03/09/2020

Dizionario Equestre Illustrato. Da Acquaro alla Zebra…”D”

È una raccolta della maggior parte dei termini tecnici tipici del “mondo del cavallo” con tutte le sue poliedriche sfaccettature.
Ha come finalità primaria quella di evitare che il linguaggio tecnico cada nel dimenticatoio e venga sostituito da termini generici meno appropriati.


Inoltre, permetterà agli appassionati grazie alle foto ed immagini a colori di poter comprendere a fondo il significato delle parole del gergo equestre. In tal modo si permetterà ai lettori di conoscere cosa si intende per “ardiglione”, di conoscere il significato di un cavallo “coronato” e di un cavallo “zaìno”, di conoscere cosa si intende per “posta” nel mondo equestre, di capire cos’è la conduzione di un cavallo “sotto mano”, si potrà, anche, comprendere la differenza del termine “pattern” nell’ippica o nel reining e tanto altro ancora… ecc…


Dovremmo cercare di utilizzare sempre la parola “giusta” nel contesto giusto per permettere che sopravvivi la completezza della lingua italiana e dell’esatto significato.


Un’altra opportunità è data dalla presenza di una traduzione dei termini equestri in più lingue, come l’inglese, francese, tedesco, spagnolo e per alcuni vocaboli anche il cinese.






In questo articolo pubblichiamo i termini che iniziano con la lettera “D”, seguiranno settimanalmente le altre lettere.

Il libro è acquistabile su AMAZON sia nella versione a colori che in bianco e nero.











Titolo: Dizionario Equestre illustrato

Da Acquaro alla Zebra

Autore: Piero Acquaro

Copertina flessibile: 307 pagine

Lingua: Italiano

Editore: Independently published







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(il libro è vivamente consigliato a tutti i lettori del Portale del Cavallo)








“D”



DATI SEGNALETICI:

sono i dati che servono per l’identificazione del cavallo. Com­prendono: nome, sesso,età, razza, statura,eventuali marchi a fuoco o ad azoto, mantello e segni caratteristici. L’insieme di tali dati rappresenta lo stato segnaletico dell’animale.


DENTATURA: (anat.)

cavallo adulto maschio ha 40 denti a differenza della femmi­na che ne ha 36, in quanto priva degli scaglioni. Il 5% della cavalle possono presentare dei piccoli scaglioni, in tal caso si definiscono “femmine scaglionate”. Ogni mascel­la ha 6 incisivi (picozzi: gli incisivi centrali, mezzani o me­diani: quelli intermedi, e cantoni: quelli laterali), 2 canini (scaglioni) e 12 molari (6 per parte). Il cavallo possiede la dentatura permanente completa dall’età di cinque anni circa e i definisce “bocca fatta”.


DENTRO E FUORI:

è un esercizio (detto anche in-out o pulce) costituito da più ostacoli ravvicinti che possono anche essere preceduti da delle barriere a terra. Questo esercizio serve per far acquisire una maggiore capacità di assetto e velocità di equilibrio, l’istruttore potrà utilizzare delle barriere ed elementi da saltare in successione in linea retta.

Anche in questo caso è opportuno iniziare con degli ostacoli di altezza tra i 60-80 cm. disposti a “crocetta”  ad una distanza di circa 3,00 mt. Eventualmente preceduti da delle barriere a terra con una distanza tra loro di circa 1.20-1.30 mt. I “dentro e fuori” servono anche al cavallo per imparare a velocizzare il movimento degli anteriori, possono anche prevedere al termine un largo e/o un ostacolo impegnativo, ovviamente alla corretta distanza.

L’istruttore in tali esercizi deve essere particolarmente provvido di consigli e vigile, per questo motivo deve posizionarsi vicino l’ostacolo più impegnativo del “dentro e fuori” normalmente situato al termine dell’esercizio, solo in questa posizione si potrà valutare lateralmente l’avvicinamento ad ogni esercizio e la successiva difficoltà.

