Il sistema della formazione specialistica veterinaria in Italia è a un punto di rottura.

26/02/2026 – La Federazione Nazionale Ordini dei Medici Veterinari Italiani ha sollevato formalmente una questione di estrema urgenza: il perdurante blocco nell’attivazione dei bandi per le Scuole di specializzazione dell’area sanitaria non medica per l’anno accademico 2025/2026. Al centro del dibattito non c’è solo il futuro professionale di migliaia di giovani medici veterinari, ma la tenuta stessa del sistema di Sanità Pubblica, della sicurezza alimentare e della tutela “One Health”.
Il paradosso nasce da una norma di per sé positiva: la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto una borsa di studio annuale per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica. Tuttavia, l’erogazione di questi fondi è subordinata a un DPCM di riparto che, ad oggi, non è ancora stato emanato. Questo vuoto normativo ha creato un “effetto paralisi”: senza il decreto che assegna le risorse, gli Atenei non pubblicano i bandi, bloccando di fatto l’accesso ai percorsi di specializzazione. L’incertezza attuale non colpisce solo i singoli professionisti, ma genera un effetto domino su tutto il comparto sanitario: viene meno la continuità dei percorsi post-universitari: poiché la specializzazione è un requisito spesso indispensabile per i concorsi nel Servizio Sanitario Nazionale, il blocco dei bandi si traduce in un blocco delle assunzioni future.
Per uscire dall’angolo, la Federazione non si limita alla protesta, ma avanza soluzioni concrete per garantire la sostenibilità del sistema. In particolate propone di distinguere tra i posti coperti da finanziamento statale e quelli “senza borsa” (o finanziati da enti terzi), permettendo agli Atenei di procedere con le ammissioni indipendentemente dai tempi tecnici del DPCM. Suggerisce di consentire alle Università di avviare le attività formative, prevedendo il riconoscimento delle borse di studio in un secondo momento. Chiede di coordinarsi con il Ministero della Salute per allineare il numero di specialisti formati alle reali necessità dei servizi veterinari pubblici.
“FNOVI – si legge nella nota – condivide l’obiettivo di valorizzare la formazione specialistica, anche mediante l’introduzione di un sostegno economico. Tuttavia, l’attuale assetto rischia di produrre un effetto indesiderato: limitare drasticamente il numero degli ammessi esclusivamente in funzione dei fondi disponibili, compromettendo l’accesso alla specializzazione e aggravando la carenza di professionalità specialistiche”.
FNOVI ha quindi chiesto un tavolo tecnico urgente con i Ministeri dell’Università, della Salute e dell’Economia. Le priorità sono chiare: emanazione immediata del DPCM di riparto e adozione di atti amministrativi che permettano di far partire i bandi 2025/2026 senza ulteriori ritardi. Il rischio, in assenza di un intervento rapido, è quello di un anno “sabbatico” forzato per la veterinaria italiana, un lusso che il sistema della sanità pubblica non può assolutamente permettersi.























































