29/05/2019

Storia dei Cavalli Maculati Europei

(parte due di due)


Nel 1812 i cavalli maculati ritornarono in Danimarca, in parte come discendenti degli originali tiger horses, ma soprattutto con nuove linee di sangue.



Per leggere la prima parte sulla storia dei Cavalli Maculati Europei clicca QUI.

Il maggiore Villars Lunn, proprietario della tenuta di Knabstrupgaard, nel villaggio di Knabstrup, nella contea di Holbaek, non lontano da Copenhagen, comprò una fattrice da un macellaio di nome Flaebe.

Questa fattrice era stata venduta da un ufficiale spagnolo in partenza dopo le guerre napoleoniche, e aveva l’aspetto, quanto a tipo e conformazione, di un hunter inglese.

Infatti durante le guerre contro l’Inghilterra, la Danimarca si alleò a Napoleone e alla Spagna, dove governava il fratello di Napoleone stesso.

Nel 1796 la Spagna inviò truppe per 14,000 soldati, principalmente di fanteria, in aiuto alla Danimarca, tra cui i reggimenti dell’Austria e del Guadalahara, sotto il maresciallo di campo Pedro Caro e il maresciallo Bernadotte.

Finì che dieci stalloni spagnoli arrivarono al Castello di Frederiksborg per restare nell’allevamento.



Nel 1808 le truppe inglesi rimaste in Danimarca furono sconfitte dall’esercito danese, e per ordine del maresciallo Bernadotte furono portate in Germania, passando per Holbaek vicino a Knabstrup.

Proprio lì un mercante danese organizzò una festa di addio per gli ufficiali spagnoli accorsi in aiuto. Molto probabilmente fu in quell’occasione che la fattrice Flaebehoppen passò nelle mani del macellaio, il sig. Fleabe.

Forse fu comprata, o forse fu un regalo che ricevette, ma in questo modo la cavalla evitò di essere confiscata, cosa che sarebbe avvenuta al rientro in Spagna.

Questa fattrice era colorata in maniera inusuale: era rosso scuro, con criniera e coda bianche, macchie bianche a “fiocco di neve” e una coperta bianca con macchie baie. Era molto bella e il macellaio pensò di rivenderla.

Ci sono molte ipotesi sulla origine di questa fattrice. Potrebbe essere stata acquistata dall’ufficiale nella regione del Mecklembourg, in Germania, dove gli spagnoli soggiornarono prima di arrivare in Danimarca.

Teoria alternativa è che arrivasse da Cordoba, in Spagna, al seguito dell’esercito. Di fatto il maggiore Lunn la acquistò, apprezzandola per colore e morfologia e la utilizzò come gli altri cavalli per i lavori nei campi.

Una delle condizioni affinchè un cavallo venisse impiegato in riproduzione alla tenuta del maggiore Lunn era che desse prova di ottime performances. Dovevano dimostrare buon temperamento, resistenza e capacità.

A quel tempo questo significava essere cavalcati o attaccati per lunghe ore su terreni di campagna.

La fattrice di Flaebe, da quel momento chiamata Flaebe, veniva utilizzata per gli attacchi leggeri. Il maggiore Lunn, nelle sue memorie, scrisse di come Flaebe si meritò di essere usata come fattrice. Mentre viaggiava su una carrozza, ci fu un incidente e si ruppe una gamba.

Un contadino prese due cavalli dal campo e li attaccò alla carrozza, e li guidò fino ad Holbaek, dal medico locale, ma il dottore era assente. Allora corse a Buttrup, dove trovò un medico chiamato Rienhardt, e tornò di corsa a Knabstrupgaard dal maggiore.

Il viaggio totale fu di 30 Km, che percorse in 105 minuti. Uno dei cavalli alla fine non fu più recuperabile, l’altro, Flaebe, tornò al lavoro nei campi il giorno dopo, nonostante avesse già 15 anni.

Flaebe venne quindi inserita a pieno diritto tra le fattrici dell’allevamento e fu accoppiata con uno stallone sauro Fredriksborg, di nome Lovenborg, nelle cui vene scorreva il sangue di Superbe e di Beaver II.

Nel 1813 nacque uno stallone, chiamato Flaebehingsten (lo stallone da Flaebe).

Questo stallone fu il fondatore della nuova razza. Lui stesso aveva un colore particolare, che veniva descritto come metallico e iridescente, con più di venti differenti sfumature di colore. Tutti i puledri di Flaebe furono colorati, anche con stalloni “solid”.

Un altro puledro di Flaebe, figlio dell’inbreeding con Flaebehingsten, fu Mikkel, nato nel 1818.

Mikkel fu famoso per le sue performances in corsa. Era usato per lavorare e anche quando andava alle sedi delle corse le raggiungeva trainando il calesse. Collezionò una serie incredibile di vittorie, e fu sconfitto solo una volta all’età di 16 anni, ma si scoprì che in quella occasione aveva una sobbattitura.

Tutte le corse che Mikkel vinse determinarono la reputazione dei Knabstrupper di essere cavalli di grande resistenza e capacità. Mikkel è probabilmente lo stallone più famoso nella storia dei Knabstrupper.

