22 Ottobre 2021

Attacchi: Instancabile Collezionista

Di Ero Mantovani. Photo credits: Ero Mantovani, Luigi Mossali, Giovanni Vitale.

Se cerchi un parasole o un orologio da carrozza d’epoca, una coppia di fanali o una frusta, se hai bisogno di bulloneria originale per restaurare il tuo calessino…beh, devi andare da Ero Mantovani.

Troverai, oltre a ciò che serve per le tue uscite in carrozza, tantissimo ancora, tutto quello che una vita da collezionista appassionato e instancabile è riuscito a scovare, a preservare con cura, ad accarezzare con lo sguardo soddisfatto. Nelle Fiere equestri, circondato dai suoi “tesori”, non manca mai.
Così si racconta in questo incontro con la Redazione.


Sono nato e vivo tuttora in un paese contadino della bassa Padana. Fin da bambino i miei giochi erano ispirati da ciò che mi circondava: carri, carretti, somari, cavalli e tutto quello che la civiltà contadina offriva.
Il più bel regalo che mi fece mio papà a 5 anni fu un cavallino di cartapesta con un carrettino rosso e bianco, che io tiravo con la sua corda, per ore ed ore, sull’aia dei nostri vicini e lo tengo ancora oggi, sopra un mobile nel salotto di casa mia.

RUOTE… CHE PASSIONE!
Più avanti con gli anni cominciai a raccogliere tutto quello che, dismesso, trovavo nelle vecchie cascine, soprattutto le ruote, che erano la mia più grande passione. Ruote di tutti i tipi di carri, di calessi, di carrozze, ruote in legno naturale, verniciate, dipinte e la ferramenta, i sedili, le stanghe e piano, piano assemblavo tutto. Qui da noi era facile trovare tutti questi pezzi, perché ogni contadino possedeva una biroccina, un military o quant’altro si muovesse trainato e molti di questi oggetti li conservo ancora. All’inizio degli anni ’70, con l’avvento «dell’austerità», la domenica giravo solo io con il mio calesse attaccato alla mia cavalla Roma con a bordo tanti miei amici, che “scorrazzavo” in giro, godendo di quelle passeggiate in compagnia. Addirittura con quel calesse accompagnai due coppie di sposi all’altare. Il mio sogno, però, era quello di avere una carrozza a 4 ruote, cosa che avvenne nel 1976. Era una pistoiese, che da noi era chiamata anche dottorina o timonella, mi sembrava di essere il padrone del mondo a cassetta di quello splendore…Più avanti, in rimesse o sotto vecchi porticati, mi sono trovato di fronte a carrozze e carri importanti firmate da grandi carrozzieri, che ho in parte restaurato e, poi, per la maggior parte ho venduto.


LA MAGIA DEI FANALI

Qualche anno dopo presi l’abitudine di passare a trovare il mio amico Edgardo Goldoni e lì, nella sua rimessa, mentre osservavo il suo magnifico parco carrozze, mi innamorai sempre di più non solo delle vetture, ma di tutta quell’oggettistica da carrozza, che ne faceva risaltare le parti e l’eleganza; soprattutto, rimasi folgorato dalle bellissime coppie di fanali, che davano una luce meravigliosa e un tocco di signorilità a tutte le carrozze. Da allora, i pezzi che mi fan sentire più appagato, nel vederli e nel maneggiarli quasi con timore, nell’ammirarli in tutta la loro bellezza sono i fanali. Eh, sì! perché una bella carrozza senza i suoi fanali non è completa, le manca quel tocco che la fa diventare magica. La passione per i fanali mi ha portato a fare cose un po’ esagerate, come andare a vederne una coppia, facendo chilometri e chilometri, per scrutarli di persona e toccarli e per capirne un po’ la storia, l’origine, la fattura e, alla fine, a volte, portarmeli a casa…come quella coppia di fanali della Carrozzeria Castagna, con parti in argento: fanali che non solo raccontano di eleganza e classe, ma anche del quotidiano ed accurato lavoro di pulizia e lucidatura dei servitori di scuderia.


TESTIMONI DI VITA E CULTURA
Cominciai a cercare quegli oggetti originali, che erano il “corredo della carrozza” e che trovavo nelle case antiche, ai mercatini italiani e stranieri, ma soprattutto con il passa parola nelle varie fiere, a cui partecipavo. E alle fiere partecipo tuttora con questo spirito, con la curiosità, con l’attenzione a scovare qualcosa di sorprendente, qualcosa che parli della cultura e della vita del tempo passato di tutte le classi sociali,: i commercianti, i contadini, i professionisti, gli aristocratici…perché tutti si dovevano spostare con mezzi al traino. Pezzi originali eccezionali, oggi, non è facile trovarne, però, qualche volta, la fortuna ha girato dalla mia parte, come quando in Inghilterra acquistai una testa di cavallo del 700 scolpita in legno di noce, proprio fuori da un negozio di mascalcia, che ho riportato al color legno ripulendola da secoli di vernice. In Olanda ho scovato alcune tele, due quadri e un piatto di ceramica di fine 700 o inizio 800 raffiguranti il mondo equestre e in particolare le carrozze…, insomma, tutti gli antichi oggetti da carrozza o da scuderia sono una meraviglia! Recuperare e raccogliere questi pezzi richiede tante precauzioni: prima di tutto bisogna cercare preservarli il più originali possibile, purtroppo tanti di questi non sono più integri per il tempo trascorso o per la fragilità stessa e le parti mancanti, che non si trovano più …erano costruiti da vecchi artigiani ed ognuno aveva il suo stile, sia nella scelta dei materiali che nella lavorazione.


