L’esortazione ad ignorare la valutazione scientifica di EMA, EFSA e ECDC potrebbe avere gravi conseguenze sulla salute pubblica.
Fnovi informa di una situazione che potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza di molti animali sia nel comparto zootecnico che in quello degli animali da compagnia.
In un maldestro tentativo di proteggere l’uso dell’antibiotico nell’uomo e di arginare lo sviluppo dell’antibiotico resistenza, un gruppo di Parlamentari Europei ha prodotto una mozione per opporsi alla bozza di un atto delega della Commissione (DEA 2021/2718) riguardante i “Criteri per la scelta degli antimicrobici da riservare per il trattamento di alcune infezioni nell’Uomo”.
Vecchie concezioni riguardanti l’uso improprio degli antibiotici nel settore animale ed una errata interpretazione delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) potrebbero mettere a serio repentaglio non solo la salute animale, ma anche il benessere animale, la salute pubblica e la sicurezza e la salubrità del cibo.
E’ indiscutibile che un animale malato debba essere trattato, specialmente in casi di infezione batterica che lo mettano in pericolo di vita, poiché non esistono altri prodotti in grado di rimpiazzare gli antibiotici nella funzione di trattare le patologie batteriche.
Tutti gli animali, sia da compagnia che del comparto zootecnico, possono contrarre patologie potenzialmente letali e che possono essere trattate solamente con antibiotici efficaci. Proibendo l’unica scelta terapeutica disponibile, questi animali verranno lasciati in balia delle infezioni batteriche che li condurranno ad inutili sofferenze ed in alcuni casi persino alla morte. Questo è contrario all’articolo 13 (Titolo 2) del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFEU) che riconosce gli animali come esseri senzienti, imponendoci di avere doveroso riguardo del loro benessere. L’uso dell’antibiotico è rigidamente regolato in base a prescrizione medico veterinaria e negli ultimi 10 anni il comparto animale ha raggiunto un calo di oltre del 34% degli antibiotici venduti, grazie ad un imponente sforzo, che ha portato ad un uso di antibiotico inferiore negli animali di allevamento rispetto a quello utilizzato nell’uomo, come rilevato da un recente report di EFSA, EMA e ECDC (3° JIACRA report) Cala l’uso di antibiotici negli animali | Autorità europea per la sicurezza alimentare (europa.eu) Per combattere in modo efficace l’antibiotico resistenza è necessario un approccio One Health con sforzi nella salute umana, nella salute animale e nella gestione ambientale, in linea con l’approccio One Health sostenuto dalla Commissione Europea nel piano di azione One Health del 2016 e dal WHO.
EPRUMA (European Platform for the Responsible Use of Medicines in Animals) chiede al comitato ENVI della Commissione Europea di bloccare la mozione in modo da permettere un continuo accesso agli strumenti ritenuti necessari per una valutazione scientifica equilibrata, tenendo in considerazione la protezione della salute pubblica, della salute animale e dell’ambiente, volta a proteggere la salute ed il benessere di tutte le persone e di tutti gli animali d’Europa.
Focalizzando gli sforzi volti alla prevenzione dalle malattie e aumentando il benessere animale otterremo un impatto molto maggiore nella riduzione della necessità di antibiotico nel settore animale
Per ulteriori informazioni:
http://www.fnovi.it/node/49333/
Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani. Per tutte le info visita il sito ufficiale: www.fnovi.it