23/10/2019

Dizionario Equestre Illustrato. Da Acquaro alla Zebra… “B”

È una raccolta della maggior parte dei termini tecnici tipici del “mondo del cavallo” con tutte le sue poliedriche sfaccettature.
Ha come finalità primaria quella di evitare che il linguaggio tecnico cada nel dimenticatoio e venga sostituito da termini generici meno appropriati.


Inoltre, permetterà agli appassionati grazie alle foto ed immagini a colori di poter comprendere a fondo il significato delle parole del gergo equestre. In tal modo si permetterà ai lettori di conoscere cosa si intende per “ardiglione”, di conoscere il significato di un cavallo “coronato” e di un cavallo “zaìno”, di conoscere cosa si intende per “posta” nel mondo equestre, di capire cos’è la conduzione di un cavallo “sotto mano”, si potrà, anche, comprendere la differenza del termine “pattern” nell’ippica o nel reining e tanto altro ancora… ecc…


Dovremmo cercare di utilizzare sempre la parola “giusta” nel contesto giusto per permettere che sopravvivi la completezza della lingua italiana e dell’esatto significato.


Un’altra opportunità è data dalla presenza di una traduzione dei termini equestri in più lingue, come l’inglese, francese, tedesco, spagnolo e per alcuni vocaboli anche il cinese.










In questo articolo pubblichiamo i termini che iniziano con la lettera “B”, seguiranno settimanalmente le altre lettere.

Il libro è acquistabile su AMAZON sia nella versione a colori che in bianco e nero.

Titolo: Dizionario Equestre illustrato

Da Acquaro alla Zebra

Autore: Piero Acquaro

Copertina flessibile: 307 pagine

Lingua: Italiano

Editore: Independently published

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(il libro è vivamente consigliato a tutti i lettori del Portale del Cavallo)




“B”


BAIO: (anat.)


è un tipo dimantello di base, cioè presente dalla nascita per differenziarlo dai “mantelli derivati” come per esempio il grigio o il roano. E’ compostobinario, ovvero con due colori, caratterizzato da crini (coda e criniera) ed estremità (arti) neri, mentre i peli vanno da un rossastro a un marrone, con varie tonalità (baio scuro, baio dorato…);


Esistono le se­guenti varietà di baio (Brown, Bay-Brown, Bay / Bai):


baio chiaro: quando la colorazione è uniforme e piuttosto sbiadita;


baio scuro: quando è di colore rosso-bruno; baio dorato: quando tende al giallastro ed ha il riflesso dell’o­ro; baio castagnoebaio marrone: quando il colore è simile a quello della buccia delle castagne;


baio bruno: quando è di colore tendente al nero;


baio bruno focato: quando è quasi nero, ma presenta peli di colore rossastro attorno al muso, fra le cosce ed in altre parti del corpo;


baio ciliegiaosanguigno: di colore piuttosto scuro e ri­splendente.




BALZANE: (anat.)


la balzana è una macchia bianca che, partendo dalla corona, si estende più o meno in alto. Secondo l’estensione prende diversi nomi:


traccia di balzana in corona: sottile linea bianca che in modo incompleto circonda la corona;


piccola balzana al pastorale: se comprende tutta la corona ed il terzo distale del pastorale;


balzana: quando raggiunge il nodello;


balzana allo stinco: quando raggiunge il carpo od il tarso al loro primo, secondo terzo o completamente;


balzana al carpo o al garretto: quando comprende parte del carpo o del tarso;


balzana all’avambraccio o alla gamba: quando raggiunge il radio o la tibia;


II. Descrizioni dei contorni. Le balzane possono essere regolari, frangiate, dentate, orlate, macchiate, etc.


III. Pienezza. Si devono anche descrivere eventuali picchiettature o macchie colorate presenti all’interno della balzana (si dice “dentellata in corona” quando la balzana, nel suo margine in corona, presenta alcune macchie del mantello di fondo).sono macchie bianche dovute alla mancanza di pigmento del­la cute.


