Domenica 25 ottobre Montegiorgio veste i panni della favola per accogliere grandi e piccini, ma sul miglio del San Paolo non si scherza.

otto sfide al riparo dell’autostart e tra i nastri per testare la condizione dei cavalli a poco più di un mese dal leggendario Palio dei Comuni del 29 novembre. Dai puledri della prima ora ai bolidi del “Premio Walt Disney”, la bellezza e la potenza dello Standardbred tornano a far battere i cuori del pubblico marchigiano.
MONTEGIORGIO – C’è un profumo speciale nell’aria quando si varcano i cancelli dell’Ippodromo San Paolo di Montegiorgio. Non è solo l’odore della sabbia battuta, della tensione agonistica o il profumo antico delle grandi sfide; domenica 25 ottobre, c’è un’energia diversa, incantata. La trentacinquesima giornata della stagione autunnale spalanca le sue porte a un mondo di meraviglia, tingendosi dei colori e delle emozioni senza tempo dei personaggi Disney più iconici.
Ma fate attenzione: sotto i travestimenti fiabeschi, i sorrisi dei bambini e l’atmosfera da parco dei divertimenti, il cronometro non mente e il cuore del trotto italiano batte fortissimo. Manca poco più di un mese a quel giorno cerchiato in rosso su tutte le agende degli appassionati: il 29 novembre, giorno del leggendario Palio dei Comuni. Ogni curva, ogni schieramento, ogni pariglia che oggi sfila sulla nostra pista è un tassello fondamentale di un mosaico che porta dritto a quel catino ribollente di tifo e passione.
Otto corse e otto capitoli di un romanzo equino. Per chi vive di pane e trotto, la giornata odierna è un laboratorio a cielo aperto di meccanica, selettività e tattica. Per chi invece si avvicina per la prima volta a questo meraviglioso circo equestre, è l’occasione irripetibile per innamorarsi della potenza scultorea, della bellezza regale e del fascino magnetico del cavallo Standardbred.
Otto atti agonistici, otto competizioni che – per un giorno – sembrano uscite direttamente dalla penna di un favolista, dove i veri eroi non indossano mantelli, ma mantelli lucidi di sudore, ferri leggeri e una classe infinita guidata dalle mani sapienti dei nostri driver, veri artisti della redine lunga.
Il prologo lo eseguono i puledri: la purezza allo stato puro. Si comincia a fari accesi, come nelle grandi classiche. I puledri all’esordio o quasi sono il ritratto della freschezza: vederli muovere i primi passi in pista è come assistere a una prima lezione di danza classica. C’è l’ansia dei team, la cura maniacale degli operatori che li “coccolano” prima di mandarli nell’arena, e quella meccanica pulita che fa esclamare il neofito e annuire l’esperto. È qui che nascono i campioni di domani.
E quindi sulla pista del San Paolo arriva la velocità e la geometria. Il pomeriggio sale di giri attraverso prove internazionali e handicap mozzafiato. La magia della “racchetta”, i nastri che si tendono, la tensione che taglia l’aria prima del “la partenza è valida” dello starter. I driver interpretano la corsa come una partita di scacchi a 50 chilometri all’ora: un millisecondo di ritardo in partenza, un respiro anticipato lungo la curva e il sogno svanisce. Qui serve il polso di ferro e la sensibilità di chi il cavallo lo ascolta nel respiro.
Con la 1ª corsa, il Premio Topolino, Si parte con i puledri di 2 anni. Una prova di pazienza e sensibilità per i nostri driver. In pista c’è la purezza allo stato grezzo: cavalli ancora da plasmare ma dotati di una meccanica di volo naturale. Chi saprà gestire meglio l’emotività al momento dello stacco dietro l’autostart prenderà il volo.
Nella 2ª corsa, Premio Paperino, i riflettori sono puntati sui quattro anni in una prova di pura tattica. Tra scatti brucianti nei primi metri e strategie per prendere la testa da un numero difficile, i driver dovranno dosare con il bilancino le energie di soggetti dalla bellezza e dalla potenza straordinarie. Qui la “racchetta” di Montegiorgio saprà fare la prima vera selezione.
La 3ª corsa, il Premio Minnie è una prova tutta al femminile, dove la grazia e la reattività delle cavalle regalano spunti di classe purissima. È una corsa che richiede mani di seta e tempismo perfetto: l’affinità elettiva tra guidatore e cavalla farà tutta la differenza quando la pista comincerà a fare male ai 400 metri finali.
La 4ª corsa, Premio Zio Paperone, parla la lingua dei gentlemen e degli appassionati puri. Una gara ricca di pathos, dove l’esperienza dei cavalli più anziani si sposa con la passione viscerale dei proprietari in sediolo. Tensione alle stelle, studio dei parziali e una retta d’arrivo che promette scintille e tifo da stadio.
La 5ª corsa, Premio Cenerentola, è la corsa del “colpo di scena”. Una condizionata insidiosa dove la perizia penalizza chi ha già vinto molto e dà una chance di riscatto a chi insegue il grande sogno. Cavalli generosi, dotati di grande fondo, pronti a trasformare un’azione d’attacco sulla curva finale in una fiaba a lieto fine.
Il clou di giornata, la 6ª corsa, Premio Walt Disney è Il piatto forte del pomeriggio riservato ai tre anni di eccellente caratura. In questa corsa si respira già l’aria dei grandi Gran Premi. Cavalli scultorei, con muscoli affilati e parziali spaventosi nel motore. I migliori driver della piazza si sfidano a viso aperto: serve il coraggio di chi azzarda la terz’aria e la freddezza di chi aspetta l’open stretch per piazzare la stoccata vincente.
Un concentrato di potenza e fascino. Con la 7ª corsa, il Premio Pippo, arriva il doppio chilometro, la prova sui nastri e sulla lunga distanza, il vero terreno di caccia per i trottatori di razza. Qui si vedono la pazienza e la saggezza dei cavalli oltre all’abilità dei driver nel “farsi spazio”.
Con l’8ª corsa, il Premio Goofy, arriva il Gran Finale. Sipario sulla giornata con i velocisti puri in una categoria affollata ed esplosiva. 1600 metri da percorrere con il cuore in gola dal primo all’ultimo metro. Nessun calcolo, solo pura velocità e progressioni mozzafiato che faranno alzare in piedi tutte le tribune del San Paolo.
Non dimentichiamo che il conto alla rovescia è iniziato: direzione 29 Novembre per il XXXVIII Palio dei Comuni. Mentre i vincitori di giornata sfilano sotto le tribune tra gli applausi con i puristi del cronometro a studiare i parziali al decimale, il pensiero corre inevitabilmente oltre.
Mancano poco più di trenta giorni al Palio dei Comuni. I cavalli oggi in pista stanno affilando le armi, testando la condizione ideale, cercando quel colpo d’ala che vale una stagione intera. Montegiorgio si conferma il tempio indiscusso del trotto autunnale, capace di unire la favola alla cruda e magnifica realtà della competizione internazionale.
Perché in fondo, l’ippica è esattamente questo: un incantesimo che si rinnova ogni volta che si entra in pista e i giganti dai muscoli d’acciaio spiccano il volo. Allacciate le cinture, amici. Lo spettacolo al San Paolo non è solo iniziato: sta scrivendo la storia.













