22/01/2020

Dizionario Equestre Illustrato. Da Acquaro alla Zebra… “G”

È una raccolta della maggior parte dei termini tecnici tipici del “mondo del cavallo” con tutte le sue poliedriche sfaccettature.
Ha come finalità primaria quella di evitare che il linguaggio tecnico cada nel dimenticatoio e venga sostituito da termini generici meno appropriati.


Inoltre, permetterà agli appassionati grazie alle foto ed immagini a colori di poter comprendere a fondo il significato delle parole del gergo equestre. In tal modo si permetterà ai lettori di conoscere cosa si intende per “ardiglione”, di conoscere il significato di un cavallo “coronato” e di un cavallo “zaìno”, di conoscere cosa si intende per “posta” nel mondo equestre, di capire cos’è la conduzione di un cavallo “sotto mano”, si potrà, anche, comprendere la differenza del termine “pattern” nell’ippica o nel reining e tanto altro ancora… ecc…


Dovremmo cercare di utilizzare sempre la parola “giusta” nel contesto giusto per permettere che sopravvivi la completezza della lingua italiana e dell’esatto significato.


Un’altra opportunità è data dalla presenza di una traduzione dei termini equestri in più lingue, come l’inglese, francese, tedesco, spagnolo e per alcuni vocaboli anche il cinese.

In questo articolo pubblichiamo i termini che iniziano con la lettera “G”, seguiranno settimanalmente le altre lettere.




Il libro è acquistabile su AMAZON sia nella versione a colori che in bianco e nero.

Titolo: Dizionario Equestre illustrato

Da Acquaro alla Zebra

Autore: Piero Acquaro

Copertina flessibile: 307 pagine

Lingua: Italiano

Editore: Independently published

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(il libro è vivamente consigliato a tutti i lettori del Portale del Cavallo)



“G”   

 

GABBIA: (equit.)

È un ostacolo costituito da dueelementi {dritti olarghi) posti a variedistanze.

La doppia gabbia è costituita da tre elementi, mentre la tripla gabbia è composta da 4 elementi.  Le distanze tra gli elementi delle gabbie e delle doppie gabbie devono essere comprese tra i 7 m. ed i 12 m. Se si superano i 12 m. non si tratta più di unacombinazione, ma di unadirit­tura. In alcunecategorie, come ad esempio in quelle con per­corso di caccia, nei percorsi con Tab. C o nei cross-country, la distanza tra due elementi di una combinazione può essere inferiore ai 7 m. Se la distanza è di circa un tempo di galoppo, si parlerà, invece, di in-out o “dentro e fuori”.


GABBIE: (gal.)

Nelle corse al galoppo, sono dei box in cui i cavalli entrano per disporsi sulla linea di partenza. Sono sincronizzate in modo da aprirsi contemporaneamente al momento della partenza. Il termine inglese equivalente è starting-stalls.


GALOCHES: (abbigl.)

Sono protezioni in gomma, che servono per salvaguardare il piede dello stivale del cavaliere dalla pioggia o dal fango.


GALOPPINO: (trot.)

Nelle corse al trotto, è il cavallo che durante gli allenamenti im­portanti accompagna itrottatori.


GALOPPO:

Il galoppo è un’andatura saltata (cioè che presenta un istante di sospensione, in cui nessun arto poggia sul terreno), asimmetrica, a “tre tempi”. E’ definita asimmetrica in quanto la successione degli arti non è uguale a mano destra e a mano sinistra. Infatti al galoppo destro, per esempio, le battute si succedono nell’ordine: posteriore sinistro, diagonale sinistro (l’anteriore sinistro si muove contemporaneamente al posteriore destro) anteriore destro, seguito da un momento di sospensione dei quattro arti, prima dell’inizio della falcata successiva.


Il galoppo si distingue in g. destro e galoppo sinistro. Per esempio si definisce galoppo sinistro se al terzo tempo poggia l’arto anteriore sinistro, un cavaliere non esperto potrà riconosce in sella se il galoppo è sinistro notando che al terzo tempo l’arto (o meglio la spalla) anteriore sinistro avanza maggiormente rispetto all’altro arto (o spalla) anteriore. Mentre un cavaliere esperto riconoscerà il galoppo “sentendolo” senza guardare.


Nel gergo equestre oltre a dire per esempio “galoppo destro”, si usa anche la dizione “galoppa sul piede destro” per intendere la medesima cosa. Quando si è a mano destra o si affronta in campagna una curva a destra si dovrà galoppare sul piede destro e viceversa.


