L’annuale Assemblea dell’AIAT (Associazione Internazionale di Attacchi di Tradizione) nel 2026 è stata convocata a Mannheim, in Germania, nel fine settimana 6/8 Marzo. Grazie all’impegno degli Organi direttivi dell’AIAT (dal Presidente a tutti i Membri del Board) e grazie alla generosa ospitalità di Heinz Scheidel presso la sua favolosa Collezione, il Meeting ha avuto un ottimo successo.

Tutti gli Stati Membri dell’AIAT erano presenti, ognuno con i propri unici Enti Nazionali che li rappresentavano (l’Italia era presente con il GIA, in quanto unico Ente Italiano che rappresenta l’Italia in questo contesto internazionale). Dal momento della Accoglienza nel tardo pomeriggio del Venerdì fino al Pranzo di chiusura del primo pomeriggio di Domenica, è stato un susseguirsi di attività di varia natura, alle quali si perveniva trasportati da pullman perfettamente organizzati.

Sono state tre giornate molto intense di attività: la Visita Guidata alla Collezione di Carrozze di Heinz Scheidel, la Cena di Gala, il Clinic per Giudici, già nominati o in training e chiamati a valutare le 5 Carrozze presenti, la successiva Riunione per i commenti sulle valutazioni effettuate, la Riunione riservata all’aggiornamento dei Tecnici Delegati, già nominati o in training, fino all’Assemblea Generale AIAT dei Presidenti degli Enti Nazionali degli Stati Membri.
Attività ben organizzate, inserite nelle brevi pause pranzo presso l’Hotel o tra le Carrozze della Collezione Scheidel, che hanno pienamente soddisfatto tutti coloro che le hanno intensamente vissute.
Nella Assemblea Generale tenuta nella mattinata di domenica, alla presenza dei Presidenti degli Enti Nazionali degli Stati Membri, personalmente presenti o per Delega, dopo l’intervento del Presidente AIAT Jose’ Juan Morales Fernandez, hanno preso la parola Raimundo Coral Rubiales per la illustrazione del Rapporto Finanziario e Tadeusz Kolacz per il illustrazione delle Attività per l’anno 2026, ivi compresa la definizione del Calendario degli Eventi di ogni Stato membro (CIAT, CAT, ATM).
L’Assemblea Generale ha approvato anche il Calendario dei Seminari che saranno organizzati in ogni Stato Membro in occasione di uno dei rispettivi CIAT: per l’Italia il CIAT previsto è quello de LA LODOVICA del 18 Ottobre. Sono stati anche deliberati i criteri sulla base dei quali l’AIAT conferisce lo Stato di Giudice Internazionale, e che sono:
- La segnalazione dei Candidati va effettuata dal Presidente dell’Ente nazionale
- Il Candidato deve partecipare a tre Seminari per Giudici approvati dall’AIAT
- Il Candidato deve effettuare tre Affiancamenti a Giudici Internazionali
- Il Candidato deve superare un esame scritto
- l’AIAT rilascia il Distintivo di Giudice Internazionale
- Il Consiglio AIAT include o esclude i Giudici AIAT dalle proprie Liste
- I Giudici AIAT possono giudicare solo Concorsi AIAT
- La qualifica di Tecnico Delegato viene rilasciata dal Presidente dell’Ente Nazionale

In Assemblea Generale si è anche discusso della Nazione che ospiterà il Meeting AIAT 2027; sono rimasti in ballottaggio il Belgio e la Francia, riservandosi di scegliere successivamente quale Nazione ne avrà il compito (gravoso, come ben sappiamo avendolo assunto già due volte in Italia). Nel pomeriggio della domenica, grandi saluti e abbracci, tutti pronti a farsi carico delle attività AIAT nei propri Stati.
Tutti convinti di far parte di una associazione internazionale, spinti solo da disinteressata passione e dal desiderio di svolgere una importantissima funzione culturale sociale nel mantenere viva la storia e la cultura del cavallo attaccato a carrozza. Un sentito ringraziamento va a colui che ci ha ospitato per la maggior parte del le attività effettuate durante il Meeting, persino per la maggior parte delle ristorazioni, ossia ad Heinz Scheidel, creatore e titolare della enorme collezione di carrozze perfettamente conservate e posizionate nelle tantissime sale della collezione.
Negli spazi ancora liberi i partecipanti al Meeting hanno avuto la sensazione di essere circondati dalla lunga e affascinante storia passata, di quando i materiali e la tecnologia, l’arte e la bellezza, hanno dato inizio allo sviluppo, di cui oggi possiamo godere appieno le risultanze e la continuazione Era attaccata in pariglia o tiro singolo e in servizio con qualsiasi condizione climatica.