DIFESA:


L’arresto si differenzia dalla “difesa” che si ha quando il cavallo si sottrae al movimento in avanti, fermando­si ed, eventualmente, rinculando, anch’essa è penalizzata come disobbedienza. Mentre l’arresto è quando il cavaliere ferma volutamente il movimento in avanti del cavallo effettuando un alt durante un percorso di salto, anch’esso è penalizzato come disobbedienza. Le difese sono i modi con cui il cavallo cerca di sottrarsi alla volontà del cavaliere.

Alcune delle più frequenti sono:l’im­pennata, lasgroppata, l’indietreggiare, loscarto, ildietro-front. Neiconcorsi disalto ostacoli la, difesa viene classifi­cata e penalizzata comedisobbedienza.


DIRETTORE DI CAMPO: (pers.equit.)

è un Ufficiale di gara incaricato della sistemazione degliostacoli nel campo di gara ed il suo lavoro è controllato dal Presidente di Giuria. Egli deve assicurarsi, inoltre, che il superamento di ostacoli non comportino acrobazie e che siano facilmente smontabili in caso di necessità.


DISOBBEDIENZA: (equit.)

in generale, è la difesa del cavallo che non vuole obbedire alla volontà del cavaliere e si rifiuta di saltare unostacolo. Sono considerate di­sobbedienze: ilrifiuto, loscarto, ladifesa, l’arresto, lavolta e larettifica di un errore di percorso. Neiconcorsi disalto osta­coli in cui si adotta laTabella A, la prima disobbedienza comporta l’attribuzione di 4penalità, la seconda comporta l’eliminazione, ad eccezione dei campionati.

Nei concorsi in cui si utilizza laTabella C invece, le penalità vengono trasformate in secondi da aggiungere altempo impiegato dal concorrente per portare a termine il suopercorso. Anche nelle prove diequitation il concorrente viene eliminato alla seconda disobbedienza.


DISTANZE: (equit.)

si intende lo spazio tra i vari elementi di unostacolo combina­to o di unadirittura. Vanno misurate dalle facce interne degli ostacoli. Dipendono dall’entità e dal tipo (dritto olargo) degli ostacoli, ma, generalizzando, si possono stabilire le seguenti distanze: cavalletti: la distanza per iltrotto varia tra 1,30 m. ed 1,50 m.; alpasso si aggira attorno ad 1 m; algaloppo è di circa 4 mt.; gabbia di verticali: la distanza può essere di 7,80 m. (un tem­po di galoppo tra il primo ed il secondo elemento) o di 10,80 m.(duetempi di galoppo);

Le distanze variano a seconda degli elementi, se sono oxer e/o triplici. Queste distanze valgono anche per ledoppie gabbie.


DISUNITO:

un galoppo si definisce disunito, quando il cavallo galoppa destro con gli anteriori e sinistro con i posteriori o viceversa (accade spesso nei cambi di galoppo, se richiesti senza il giusto impulso), in questo caso vi è la posata di un bipede laterale anziché di quello diagonale. Se un galoppo è disunito, non vi è la regolarità in quanto è alterata la giusta sequenza del galoppo (es.: post./esterno, diagonale/esterno, ant./interno ed un istante di sospensione).

La successione degli arti è : posteriore sinistro, po­steriore destro, anteriore destro, anteriore sinistro.


DOMA:

la doma ha lo scopo di rendere il cavallo, che fino a quel mo­mento ha vissuto in libertà, docile e di fargli accettare il lavoro a cui deve essere destinato. All’inizio bisogna riuscire a fare sì che il cavallo non abbia paura dell’uomo. Gli si insegnerà a portare lacapezza, ad essere avvicinato per la pulizia, a solle­vare gli arti senza opporre resistenza, a camminare a fianco dell’uomo, tenuto allalunghina. Successivamente si lavorerà alla cor­da perchè inizi a muoversi in circolo. Un po’ alla volta si co­mincerà a mettergli ilfiletto e lasella, continuando a muoverlo sempre alla corda per fare sì che il cavallo irrobustisca iposte­riori e osteo-scheletrico.