In due ipotesi il galoppo può essere di 4 tempi, sempre con un istante di sospensione, in entrambi i casi si sdoppierà il diagonale che non poggerà più contemporaneamente, ma poggerà prima il posteriore e poi l’anteriore. Questa alterazione del galoppo è causata: a) un galoppo con poco impulso; b) un galoppo con tanto impulso, come il galoppo da corsa del Purosangue Inglese in ippodromo (può raggiungere in corsa i 75-80km/h).


Il galoppo in relazione alle sue falcate si divide in galoppo riunito, g. di lavoro, g. medio e g. allungato.


Galoppo rovescio: se un cavallo galoppa a mano destra con il piede sinistro (o viceversa), con la volontarietà del cavaliere. Il galoppo rovescio è un esercizio propedeutico alla riunione che consente di ottenere una maggiore decontrazione ed ingaggio del posteriore a causa della flessione del dorso. L’esercizio più semplice per realizzare un galoppo rovescio con un cavallo principiante è mediante il controcambiamento diagonale con spostamento sino alla linea di quarto, successivamente si potranno eseguire delle serpentine e mezzevolte. E’ importante non affrettare il lavoro al galoppo rovescio, in quanto potrebbe creare delle rigidità per carenza di equilibri, che potrebbero indurre il cavallo a disunirsi.


Galoppo falso: se un cavallo parte a galoppo a mano destra con il piede sinistro.


Galoppo disunito: se il cavallo galoppa destro con gli anteriori e sinistro con i posteriori o viceversa (accade spesso nei cambi di galoppo, se richiesti senza il giusto impulso), in questo caso vi è la posata di un bipede laterale anziché di quello diagonale.


Galoppetto o travalca o Trotto rotto: è un trotto irregolare in cui si disgiunge il diagonale, quindi di conseguenza non sarà più di due tempi e toccherà il terreno prima il posteriore e poi l’anteriore del medesimo diagonale. Può accadere a causa di particolare stanchezza del cavallo o nel caso in cui si cerca di allungare il trotto.


Trainase il cavallo galoppa davanti con gli anteriori e trotta con i posteriori (traina davanti) o se trotta con gli anteriori e galoppa con i posteriori (traina di dietro). Nel particolare trotta con un bipede trasversale e galoppa con l’altro o viceversa e viene anche denominato “traverga”.


GAMBA: (anat.)

Costituisce la regione degliarti posteriori compresa tra laco­scia, la natica ed ilgarretto. Deve essere lun­ga (la lunghezza si misura dallagrassetta alla punta del garret­to), larga e spessa. Nella sua parte posteriore si trova una cor­da tendinea che prende il nome di corda magna o tendine d’Achille


GAMBA: (equit.)

Rappresenta uno degliaiuti naturali o mezzi di cui dispone il cavaliere per trasmettere la propria volontà al cavallo. L’intensità e la progressione dell’azione della gamba variano a seconda della situazione. La gamba, infatti, ha una vastissima gamma d’azio­ne che va dal colpo violento, per punire o fare scattare in avanti il cavallo, alla leggera pressione che fa contrarre i fasci muscolari deltronco. Non deve essere un’azione visibile: il ca­valiere deve dosare la pressione della parte interna della gam­ba, facendola retrocedere o avanzare a seconda dei casi.



L’a­zione della gamba in posizione normale determina la contra­zione degli addominali con flessione deldorso-reni e, quindi, il maggior impegno delle anche. Un’azione in posizione note­volmente arretrata provoca un abbassamento deltorace con conseguente rottura dell’equilibrio in avanti. L’azione alle cin­ghie (in posizione più avanzata rispetto a quella normale) in­teressa l’estremo dei muscoli pettorali e provoca la flessione dell‘incollatura.


Le gambe si sostengono reciprocamente nella loro azione: nelle girate, la gamba interna agisce sul posto (posizione normale), fungendo da perno attorno al quale si arrotonda ilcostato del cavallo, mentre la gamba esterna agi­sce in posizione arretrata, per mantenereV impulso e per impe­dire ali‘anca di sbandare verso l’esterno. La pressione delle gambe deve essere costante ed elastica come quella del piede sull’acceleratore dell’auto.


Oltre alla pressione della gamba, è la sensibilità raggiunta dai muscoli del costato del cavallo, at­traverso il giusto lavoro, a rendere efficace l’azione di questo aiuto. La superficie lungo cui la gamba esercita la sua pressio­ne va dal bacino al tallone. La gamba, quindi, deve essere interamente tangente, non rigida o spezzata, ma elastica in ogni sua giuntura, soprattutto al ginocchio che funge da cerniera tra femore e tibia e deve essere sempre proteso in direzione dellaspalla del cavallo. Il tallone svolge una funzione impor­tantissima, in quanto garantisce sicurezza, equilibrio ed ele­ganza al cavaliere.