Da quel momento i knabstrupper vennero conosciuti come cavalli energici, resistenti e atletici, ma con un temperamento estremamente socievole. Non erano abituati alle stalle, ma vivevano all’aperto, a qualsiasi temperatura.

Le doti di resistenza e affidabilità dei knabstrupper ne fecero un cavallo ricercato tra gli ufficiali Danesi. Nel corso della guerra dello Schleswig, tra il 1848 e il 1850, diversi ufficiali li usarono per distinguersi dalla truppa.

Sfortunatamente, proprio perché i loro cavalli si distinguevano per il colore, furono facile bersaglio per il nemico.

Nel corso della battaglia di Isted, nel 1850 i due ufficiali che montavano knabstrupper caddero in battaglia. La cavalla del colonnello Lessoe, chiamata Nathalie, venne poi usata come fattrice. L’altro ufficiale, il Generale Schleppergrell, montava uno stallone discendente da Mikkel.

Quando il generale fu colpito, il cavallo fuggì, e tutti gli sforzi da parte dell’esercito danese di ritrovarlo furono vani.

Questo perché i contadini delle colline intorno a Skovby catturarono il cavallo e lo nascosero fino alla fine della guerra. Conoscendone il valore lo usarono come stallone, di nascosto agli abitanti delle altre zone della Danimarca.

Si creò però la nomea che in quell’area c’erano cavalli colorati di particolare qualità. Ancora nel 1910, dopo 70 anni, un contadino locale usava ancora come stallone solo un diretto discendente del cavallo nascosto 60 anni prima.

Un altro Knabstrupper che intraprese la carriera militare fu il castrone Kragelund. Kragelund venne anche attaccato alle carrozze dell’artiglieria durante le manovre belliche.


Accadde infatti che in un occasione il conducente della carrozza volle prendere una scorciatoia e finì in un fosso. Un ufficiale che conosceva Kragelund passando di lì suggerì al conducente di dare al castrone un po’ di tabacco; cosa che agli altri 5 cavalli della carrozza non era di certo permesso.


Kragelund divorò avidamente il tabacco con evidente soddisfazione, dopo di che tirò fuori dal fosso la carrozza e i 5 cavalli e in più arrivò a destinazione in tempo. Intorno al 1870 ci fu un declino dell’allevamento di Knabstrupgaard, dovuto alla consanguineità spinta. Nel 1891 un incendio divorò le scuderie, riducendo a pochi soggetti i cavalli sopravvissuti.


Sebbene i cavalli di knabstrupgaard ebbero questo triste declino, lasciarono una grossa eredità in Danimarca. Gli allevatori cominciarono a incrociare i loro cavalli con i cavalli derivati da Knabstrupgaard, creando una nuova linea di cavalli maculati.

Questi cavalli venivano comunque chiamati Knabstrupper, ed erano molto ricercati sia per essere montati che per essere attaccati. Nuclei di knabstrupper si differenziarono nell’area di Holbaek, nel Nord dello Jutland e sull’isola di Bornholm.

I primi anni del novecento furono quelli che segnarono la diffusione del knabstrupper come cavallo da circo, per le loro attitudini e capacità. I knabstrupper cominciarono a girare per l’Europa e per tutto il mondo.

Ancora oggi è possibile vedere nel castello di Nottingham, in Inghilterra, una tela di Laura Knight da titolo “Lisa e il suo knabstrupper”. Altre tele della stessa artista raffiguranti knabstrupper si trovano anche a New York.

In quel periodo divennero famosi due altri stalloni, uno proveniente da knabstrupgaard, anch’esso chiamato Mikkel, e uno importato da San Pietroburgo, discendente dai tiger horses venduti agli zar secoli prima.

La prima associazione moderna per i knabstrupper venne fondata nel 1947, nella contea di Holbaek, presso l’allevamento di Egemosegaard. Nell’intento di continuare lo sviluppo di questo cavallo utilizzando uno schema razionale di accoppiamenti, selezionarono due stalloni, Silverking II e Max Bodilsker.

L’ associazione continuò finchè nel 1962 la maggior parte degli allevatori confluirono nella associazione del warmblood danese, ponendo fine alla reale identità dei knabstrupper.

Fortunatamente, nel 1971, alcuni allevatori provenienti da tutta la Danimarca, si riunirono e fondarono ufficialmente la attuale associazione knabstrupper, a conclusione di un percorso iniziato con il censimento e la registrazione delle prime 44 fattrici nel 1970.

Molti soggetti furono incrociati con il Danish warmblood, il Trakhener e l’Holsteiner, per evitare una consanguineità eccessiva.

Con il passare del tempo, e con lo sviluppo della equitazione per bambini e ragazzi, l’associazione si accorse che i soggetti maculati erano molto attrattivi per loro. Partendo quindi dai soggetti più bassi si incominciarono a selezionare anche i pony, e addirittura alcuni allevatori si sono specializzati nei minipony.


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Articolo pubblicato sulla rivista INFORMA
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Numero 1 Gennaio / Febbraio 2019