Nell’albo d’oro firmato da Patroclo, Moni Maker e dai record di Gocciadoro, la classica autunnale propone un’edizione senza un dominatore annunciato.

Dakar difende il titolo contro la carica dei dodici aspiranti al trono.
MONTEGIORGIO – C’è qualcosa di profondamente affascinante, quasi romantico, nel Gran Premio San Paolo – Premio Giovanni Mattii. Non è soltanto la corsa più prestigiosa dell’autunno montegiorgese, ma una vera e propria maratona su 2500-2520 metri con partenza ai nastri, una formula d’altri tempi che nel panorama nazionale odierno esalta come poche altre doti di fondo, adattabilità e intelligenza tattica.
Sull’aspro e selettivo anello marchigiano, il Gruppo 3 da 35.200 euro rappresenta da cinquant’anni un esame severo per uomini e cavalli. Era il 1975 quando questa classica battezzò il suo albo d’oro con il trionfo del mitico Patroclo interpretato da Sergio Brighenti.
Da allora, su questa pista si sono scritte pagine leggendarie del trotto italiano, accogliendo il gotha della specialità: da giganti internazionali come Moni Maker (vincitrice nell’anno 2000) a imperituri interpreti della pista come Pad d’Urzy, Smeralda Jet, Uno Italia, Zilath, Aramis Ek, Belzebù Jet, Callisto, Daughter As fino a Eolo Jet.
Guardando all’albo d’oro storico, se sul fronte dei driver il primato appartiene all’inarrivabile Alessandro Gocciadoro con 5 successi, seguito da icone come i fratelli Guzzinati e Lorenzo Baldi, la corsa ha raramente concesso bis in serie ai cavalli, confermandosi severa e apertissima a ogni edizione.
Sabato 31 ottobre 2026, l’edizione numero cinquantuno si presenta tecnicamente intrigante: forse priva di un dominatore annunciato, ma estremamente equilibrata, ricca di sfumature e di spunti strategici da studiare a tavolino prima ancora che da correre.
Nel primo nastro (metri 2500): la velocità iniziale può fare la differenza
La resa di 20 metri imposta dal regolamento offre inevitabilmente un vantaggio teorico ai cinque coraggiosi del primo nastro, chiamati a sfruttare la corda e il tracciato ridotto. Gioconda Cap, posizionata al numero 5 con Giuseppe De Filippis, attira i riflettori per la sua proverbiale sveltezza nelle prime battute.
Su una pista piccola come quella di Montegiorgio, dove sorpassare non è mai un esercizio semplice e la posizione iniziale vale metà corsa, sfilare rapidamente al comando potrebbe trasformarsi in un capitale pesantissimo.
Molto in vista anche Gin Tonic As, guidato da Lucio Becchetti, e Ginger Gadd con I.A. Gabor. Il primo arriva da una striscia monstre di cinque vittorie consecutive e attraversa il momento migliore della carriera, anche se l’ignoto della distanza rappresenta il test della verità, poiché la maratona richiede uno spartito ben diverso dalle prove intermedie. Analogo discorso vale per Ginger Gadd, chiamato a dimostrare la necessaria tenuta, mentre Dolly Effe con Roberto Pezzatini si presenta come elemento di solida qualità.
Il soggetto probabilmente più temibile dello start resta Apocalypto, affidato a Gaetano Di Nardo. Le sue precedenti affermazioni sui percorsi severi di Montegiorgio certificano un feeling speciale con i nastri e la lunga distanza; in una prova in cui molti debuttano o cercano conferme sulla maratona, lui vanta credenziali di ferro.
Nel Secondo nastro (metri 2520): ci vuole classe superiore e la gestione della risalita
Spostandosi venti metri più indietro, la qualità sale di livello, ma crescono anche gli ostacoli tattici. Il curriculum di maggiore spessore appartiene senza dubbio a Eres Dorial Mail, interpretato da Federico Esposito e sorteggiato con il numero 12.
Sotto il profilo dei mezzi puri il quattro anni possiede forse qualcosa in più della compagnia, pur restando due incognite non banali: non ha mai vinto finora su pista piccola, un anello che non fa sconti agli specialisti dei grandi autodromi, e la contemporanea iscrizione alla Coppa di Milano lascia aperti alcuni interrogativi sulla programmazione.
