
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE OGGI
(nel dialetto romanesco di oggi)
Nun se troveno abbastanza cervelli
che sull’intelligenza artificiale
sanno notare senza affogare.
Ce so li sordi, manca er personale.
Cresce l’investimento in tutto er monno
e solo i quattro gatti der garage
che ar presente risurteno i piùricchi
puntano morto, tutto, su de lei.
E soffia soffia se gonfia la bolla
c’è er rischio vero che scoppi de botto
prima ancora che sia grossa abbastanza
e la sua goccia cada giù pe tera
come li giochi delli regazzini.
Internet è stata n’enciclopedia
tanto granne quanto improvvisa
che lo scibile tutto ha interessato.
E’ stata come la scoperta der foco
pe l’ommini antichi delle grotte
ha conquistato er gusto der sapere
che come carne cruda era scipito.
Ora che infine diventa possibile
ampliare della scienza l’orizzonte
cor potere sfogliare le pagine
che abbiamo accumulato nei secoli
e messo in giganteschi magazzini
calorosi da matti e assai ingordi
dell’energia elettrica prodotta
che già quarcuno penza all’atmosfera
come deposito freddo e sicuro
cor sole pel fotovoltaico a undipresso.
Digitalizzando di tutto e di più
grazie alle migliaia dei diodi nei cippe
sempre più piccoli e performanti,
interrogando le cose accadute
scejendo fra mijardi de opzioni
per aver risposte, la robotica,
la guida che da sola è più sicura,
e la statistica oro colato.
Sarà na bolla anche iridescente
che promette nfuturo de sorprese
ma ce vedo npericolo niscosto
e aspetto nbotto frutto de paura.
Marco Biffani













