- Il fuoriclasse argentino, uno dei giocatori più forti al mondo, racconta la sua prima volta in Italia e sul campo ‘blanco’: “Sulla neve gioco grande duello fisico con gli avversari. Courmayeur è un posto incredibile, ovunque ti giri vedi cose bellissime”
- Come ogni argentino, Bigatti va dal Polo al pallone: “Il mio cuore è per il River Plate ma qui in Italia tifo Inter, per quel fuoriclasse di Lautaro e seguo Dybala con passione. L’Argentina e il Mondiale? Se gli impegni me lo consentiranno li seguirò negli USA”
- Intanto, nella prima giornata del torneo, sono arrivate le vittorie di Courmayeur, Grand Hotel Royal & Golf e Fieracavalli. Stasera il secondo turno, domani le finali

Courmayeur, 9 gennaio 2026 – “È lui quello forte, forte?”, il refrain si ripete tra i fan del Polo, qui a Courmayeur, quando Alfredo Bigatti decide di fare un giro per le vie del centro. E d’altra parte, a Bigatti è bastato poco per diventare il personaggio simbolo di Italia Polo Challenge in Valle d’Aosta. Niente di nuovo per il 34enne argentino, uno dei giocatori più forti del mondo in questa disciplina, spesso accostato – per classe e provenienza – a Diego Maradona. “Dieguito? È un grande onore e un paragone che mi piace moltissimo, perché Diego è l’idolo per tutti gli argentini, ma per quanto possa fare, non sarà mai possibile essere grandi quanto lui”, sorride. E prosegue: “Mi limito a essere un giocatore che guarda sempre avanti, che si gode lo sport che pratica e che quando gioca lo fa anche per divertirsi. Poi è chiaro che l’obiettivo è sempre vincere, dare il meglio. Ma, anche se il Polo nel mio Paese è molto seguito, sono lontano anni luce rispetto a quello che Maradona è stato per noi argentini”. A Courmayeur Alfredo è stato protagonista della partita più avvincente del primo turno sul campo di Entrèves: quella tra il team Ram, la sua squadra, e il Grand Hotel Royal & Golf, chiusa con il rigore vincente di quest’ultimo al termine di quattro combattutissimi “chukker” (così sono chiamati i tempi del Polo) terminati sullo 0-0, nonostante le giocate pazzesche dei cavalieri in campo.

“A differenza dei campi in erba, sulla sabbia e sulla neve il Polo diventa un po’ più ‘battagliato’, vista l’irregolarità delle superfici c’è più contatto con gli avversari, il duello fisico si fa più forte – spiega Bigatti -. Sicuramente bisogna imparare a giocarlo. Per me è la terza volta sulla neve e sono sicuro che questa esperienza mi servirà per crescere ancora”. Alfredo punta a rifarsi stasera ma intanto l’esperienza a Courmayeur – la prima in assoluto in Italia per il fuoriclasse di Chascomús – è già una gemma nel suo lungo percorso nei tornei di tutto il mondo:“In Italia ero stato a Roma e in Sicilia, ma sempre come turista. Qui mai, e ho trovato un posto fantastico: durante la presentazione del torneo è stato descritto come un ‘affresco’, ecco, rende bene l’idea. Il torneo? È molto ben preparato e organizzato, ma soprattutto si tiene in un luogo che un giocatore può godersi al di là delle partite. La gente viene a sciare, a divertirsi, poi viene anche a vedere un po’ di sport mentre noi giochiamo in campo. È bellissimo”.
Da buon sudamericano, Alfredo è anche un grande tifoso di calcio e in modo particolare del River Plate, che segue ovunque si trovi. Ma anche in Italia c’è una squadra che lo appassiona in modo particolare: “Sicuramente l’Inter, una squadra che lotta, molto italiana e molto bella da vedere. E poi c’è Lautaro, un giocatore che adoro: argentino come me – l’Inter ne ha avuti tanti e forse anche per questo mi piace più delle altre – e amo il modo in cui gioca. Ma in Italia apprezzo tanto anche un altro grande argentino campione del mondo e uno dei simboli dell’Albiceleste, il romanista Paulo Dybala“. E a proposito di Albiceleste, nel 2026 l’Argentina è chiamata a difendere il titolo mondiale negli Stati Uniti: “Mi piacerebbe molto andare a tifare di persona. Vediamo come sarò messo, le settimane del Mondiale coincidono con diversi tornei chiave per il Polo come la Queen’s Cup in Inghilterra. È una stagione molto importante e sono molto impegnato, sarà dura ma ci proverò. In ogni caso non mancherò di tifare, ovunque sarò”. Calciatori a parte, l’Argentina ha una lunga storia di campioni che hanno fatto la differenza in Italia: dal basket, con Manu Ginobili, al rugby con Diego Dominguez e Martin Castrogiovanni. Stavolta tocca a Bigatti rinnovare la tradizione del campione argentino che conquista l’Italia: “Come giocatore si cerca sempre di lasciare la propria impronta in ogni posto dove si gioca. Ma poi è importante anche godersi questi momenti, instaurare un rapporto con le persone, conoscerne di nuove in posti diversissimi tra loro. Il Polo dà questa possibilità e io cerco di approfittarne”.

C’è un’altra cosa che accomuna Polo, basket e rugby, ed è la palla che centra l’obiettivo, sia esso una porta o un canestro: “È la cosa più bella. In qualsiasi sport segnare un gol decisivo è la cosa più bella di tutte. È tutto uguale, non importa quale disciplina si stia praticando. In questo le emozioni sono le stesse per tutti”. E se dovesse spiegare cos’è il Polo a qualcuno che non lo conosce, Alfredo non ha dubbi: “Gli direi che è una dipendenza, qualcosa di positivo che ti prende, ti appassiona e non ti lascia più”, conclude sorridendo.
I RISULTATI DEL PRIMO TURNO Oltre alla vittoria di Grand Hotel Royal & Golf su Ram, la prima giornata di Italia Polo Challenge ha sorriso anche alla squadra del Courmayeur e a Fieracavalli. La squadra di casa ha chiuso sul 6-3 la sfida contro Schafhof E., mentre Fieracavalli ha vinto per 5-2 la partita contro Costa Smeralda.
Le prime due squadre dopo la seconda giornata accedono alla finalissima in programma sabato alle 20.45. Gli altri quattro team giocheranno invece le “finaline” per il terzo e il quinto posto.























