Possono essere di diverse misure ed interessano la parte inferiore degliarti, dallacoronain su. Il cavallo ne può avere una per ognigamba.


C’è un simpatico detto secondo cui: “balzano da uno, cavallo di nessuno; balzano da due, cavallo bue; balzano da tre, ca­vallo da re; balzano da quattro, cavallo matto”.


Esistono vari tipi di balzane:


Se la balzana presenta delle macchie di peli colorati viene de­finita:


moscata: quando i peli sono presenti in ciuffetti neri; trotinata:quando i peli sono rossi;


ermellinata:quando i peli sono presenti in macchie nere di qualche centimetro.




BARBETTA: (anat.)


è il ciuffo di peli che ricopre l’accrescimento corneo (sperone o cornetto) che si trova nella parte posteriore delnodello.E’ detto anche fiocco. Normalmente non va mai tagliata per evitare che si possano favorire le ragadi.




BARBOZZALE: (bard.)


è la catenella delmorsoche passa sopra il mento e che garantisce all’imboccaturaun’azione di “fulcro”. E’ costituito da una maglia di anelli numerosi e sottili, per evitare ferite all’animale. La catenella deve essere regolata in modo da non premere sul mento in posi­zione di riposo e di aderirvi invece quando leredini sonotese e le guardie ruotano di 45°.




BARDARE:


significa mettere le bardature al cavallo.




BARDATURA: (bard.)


In genere il termine bardatura è particolarmente indicato per l’equitazione, mentre negli attacchi si parla in genere di “finimenti” che possono essere a “collana” o a “pettorale” ed includono tutte le parti relative cone la braga, groppiera, ecc.




BARRE: (anat.)


sono gli spazi senza denti all’interno dellaboccadel cavallo, in cui si posiziona ilferrodell’imboccatura.Nei maschi lo spa­zio delle barre si estende dai primi molari agli scaglioni della mascella inferiore; nelle femmine, invece, dai primi molari ai cantoni. Hanno una lunghezza di circa 10 cm.


A seconda della sensibilità delle barre si dice che il cavallo è: sboccato:quando le barre larghe o callose rendono l’animale poco sensibile all’azione dellamano;


intavolato: a destra o a sinistra, quando il cavallo presenta una minore sensibilità in una delle due barre. A volte sulle barre potrebbero nascere dei denti irregolare, detti “lupini”, che andranno estratti.


Le barre sono, anche, situate sotto lo zoccolo e delimitano il fettone formando la parte portante dei talloni


BATTUTA:


– è il suono che deriva dall’impatto dello zoccolo sul terreno.


– è il puntoin cui il cavallo appoggia per l’ultima volta gli anteriori al suolo, davanti ad unostacolo, prima di saltarlo.


L’area di battuta è lo spazio che precede il salto e rappresenta il luogo ideale per superare senza errori un ostacolo.



L’area di battuta ideale per un ostacolo varia a secondo della tipologia di ostacolo, in linea generale un cavallo per descrivere una parabola (geometricamente parlando) perfetta se trattasi di un ostacolo verticale alto un metro, il cavallo dovrà battere un metro prima, pari alla proiezione dell’ostacolo per terra.


Nei casi di ostacoli larghi e quindi anche di triplici la distanza all’ostacolo tende ad avvicinarsi rispetto ad un ostacolo dritto, in quanto la parte apicale della parabola sarà in un largo al centro dei due elementi, mentre in una triplice sarà in corrispondenza all’ultimo elemento.


Ovviamente l’area di battuta è inversamente proporzionale all’altezza dell’ostacolo, cioè tanto più è alto l’elemento da saltare tanto più è ridotta l’area ideale di battuta, di conseguenza se il binomio calcola male il punto dove “battere con gli anteriori” ci sarà un ipotetico errore nel superamento dell’ostacolo (abbattimento…).


Per questo motivo il cavaliere che non ha acquisito il giusto “senso equestre” probabilmente non avrà problemi con percorsi di 1,10 mt., ma sicuramente le difficoltà si avranno con percorsi di entità maggiore, se non ci sono delle buone basi equestri.