DRESSAGE: (equit.)

il dressage è una delle tre discipline olimpiche (salto ostacoli e concorso completo). La traduzione dal francese di “dressage” è addestramento, si propone l’obiettivo di sviluppare in ma­niera armonica la muscolatura del cavallo e sfruttare le sue potenzialità atletiche, con un cavallo calmo e sciolto e, allo stesso tempo, sereno e volenteroso. Ciò vuol di­re che il cavallo si deve muovere alle varieandature con fran­chezza e regolarità, e che deve lavorare in totale decontrazio­ne dellabocca, sottomettendosi all’imboccatura.

Le riprese di dressage sono così suddivise: E (elementari), F (facili), M (medie), D (difficili). Ad ognifigura viene assegnato un punteggio che varia da 0 a 10, secondo la tabella seguente: 10:eccellente; 9: molto bene; 8: bene; 7: abbastanza bene; 6: soddisfacente; 5:sufficiente; 4: insufficiente; 3: abbastanza male; 2: male; 1: molto male; 0: non eseguito.

Al termine dell’esecuzione della ripresa, vengono assegnati i punti d’insieme che giudicano:

A:andatura (franchezza e regolarità).

B: impulso (desiderio di portarsi in avanti, elasticità dei mo­vimenti e della schiena, impegno del posteriore).

C: lasottomissione (attenzione e fiducia, armonia, leggerezza, sottomissione all’imboccatura).

D: la posizione eassetto del cavaliere e la correttezza nell’im­piego degliaiuti


La classifica viene redatta moltiplicando i voti dei singoli giu­dici per i coefficienti corrispondenti (se ci sono) e poi somma­ti. Quindi, si sottraggono i punti dipenalità dalle schede dei vari giudici, che vengono dati in base alla seguente tabella: primo errore: 2 punti; secondo errore: 4 punti; terzo errore: 8 punti; quarto errore: eliminazione.

Un movimento che deve essere eseguito in un determinato punto delrettangolo si considera esatto quando ilbusto del cavaliere si trova in detta posizione.

I concorrenti che prendono parte alle prove di dressage non possono usare: lerosette, lamartingala (ad eccezione delle riprese della serie E100) e tutti i tipi diredini di ritorno, elastiche, gogué che non siano quelle dirette dalla mano del cavaliere allabocca del cavallo. Sono inoltre proibite lefasce, lestinchiere ed  iparaocchi.


DRESSATO:

si dice che un cavallo è ben dressato quando dimostra di avere appreso perfettamente l’addestramento specifico per ildressage.


DRITTO:

(equit.) è un tipo diostacolo costituito, in genere, da due pilieri ed in cui tutti gli elementi che lo compongono sono sistemati sullo stesso piano verticale. Non deve esserci nes­sun elemento invitante (barriera, siepe, arginello, fosso) al suolo. E’ un ostacolo che impegna il cavallo solo in altezza.

(gerg.vet.) si dice che il cavallo è dritto quando non zop­pica.

si dice anche che il cavallo è dritto riferito alla sua andatura in pista, quando le orme lasciate dagli anteriori sono sulla stessa linea delle orme dei posteriori, palesando di fatto un l’anda­mento retto e simmetrico del corpo e dell’andatura.


DURO: (equit.)

si dice che un cavallo è duro dibocca quando punta sulla mano, irrigidendo al tempo stesso i muscoli dell’incollatura. E’ un cavallo difficile da controllare, in quanto poco sensibile all’azione di mano del cavaliere. Spesso con un addestramento graduale effettuando passo ed alt e successivamente trotto e poi passo ed alt ecc… ma ci si deve ricordare che si deve passare all’andatura superiore solo quando il cavallo eseguirà correttamente l’esercizio all’andatura inferiore.