09/11/2020

IL SACRO SUCCO DELL’UVA, una poesia di Marco Biffani


IL SACRO SUCCO DELL’UVA,


(vanto dell’Italia)

Frutto degli antenati e di pazienza

nasce da un sogno, da passione e impresa

di Venere e d’amore n’è l’essenza

richiede attenta cura e lunga attesa

L’acino tondo, biondo e colorato

stretto ai compagni, pronto pel banchetto

a fine estate viene vendemmiato

se l’acqua e il sole l’hanno benedetto.

Anche se con i piedi calpestato,

schiacciato, offeso, il succo nasce caldo.

Lo si intuisce. Nobile è il casato.

Dove finisce l’indica l’araldo.

Dolce di prima spilla divien mosto

zucchero si fa allegro, spiritoso

cambia di gradazione e si fa tosto

diviene ambito nettare, gustoso.

Ha vetro verde, il sole non gli piace,

merita proprio d’essere riposato.

Ama il silenzio, il fresco e molta pace

ed è un tesoro s’è millesimato.

Dalla cavola in botte lo si mesce,

rosato, bianco, rosso, dolce o asciutto

a pasta, a pane, a carne m’anche a pesce

con bolle, o senza, s’accompagna a tutto.

Ma attenti. Se sospinti dalla voglia

abbassate la guardia, in quell’istante

senza voler si supera la soglia,

la Veritas vien fuori. Nonostante!

Non è solo un prodotto artigianale

cibo, cultura, arte ed anche storia

si mischiano fra loro e trovi il sale

del vanto dell’Italia, una sua gloria.

Io provo per l’astemio gran tristezza,

è ininfluente quello che ne pensi,

si priva, inconscio, d’una gran bellezza,

si perde l’armonia dei cinque sensi.

Vive di sole, mare e fantasia,

creatività, emozione e buon mangiare,

è uno stile di vita. E’ empatia.

Duro il lavoro per poterlo fare.

Sogni, goduria ed arte in un bicchiere

dolcezza, amore e incontri. Ti è vicino.

Sa d’amicizia, brindisi, piacere

noi, terra terra, lo chiamiamo VINO.

marco biffani