Venerdì 20 marzo 2026 – Museo Regionale “M. Accascina”, Messina
I GIOVANI E IL CENTAURO

L’arte equestre rinascimentale non è soltanto memoria del passato: è una lingua viva della nostra identità, un patrimonio culturale, storico, etico ed estetico che parla al presente e interroga il futuro.
Questo evento nasce con l’intento di valorizzare tale eredità, riconoscendone il valore universale e proponendola come bene culturale degno di tutela e riconoscimento internazionale, in linea con il percorso verso il patrimonio UNESCO. Messina ha avuto un ruolo significativo in questa tradizione attraverso l’Accademia dei Cavalieri della Stella e i tornei che animavano l’antico quartiere di Giostra, luogo simbolico in cui il cavaliere, il cavallo e la comunità si incontravano in una dimensione di bellezza, disciplina e coraggio.
Oggi, in un tempo che molti percepiscono come distopico, segnato dall’alienazione e dalla frammentazione interiore, l’arte equestre rinascimentale si offre come un richiamo alla rinascita delle coscienze. Essa ci invita a riscoprire valori fondamentali: equilibrio, sensibilità, controllo di sé, rispetto per l’altro e per la natura.
Il cavallo, in questa visione, diventa ponte tra l’uomo e il mondo naturale, mediatore di una crescita emozionale e spirituale necessaria per abitare con consapevolezza il nostro tempo. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale diviene sempre più centrale nella vita umana, il dialogo con l’arte equestre ci ricorda che nessuna tecnologia può sostituire l’armonia tra corpo, mente e spirito. Solo attraverso questa armonia possiamo usare le nuove tecnologie in modo etico, responsabile e profondamente umano.

Questo evento è dunque un invito:
a guardare al passato per comprendere il presente, a coltivare la bellezza come forma di conoscenza, a ritrovare il cavaliere che vive in ciascuno di noi — capace di disciplina, empatia e visione.
Perché la vera rinascita non è solo storica: è interiore, culturale e collettiva.Il convegno è indirizzato agli alunni di alcune classi del Liceo Classico “ Maurolico “ e dell’Istituto “ Antonello “ di Messina nonché agli utenti del Centro Diurno “ Camelot “ ( ASP Messina ), nei limiti dei posti disponibili dell’Aula Cripta.
Il Museo Regionale “M. Accascina” di Messina ospiterà, nella suggestiva cornice della Sala Cripta, l’evento culturale “L’Arte Equestre nel Rinascimento – ieri, oggi, domani: I GIOVANI E IL CENTAURO”, in programma venerdì 20 marzo 2026 alle ore 9:00.
L’iniziativa si inserisce nel percorso culturale nazionale dedicato alle arti equestri, avviato a Mussomeli e destinato a proseguire nei prossimi mesi a Napoli e a Mantova. Un itinerario che unisce territori, istituzioni e comunità in un dialogo condiviso sulla storia, l’attualità e il futuro dell’arte equestre come patrimonio culturale vivente.
Il convegno di Messina rappresenta inoltre una tappa collaterale e di sostegno al progetto di candidatura UNESCO per il riconoscimento delle Arti, Tradizioni e Culture Equestri Italiane come patrimonio culturale immateriale. L’appuntamento contribuisce a consolidare la rete nazionale delle comunità portatrici e a rafforzare la consapevolezza culturale attorno a un’eredità che appartiene all’identità profonda del Paese.

Un dialogo tra Rinascimento, giovani e contemporaneità
La scelta del Museo “Accascina” non è casuale: le opere di Antonello da Messina e Girolamo Alibrandi creano un ponte ideale tra la grande tradizione figurativa rinascimentale e la riflessione contemporanea sul rapporto tra uomo e cavallo. Nella relazione educativa, simbolica e performativa che lega il cavaliere al suo cavallo, si ritrovano infatti i valori rinascimentali di misura, armonia, disciplina e consapevolezza, oggi più che mai necessari per le nuove generazioni.
L’evento nasce dalla collaborazione tra istituzioni, scuole e realtà associative del territorio, con l’obiettivo di valorizzare l’arte equestre come linguaggio educativo capace di parlare ai giovani attraverso relazione, ascolto, equilibrio ed empatia. In un’epoca segnata da frammentazione e distanza dalla dimensione naturale, il cavallo torna a essere maestro silenzioso e mediatore culturale, capace di unire corpo, mente, spirito e ambiente.

Dichiarazioni
Vincenzo Allegra, Presidente Gattopardi Sicilia ed esperto di storia medievale e arte equestre, afferma: «Le giostre e i tornei rinascimentali non erano solo spettacolo, ma un linguaggio simbolico che univa tecnica, etica e rappresentazione del potere. Recuperarne il senso significa restituire profondità culturale alla nostra relazione con il cavallo.»
Matteo Allone, Presidente de Il Centauro ODV, aggiunge: «Il cavallo è un ponte tra psiche e cultura: nella relazione con lui il giovane ritrova misura, ascolto e presenza. È un maestro silenzioso che educa all’equilibrio interiore e alla responsabilità.»
Rodolfo Lorenzini, Presidente del Comitato promotore per il riconoscimento UNESCO delle Arti, Tradizioni e Culture Equestri Italiane, conclude: «Guardare al passato non significa tornare indietro, ma capire da dove viene la nostra idea di bellezza, di equilibrio e di relazione. È questo che vogliamo restituire ai giovani.»























































