccio con grande passione e cerco in ogni occasione di spiegare e far arrivare al pubblico quanto straordinaria sia la disciplina del dressage!”

Facciamo una precisazione per i lettori. Lei ha montato in due WEG ed in un Europeo, Germania 2003.  Mi ricorda allora quei due Mondiali?

“Ho partecipato a Roma 1998 ed Jerez de la Frontera 2002. I cavalli sono stati differenti: Rubino ed High Flyer. A Roma l’idea non era quella di partecipare con Rubino ma con High Flyer, anche con la poca esperienza che avevamo, abbiamo comunque fatto abbastanza e tutto il meglio possibile, il ricordo è di una bellissima gara.”

So anche che lei segue alcuni completisti per il completo, disciplina per la quale la prova del rettangolo è divenuta determinante in termini di classifica, ci ricorda chi sono?

Ho il grande onore di poter seguire tutta la famiglia Riva, sono ragazzi con tanta passione e grande talento che lavorano con me da tantissimi anni, Francesca Malaspina adesso può contare su cavalli competitivi che la stanno facendo risorgere ed ottenere dei buonissimi risultati, Giulio Guglielmi che spero quest’anno possa entrare a far parte della squadra Yrider per l’europeo,ci sono poi tantissimi altri ragazzi che aiuto con grande piacere.”

Per concludere, cosa si aspetta da questo Mondiale e che Kur si è preparato?

“Vorrei consentire al cavallo di poter dire la sua in rettangolo ed uscire da questa gara realmente sentendo e pensando di aver fatto del mio meglio sì da far risaltare l’espressività e l’eleganza del 9 anni tedesco. Voglio interpretare il cavallo senza infastidirlo o disturbarlo. Quanto alla Kur è realizzata abilmente dal coreografo Fabrizio Pedrazzini sulla colonna sonora del film “Nuovo cinema paradiso”. Per essere sinceri, credo di non avere come binomio abbastanza esperienza per ambire a questo step della gara. Sarebbe un sogno e lo prepariamo come tale!”
 

Menzioniamo anche gli altri componenti della squadra irlandese che saranno i suoi compagni di viaggio?

“Nel team irlandese sono stati selezionati anche Anna Merveldt con il cavallo Vancouver, questa amazzone è stata per molti anni mia Maestra ed ha montato anche due miei cavalli; Judy Reynolds (Vancouver K) adesso allieva di Johann  Hinnemann, non conosco il suo cavallo ma so che lei è una ragazza giovane molto dedicata e con tantissima voglia di emergere; Roland Tong (Pompidou): non lo conosco affatto, ha conseguito buoni risultati e per quanto ho sentito, è in continua crescita.

Dunque sento che sarà anche un viaggio di conoscenze! E per finire, vuole aggiungere un altro pensiero?

“ Si’, vorrei dire che nel mio cuore occupano un posto speciale due paesi: Irlanda ed Italia. Come ovvio, l’Irlanda è la mia terra d’origine, simbolo e sinonimo di  identità ed appartenenza personale, ma l’Italia è la mia terra adottiva che mi ha accolto, nella quale vivo da qualche tempo e per la quale ho gareggiato in dressage non molti anni fa. Alla fine anche le bandiere di questi due paesi non sono molto diverse!“



Giulia Iannone
Fonte: Giulia Iannone