La carrozza ha dimensioni medie: si può muovere agevolmente anche in vicoli stretti, ha portiere di buona fattura, che si chiudono ancora oggi, meglio di quelle di tante automobili nuove.
Le pedane di salita di stile italiano traforato hanno la copertura per evitare di sporcarle viaggiando su strade fangose e garantiscono la miglior protezione per la pavimentazione interna in legno tappezzato.
Gli interni sono ancora gli originali, con sedili ricoperti di stoffe robuste color turchese scuro con ricami non appariscenti tipici dell’eleganza sobria da vettura di piazza.

I cristalli spessi, molati e bombati seguono la linea tondeggiante della cassa, un lunotto posteriore discreto permette ai passeggeri di guardare posteriormente.
Immancabile la trombetta sopra i sedili interni per comunicare con il conducente senza dover abbassare i vetri delle portiere. A cassetta il conducente ha facile accesso al tassametro ed al freno di stazionamento.
Le sospensioni a balestra sono tutte con cinque fogli, posteriormente anche una trasversale sotto la cassa: il tetto è ricoperto da lamiera di ferro catramata. Il colore originale è nero ed ha leggere filettature rosse sui raggi e su qualche ricamo elegante.
Questo rotabile è stato riportato ad una normale efficienza con restauro conservativo, a parte qualche ingranaggio del tassametro usurato e rifatto al tornio dal nostro Paolo, ma tutto il resto è originale. Le lampade appositamente sovradimensionate garantiscono di avere un’ottima potenza di luce: sono di forma rettangolare, come in uso all’epoca.
La vettura scorrevolissima è già stata presentata ed ammirata in Concorsi di Tradizione ed Eleganza.

La carrozza Clarence era molto diffusa all’inizio del XIX secolo. Si tratta di un veicolo chiuso a quattro ruote trainato da cavalli, con la parte frontale in vetro sporgente (4 o 6 vetri al massimo) e posti a sedere per due o quattro passeggeri all’interno.
Carrozza spesso dotata di divanetti interni contrapposti e vetri a ghigliottina. Il cocchiere sedeva davanti, all’esterno della carrozza.
La Clarence prende il nome dal principe William, duca di Clarence e St. Andrews, in seguito re Guglielmo IV del Regno Unito, morto nel 1837. Fu introdotta a Londra nel 1840. In origine era una piccola carrozza familiare in grado di trasportare al massimo quattro persone.
Molto diffusa anche per il trasporto urbano, tanto che le versioni usate venivano spesso impiegate come carrozze a nolo (hackney carriages).
Simile al Brougham ma spesso più grande, ne esistevano varianti come la Sovereign Clarence o tipi con sedile per il servitore posteriore.Dalla Clarence si sviluppò la Growler, una carrozza robusta e funzionale, costruita per lavorare come vettura a noleggio nelle strade cittadine, “ringhiando” sui ciottoli, da cui il nome.Le tenute di campagna e le abitazioni cittadine dei nobili disponevano di una varietà di carrozze che includeva spesso una Clarence.Oggi è utilizzata quotidianamente nelle Royal Mews di Buckingham Palace.
Di Enzo Calvi. Photo credits Emanuela Brumana, Lester Dagge
- Calorosa accoglienza di Heinz Scheidel ai rappresentanti degli stati membri dell’AIAT
- Josè Juan Morales Fernandez presiede l’Assemblea AIAT.
3-4-5. Le sale della collezione di carrozze, delle relative attrezzature, dell’oggettistica e dell’abbigliamento specifico.
- Il gruppo dei rappresentanti del GIA, membro unico dell’AIAT per l’Italia.













