04/02/2021

Carrozze “trasformabili” come per magia

di Carlo Gnecchi Ruscone. Articolo comparso sul n.4/2005 del Notiziario. Photo credits: Carlo Gnecchi Ruscone, Jean-Louis Libourel, Giovanni Vitale.


Per carrozze “trasformabili” (chiamate anche “convertibili”) intendo quelle vetture concepite per poter assumere differenti forme, al fine di essere utilizzate in differenti occasioni (in senso stretto anche il semplice soffietto o mantice trasforma una vettura da vettura scoperta in vettura coperta). Non tutti potevano permettersi di possedere più carrozze, ad esempio sia un Coupè che una Mylord, ed ecco la necessità di inventare delle vetture adatte a differenti usi.

L’esempio, forse, più tipico di vettura trasformabile è rappresentato dal Landau perché mediante un semplice ed ingegnoso artificio si poteva trasformare da vettura chiusa in vettura aperta. Esisteva anche un sistema più ingegnoso, ma molto complicato, applicato al Landau a 5 luci, sistema chiamato Système à parallelogramme, che permetteva di ripiegare il tetto ed i vetri laterali facendoli scomparire sotto la serpa (i più moderni coupé spider di Pininfarina non hanno inventato niente di nuovo).
Le immagini riportate in apertura (foto1- 6) sono tratte dal libro di Jean-Louis Libourel Voitures Hippomobiles, e si tratta di un Landau prodotto da Bergeon&C a Bordeaux. La-Roche-sur-Yon, Coll. F.Piveteau. A proposito di Landau in versione chiusa e aperta riportiamo in alto (foto 7-8) le immagini dello State Landau delle Royal Mews, Londra, famoso perchè usato per il matrimonio di Kate Middleton con il principe William. [ndr]


Ma, oltre a questo modello per eccellenza di vettura trasformabile, il Landau, più ingegnosi carrozzieri dell’Ottocento si sono sbizzarriti nel costruire molte altre vetture trasformabili, forse meno diffuse del Landau, ma certamente più rare sebbene meno conosciute.
Una di queste importanti carrozze trasformabili è il Coupè de Voyage, che altro non è se non la trasformazione di un prestigioso Coupè de Ville mediante il montaggio di cofani anteriori e posteriori, di bauli sul tetto e fornendo perfino, in qualche caso, la possibilità di trasformare i sedili in letto. (Dormeuse). Qui sotto (foto 9) la Carrozza da viaggio/ Dormeuse per signora della Corte di Vienna circa del 1830, che si trova al Kunsthirstorisches Museum di Vienna.



Ancora un esempio tipico di trasformazione è rappresentato dal Wurst (chiamato anche in francese Wourche), carrozza da viaggio originaria della Germania o del Nord della Francia. Essa nasce come normale carrozza a quattro ruote con soffietto che può trasformarsi in vettura aperta, oppure in vettura con soffietto a due posizioni (4 compassi) o in vettura a soffietto chiuso a metà e vetri e tetto smontabili, come chiariscono le immagini a fondo pagina (foto10-11) tratte dal libro Kutschen Europas im19.und 20. Jahrhundert di Andres Furger Vol, II. Olms Verlag, Hildesheim, 2005.

Ma i nostri geniali fabbricanti di carrozze non si cimentavano solo sulle carrozze chiuse: abbiamo anche qualche esempio di “vettura trasformabile aperta”. Nel primo caso (foto 12) vediamo un Dog-cart a 4 ruote, che mediante lo spostamento del sedile posteriore, si trasforma da “dos-àdos” a vettura con entrambi i sedili rivolti in avanti. Nel secondo caso (foto 13) un Phaeton si trasforma, mediante lo spostamento del sedile e del mantice della serpa al sedile posteriore, in una vettura speciale difficilmente classificabile. Entrambi i disegni sono tratti da Kutschen Europas im19.und 20. Jahrhundert di Andres Furger.
Qui sotto un Break-de-Chasse (foto 14-15) di modello abbastanza anomalo e piuttosto particolare, costruito da Luigi Belloni di Milano (Collezione Gnecchi Ruscone di Inzago). La particolarità di questa vettura consiste non solo nella possibilità di spostare il mantice o soffietto dai sedili anteriori a quelli posteriori (il Break solitamente non è provvisto di mantice, se non nel raro caso del Break-Phaeton, tipica vettura lombarda di fine Ottocento), ma anche nei lunghi parafanghi in legno curvato che si uniscono al montatoio (come nel Mylord), rendendo particolarmente agevole la salita di una signora senza sporcarsi il vestito (solitamente nel Break-de- Chasse i parafanghi sono molto più piccoli, in cuoio e posti sopra le ruote posteriori in posizione orizzontale).
Il noto Phaeton Tabatière, probabilmente nato in Francia e molto diffuso in Svizzera, ha la caratteristica di avere il sedile posteriore per il groom a scomparsa nella cassa, mediante cerniere. Con questo sistema il guidatore, in mancanza di un passeggero, fa montare il groom al suo fianco sulla serpa. In basso (foto 14-15) il Phaeton Tabatière di Giuliano Barni in Concorso a Parma nel 2019.