La pressione delle gambe può essere simul­tanea e di uguale intensità: in questo caso ne deriva un movi­mento diretto, con impulso ed equilibrio costanti. Se il cavalie­re, invece, esercita una pressione maggiore con una gamba, il cavallo subirà una variazione di equilibrio e, quindi, di dire­zione.


Se all’azione della pressione della gamba non corri­sponde una adeguata carica di impulso od un corretto equili­brio, il cavaliere può ricorrere a ripetuti aiuti intermittenti delle gambe, anche con autorità, distaccando il tallone e colpendo energicamente il costato del cavallo. Non appena lo scopo sa­rà stato raggiunto, questa azione di emergenza cesserà, la­sciando alla pressione lo svolgimento del suo compito norma­le. Losbandieramento delle gambe è indice di scarsa sensibili­tà, di poca energia e soprattutto di unassettodifettoso.


GAMBALE: (abbigl.)

Dette anche “ghette”, sono protezioni di cuoio che si legano con delle fibbie alla gamba del cavaliere e che vengono usati insieme ad appositi stivaletti, in sostituzione degli stivali.


GAMBRE: (bard.)

Sono gli anelli situati normalmente nella parte posteriore della sella, a cui vengono allacciate le bisacce. Si differenziano dalla campanelle, in quanto quest’ultime sono mobili, mentre le gambre sono fisse.


GARRESE: (anat.)

È la regione anatomica deltronco situata tra la finedell’incollatura e l’inizio deldorso ed è la regione in cui si inseriscono i muscoli che controllano il sollevamento delbipede anteriore ed il movimento dellespalle. Il garrese è il punto fisso più alto e da cui si misura l‘altezza del cavallo tramite l’ippometro. Un pony per definirsi tale deve essere alto al garrese 148 cm., se ferrato è considerata una tolleranza di 1 cm, ovvero 149 cm.


In corrispondenza del garrese, a causa dell’assenza della clavicola, si inserisce una fitta massa muscolare, di tendini e di legamenti che consentono il movimento del treno anteriore (spalle e arti ant.). Da qui si desume che il garrese non è un punto fisso in assoluto al termine della crescita del quadrupede, bensì la sua altezza può variare in base al grado di allenamento muscolare. Per tale motivo in caso di misurazione di un pony in campo gara vi è una tolleranza di 2 cm (sino a 151 cm se ferrato) considerata la tonicità maggiore della muscolatura.


Tale regione deve essere asciutta, piuttosto alta e muscolosa, ben delineata e prolungata all’indietro nei cavalli dacorsa e dasella. Nei cavalli da tiro, al contrario, è meglio se è poco pronuncia­ta. I cavalli con garrese alto hannoun’andatura più rilevata e maggiore facilità nell’impennarsi. Quelli con garrese basso, in­vece, muovono gliarti anteriori con più fatica. E’ una regione molto delicata, sog­getta afiaccature provocate dallasella.


GARRETTO: (anat.)

È la regione degliarti posteriori, di cui ne costituisce l’articola­zione principale, situata tra lagamba e lostinco. Deve essere asciutto, lungo, largo e spesso, ed avere un angolo di apertura di circa 145-160 nei cavalli da lavoro e di circa 155-160 in quelli dacorsa. I garretti possono essere: serrati o vaccini: quando le punte convergono in dentro; arcuati: quando le punte convergono in fuori; vacillanti: quando durante il movimento di appoggio a terra ruotano in fuori.


GELDERLAND: (zool.)

È una razza di cavallo olandese, che presenta ilmantello ge­neralmentesauro e strutturabrachimorfa. E’ particolarmente indicato per lasella ed il tiro leggero, ma veniva usato anche per i lavori agricoli. Ebbe origine nella provincia di Gelderland (Paesi Bassi). Nel corso degli anni è stato migliorato con ilpurosangue inglese, holstein ed iltrottatore di Norfolk. In tempi più recenti è stato in­crociato con cavalli anglo-normanni edhackney.


GENEROSO:

Si dice che un cavallo è generoso quando salta gliostacoli an­che se il cavaliere commette degli errori o se lo ostacola nei suoi movimenti, perché poco esperto.


GESTAZIONE:

O gravidanza, è il periodo in cui la femmina porta il feto nel­l’utero. Il periodo di gestazione delle cavalle oscilla tra i 320 ed i 380 giorni (11-12 mesi circa).