BOLSAGGINE: (vet.)


L’enfisema polmonare cronico (malattia cronica dell’apparato respiratorio) può a sua volta evolvere nel tempo dando luogo alla cosiddetta bolsaggine, stadio ultimo e grave caratterizzato oltre che dall’aumento della frequenza del tipo di respiro, da un contraccolpo o sobbalzo visibile a livello dei fianchi:


Premesso che i fattori suggestivi responsabili dei fenomeni allergici (ipersensibilità) sono insiti nell’organismo e sono solo controllabili con terapia farmacologia (cortisonici e antistaminici), ma non sono eliminabili, è necessario attuare una scrupolosa igiene di scuderia per prevenire o limitare l’insorgenza di tali fenomeni, questa presuppone l’utilizzo di scuderie ben aerate, pulite in ogni loro parte e periodicamente disinfettate allo scopo di ostacolare le deposizione di spore di funghi o di altri microrganismi responsabili delle allergie; inoltre deve essere ben curata l’alimentazione, evitando di somministrare fieno di scarsa qualità, polveroso o peggio ancora che presenti zone di ammuffimento (zone grigio nerastre che emanano un odore acre e pungente).


La razione di fieno, anche se di buona qualità, dovrebbe essere sempre bagnata qualche ora prima del suo utilizzo e tenuta sollevata da terra per dar modo all’acqua di allontanare le polveri. Talvolta tutto ciò può non bastare, ed in questo caso consigliamo di utilizzare fieno pellettato, presentato in cubetti ed in genere di buona qualità, che ha il vantaggio di non contenere sostanze allergizzanti; di contro è inizialmente poco appetitoso ed è privo di fibre lunghe, utili a stimolare la peristalsi intestinale. Infine il cavallo allergico, se è possibile, dovrebbe passare il suo tempo in un paddock solo nelle ore più fresche della giornata.


Gli alveoli polmonari si dilatano eccessivamente fino ad arrivare al punto di rompersi, impedendo la naturale circolazione dell’aria. La bolsaggine può essere la conseguenza di una bronchite o di una tosse cronica.


Una caratteristica di questa malattia è il cosiddetto “contraccolpo”, ossia la spinta che il cavallo dà con i muscoli addominali per tentare di espellere l’aria che altrimenti rista­gnerebbe negli alveoli a causa delle deficienze dei polmoni malati. Nel trattamento degli animali affetti da questa malattia, si consiglia di tenerli il più possibile all’aria aperta e di abolire completamente la somministrazione di alimenti polverosi. E’ bene, infine, bagnare tutti i cibi, specialmente il fieno. La bol­saggine rappresenta una delle malattieredibitorie.




BRIGLIA: (bard.)


– La briglia è un’imboccatura composta da due ferri: morso e filetto (bridone) nella bocca del cavallo e quattro redini. Questo tipo di imboccatura è obbligatoria nelle riprese di Dressage a livello “D” (Difficile”).


La regola dell’equitazione classica vuole che i cavalli a cui viene messa la briglia cedano già, con il semplice filetto, con la bocca e con la nuca. Il montante del “bridone” deve essere leggermente più corto di quello del morso.


La corretta impugnatura delle quattro redini, consiste nel tenere più esterna la redine del filetto (bridone) e più interna quella del morso. Per esempio la redine del filetto passa tra il mignolo e l’anulare, mentre quella del bridone tra l’anulare e il medio. In tal modo il cavaliere può decidere volontariamente di avere un’azione più decisa impiegando il morso con la semplice e lieve rotazione del polso.


– la brigliaè denominata quella particolare testiera che è utilizzata negli attacchi (es.: nel cavallo da carrozza) dotata di paraocchi, rosette poste lateralmente al frontalino ed ha il pendente o goccia che passa sotto al frontalino ed è posizionato in mezzo alla fronte del cavallo.


– E’ errato utilizzare il termine briglia come sinonimo del termine di testiera utilizzata con il cavallo da sella.