07/08/2020

Andrea Pantano: “La mia Fise non dilapiderà i soldi dei tesserati per riparare ad azioni antisportive a danno dell’equitazione”

Cusano Milanino, 30 luglio 2020 – “Niente più scorrettezze, le cui conseguenze nefaste gravano poi sulle casse e, di conseguenza, sui tesserati. I denari degli appassionati vanno impiegati con oculatezza, non buttati in avvocati, cause e sanzioni. La mia Fise sarà trasparente, attenta agli sprechi e, soprattutto, alla legge. E opererà in sinergia con gli enti di promozione per diffondere insieme la cultura del cavallo e i valori dello sport, favorendo l’ampliamento della base”.

La vision di Andrea Pantano è chiarissima. Il Tenente Colonnello di Cavalleria classe 1974, attualmente presidente di Sef Italia, è in corsa per la presidenza della Federazione Italiana Sport Equestri, la cui assemblea ordinaria elettiva nazionale per il rinnovo delle cariche 2021/2024 è chiamata a pronunciarsi a Roma il 14 settembre. “Lo scorso 8 ottobre – spiega Pantano – Sef Italia ha ottenuto una storica vittoria sulla Fise, sanzionata per una somma di 450mila euro e costretta a modificare i propri regolamenti.”.

Ripercorriamo i fatti. L’8 ottobre 2019 si è concluso il procedimento posto in essere dalla Sef Italia e altri enti nei confronti della Federazione Italiana Sport Equestri presso l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato. Il Garante ha accertato il mancato rispetto degli impegni resi obbligatori con provvedimento del giugno 2011 e l’abuso di posizione dominante della FISE nei confronti di organizzazioni concorrenti, in violazione dell’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Ue.

La Fise, infatti, aveva adottato una strategia anticoncorrenziale per limitare fortemente l’operatività in ambito amatoriale da parte degli enti concorrenti (Eps e le altre società e associazioni sportive), ampliando così la propria sfera di attività mediante l’adozione di regolamenti restrittivi e utilizzando l’arma della diffida e dell’intimidazione per impedire lo svolgimento di manifestazioni.

“Il provvedimento, nel quale si afferma il principio che ‘non c’è esclusività nello sport italiano che possa premiare un soggetto a discapito degli altri’, ha segnato un punto di svolta, restituendo a tutti gli organismi la libertà di fare attività sportiva”.

“Questa sentenza – conclude Pantano – dimostra come, al di là di ogni dubbio, la Fise, nel suo malgoverno, non abbia tenuto in considerazione né i valori intrinseci dello sport né il denaro dei tesserati. Tutto questo deve finire. Mi sono candidato per imprimere una svolta radicale ed etica alla Federazione. Ed è sulla base di questi principi che chiedo l’appoggio di tutti gli appassionati”.

Articolo pubblicato sulla rivista INFORMA
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Numero 1 Gennaio / Febbraio 2020