TESORI CHE FANNO SOGNARE
Molti appassionati di attacchi vengono da me a cercare pezzi particolari, che diano un tocco originale alla loro carrozza, all’equipaggio, alla loro scuderia. La mia collezione, attualmente, comprende carrozze, calessi, carri. Un esemplare davvero speciale, che mi sarebbe piaciuto esporre alla Fiera di Verona è un carro della Bassa Padana firmato Borghi, in legno scolpito con la statua di San Giuseppe davanti e quella di San Filippo sulla parte posteriore. E, poi, ruote, fanali, fruste… Non ho potuto resistere di fronte ad un bastone da carrozza con un orologio funzionante in testa, che ora si trova accanto ad altri bastoni con pomolo in avorio o in argento dalle fogge più diverse. Proprio a fianco dei bastoni raccolgo dei parasole in pizzo elegantissimi o gli ombrelli da pioggia in seta, e poi cilindri, bombette, magiustrine e cappelliere di cuoio, tutte originali e cucite a mano. Per finire con l’eleganza degli equipaggi, ci sono cappellini francesi per signore, guanti in seta e organza con passa-dito in avorio (una sciccheria!), bottoni di livree o giubbotti in ottone o bronzo e ho trovato, addirittura, una stecca in legno con scanalatura, che serviva a lucidare i bottoni, senza sporcare le livree. Per la scuderia adoro e raccolgo i quadri e le stampe raffiguranti cavalli e carrozze… mi sono innamorato di un piatto in ceramica da appendere, dove è dipinta una strada innevata con una carrozza che passa. E poi i libri, i documenti originale di tanto tempo fa.
Che spettacolo sono gli attrezzi antichi, oggi rari, che servivano a veterinari e maniscalchi: lime per i denti, un antico boccaglio per mantenere la bocca aperta, attrezzi da mascalcia e, per il cocchiere, roncole per tagliare finimenti nei momenti di necessità, porta-fanali di scorta, tenaglie e chiavi per fissare le ruote. Infine la bulloneria, oggi, ricercatissima per i restauri e, ancora, maniglie, pedane per calessi e carrozze, tutti di fine 800 e 900. Quello che mi emoziona è che trasudano fatica, lavoro, storie di vita. Certo i veri gioielli, di fattura artistica, appartenevano a chi poteva permetterseli, a partire dalle carrozze: erano persone fortunate sicuramente per la posizione sociale invidiabile e per la cultura ed, oggi, mi rendo conto di quanto sia fortunato io ad avere questi pezzi. Io, che posso solo immaginare quel mondo fantastico, lo rivivo attraverso la mia collezione. E ci sono situazioni particolari in cui gioisco da solo nell’ammirare i miei “tesori” ordinati in bella vista nella mia casa di campagna …passo la maggior parte di tempo possibile godendomi tutto ciò che mi circonda e sognando e sentendomi per un attimo parte di quel mondo.


LE CARROZZE: MONDO MAGNIFICO
La mia fortuna è stata anche quella di aver trovato dei veri amici in questo mio percorso, conoscitori di questo magnifico mondo delle carrozze e dei cavalli, che mi hanno aiutato molto, vista la mia ignoranza in materia; devo ringraziarli per aver condiviso molte delle cose che sanno, da Edgardo Goldoni a Pasquale Beretta e Marco Zane e, ancora, da Ivo Baldisseri a Luigi Papini o Mario Bagozzi per arrivare a Fabio Appolloni e Vittorio Crespi. Un’altra soddisfazione per me è l’incontro con i guidatori di carrozze, sono tutti grandi amici con cui passo bellissimi momenti e li ringrazio sempre per la passione che mettono in questo loro hobby e perché cercano sempre pezzi veramente originali, cosa che capisco benissimo e cerco di accontentarli. I momenti più belli li vivo quando espongo in fiere, mercati ed eventi con carrozze tradizionali, e intorno alla mia esposizione ci sono tante persone di tutte le età, soprattutto giovani, che mi chiedono cosa sia quell’oggetto, che funzione aveva e come veniva usato: tutto con mia grande soddisfazione. Io cerco di esporre gli oggetti in modo che tutti abbiano la possibilità di vederli nel migliore dei modi, senza toccarli. L’esposizione attira anche persone non del settore, che si avvicinano solo per la curiosità di sapere e per interesse alla storia, alla cultura. Per concludere, voglio raccontare un grande momento, che ho vissuto in Fiera Cavalli a Roma. Un gruppo di liceali e una insegnante in visita si sono fermati davanti alla mia esposizione ed hanno cominciato a farmi domande su tutto quello che avevo in mostra. Io, naturalmente, ero lusingato di tanto interesse, mi sono sentito talmente importante che ho parlato e tenuto interessati per molto tempo tutti questi ragazzi. Alla fine l’insegnante e gli studenti mi hanno applaudito e la professoressa mi ha ringraziato, dicendomi che i ragazzi non erano mai stati così attenti alle lezioni in classe. Ero felice!



  1. Esposizione al Parco Sigurtà nel 2018
  2. Il più bel regalo che mi fece il mio papà
  3. La sua esposizione a casa GIA in Fieracavalli nel 2017
  4. Un bel Clarence recuperato in Francia e quasi perfetto che Ero ha rivitalizzato con le sue cure
  5. Quanti oggetti antichi…e soprattutto fanali
  6. Cilindri, bombette e cappellini
  7. Ero Mantovani in Fieracavalli nel 2019



GRUPPO ITALIANO ATTACCHI - Associazione Sportiva Dilettantistica

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