28/09/2020

Le 6 strategie di mental coaching per gestire la paura quando sei a cavallo

Come gestire la paura quando sei a cavallo. Eva Rosenthal, Campionessa di Dressage e Mental Coaching.




Con i Cavalli non puoi mentire, loro percepiscono ogni tua emozione e reagiscono di conseguenza. Questa consapevolezza può essere utile per farci diventare più responsabili dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, perché saranno questi a influenzare e guidare lo stato d’animo del nostro cavallo e la qualità dell’intesa che creiamo con lui.

Proprio per questo diventa fondamentale saper gestire le proprie emozioni quando si interagisce con loro, in particolare quelle emozioni che possono risultare poco utili come la “Paura”, in quanto possono compromettere la tranquillità del tuo cavallo e la sintonia del lavoro svolto insieme a lui.



COS’E’ LA PAURA?

La paura in realtà è un’ottima emozione: è infatti quell’istinto primordiale che, in caso di pericolo, ti prepara a combattere o scappare!

La paura è un’emozione molto utile perché ha la funzione di salvarci la vita: infatti se ci troviamo di fronte ad un pericolo o ad un attacco, il nostro istinto di sopravvivenza, grazie alla paura, fa partire una scarica di adrenalina che mette il nostro cervello, e di conseguenza il nostro corpo, in allerta per prepararsi a “battersi” o a “battersela”.

Questa scarica di adrenalina fa defluire il sangue verso le estremità, le gambe e le braccia, e il nostro corpo è quindi pronto in modo immediato a scappare o a combattere.


La paura è una delle emozioni che permette all’uomo di sopravvivere di fronte ai pericoli, di fare gesti repentini o incredibili; questa emozione comunica direttamente con la parte ancestrale del cervello ed è utilissima nei casi in cui devi agire velocemente e con molta forza MA, senza dubbio, non è un’emozione utile da provare quando monti a cavallo.

Infatti provare queste scariche di adrenalina a cavallo fanno spesso fare azioni esagerate o poco incisive, distrae e innervosisce il cavallo e spesso, siccome in quei momenti si perde la lucidità mentale, diminuisce la sensibilità e il “tatto” che normalmente si avrebbero quando si è tranquilli.

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