Il vero punto di riferimento della categoria sulle maratone sembra però Epico Dell’Est, guidato da Manuel Di Nicola. Regolare, affidabile, eccezionale specialista della distanza e già vincitore su questo tracciato in uno schema analogo, possiede la tempra e la concretezza ideali per interpretare al meglio la risalita ai nastri. Spettacolare e potente, Fierro Star con Ciro Maione è un altro nome caldissimo; avrebbe gradito curve più ampie per distendere la sua poderosa azione, ma la sua candidatura per le posizioni di vertice resta di primissimo piano.
Non si può assolutamente dimenticare Dakar, con Vincenzo Luongo in sulky, cavallo difensore del titolo ed eroe di questa tipologia di corse. Il detentore del trofeo conosce ogni zolla del percorso montegiorgese e possiede quella tenacia granitica che affiora regolarmente negli ultimi seicento metri, quando la stanchezza inizia a pesare nelle gambe dei rivali.
Completano la rosa dei pretendenti ad un inserimento nobile Billy Pan con Davide Cuglini, reduce da un finish esaltante e a suo agio sull’anello ridotto, Dark Lady Dei Rum guidata da Roberto Ruvolo, già a segno su distanze equivalenti, e l’intramontabile Enki Brown Effe, affidato alle mani esperte di Enrico Bellei.
Il quadro tattico e il pronostico
Il canovaccio della corsa dipenderà interamente dalle prime battute. Se Gioconda Cap riuscirà a sfruttare il numero 5 per installarsi al comando senza sprecare troppe energie, l’andatura iniziale sarà selettiva ma gestibile, costringendo i penalizzati del secondo nastro a muoversi per gradi.
In uno scenario del genere, passisti di lusso come Epico Dell’Est e il regolarissimo Dakar avranno modo di costruire la propria risalita con intelligenza. Diverso il discorso per Eres Dorial Mail, che partendo dall’esterno del secondo nastro rischia un percorso esterno dispendioso.
In ottica di pronostico, la nostra prima scelta cade autorevolmente su Epico Dell’Est, seguito in ordine di preferenza da Eres Dorial Mail, dal campione uscente Dakar, dall’incisivo Fierro Star e dallo specialista dello start Apocalypto.
Come possibili outsider per un inserimento sul podio merita massima attenzione Billy Pan per la sua incisività nel finale, mentre la velocissima Gioconda Cap rappresenta la vera mina vagante del convegno, pronta a sfruttare fino all’ultimo metro la favorevole collocazione allo Start.
Il resto del convegno di Montegiorgio
L’intero pomeriggio dell’Ippodromo San Paolo si preannuncia di grandissimo interesse tecnico. In apertura di giornata, con il Premio Daughter As riservato ai Gentlemen sui 1660 metri, spiccano le candidature di Elixia condotta da Leonardo Vastano e di Forrest Dei Rum con Sebastiano Colibazzi.
A seguire, il Premio Uno Italia presenta una categoria F sui 1600 metri particolarmente equilibrata, dove Can Plus Mede Sm con Davide Cuglini, Ermar Di Giò e Caos guidato da Enrico Bellei si sfideranno per il bottino pieno. La terza corsa, intitolata a Sebastian Bob, impegna i quattro anni sui 2060 metri e vede in Galius Mark ed Elessar Gadd i soggetti di maggior rilievo.
Proseguendo nella cronaca del pomeriggio, il Premio Eolo Jet sui 1660 metri offre a Discovery As con Ciro Maione il ruolo di punto di riferimento del campo. Particolarmente attesa è anche la quinta prova, il Premio Lanson, una ricca condizionata sui 2060 metri riservata alla generazione 2024: qui Lars Del Ronco, guidato da Enrico Bellei, e Locket con Vincenzo Luongo si contendono i favori della vigilia.
Dopo la disputa del Gran Premio San Paolo, il programma si avvia alla conclusione prima con il Premio Kenvil sui 1660 metri per tre anni, dove si evidenziano Inoki Lj, Love Cama e Ipomea Di Poggio, e infine con il Premio College Record sulla media distanza dei 2060 metri, in cui Istante Zack affiancato da Enrico Bellei e Imezio Degli Dei con Federico Esposito puntano ad occupare il gradino più alto del podio.












