27 Settembre 2021

RAZZE MACULATE NEL MONDO: viaggio tra similitudini e differenze

Quando si vede un cavallo maculato è abitudine definirlo “Appaloosa”, tanto che spesso non ci si riferisce a una razza, ma a un tipo di mantello.

Bellissimo esemplare di razza APPALOOSA


Anche nel riconoscimento ufficiale sui passaporti, spesso vediamo la parola Appaloosa come mantello, quasi che il mantello maculato, di cui esistono diverse espressioni, potesse essere generalizzato con questa parola. In realtà le razze maculate nel mondo sono molteplici, spesso nella loro storia si sono intrecciate, ma hanno assunto caratteristiche differenti a seconda del periodo storico e, come sempre avviene con i cavalli, dell’uso che l’uomo ne ha fatto. Le due razze più note sono sicuramente il Knabstrupper, di cui abbiamo abbondantemente parlato negli articoli precedenti, e l’Appaloosa, ma esistono anche altre razze, meno note ma non meno interessanti.

L’APPALOOSA

L’Appaloosa che conosciamo oggi è un cavallo molto diverso da quello delle sue origini, ed esistono una serie di sottotipi, con caratteristiche morfologiche e attitudinali estremamente varie. Di fatto esiste un caleidoscopio di Appaloosa, con cavalli che, pur con lo stesso nome, sono diversissimi tra loro. La storia dell’Appaloosa è iniziata con la tribù indiana dei Nez Perce, nelle aree in cui oggi ci sono la zona orientale dello stato di Washington, l’Oregon e l’Idaho, intorno al 1730, quando cominciarono ad acquistare cavalli dagli Shoshoni, i quali a loro volta li catturavano più a Sud, nelle grandi pianure.

I cavalli rinselvatichiti presenti nelle grandi pianure del west avevano origine dalle mandrie possedute dagli spagnoli nel New Mexico. Quindi cavalli di origine spagnola, e forse anche danese, se è vero che una nave austriaca partita da Trieste portò 18 cavalli danesi maculati nel New Mexico intorno al 1620 (e qui si trova una connessione con i Knabstrupper).

Con la rivolta dei Pueblo, indiani trattati come schiavi dagli spagnoli, iniziata il 10 Agosto 1680, si pose fine al dominio spagnolo nel Sud-Ovest degli attuali USA e molti dei cavalli degli Spagnoli fuggirono e si riprodussero nelle pianure. Esistono però anche altre teorie sull’origine dei cavalli dei Nez Perce. Una antica leggenda parla di una nave proveniente da Ovest, quindi dalla attuale Russia, che aveva scaricato tre stalloni maculati sulle spiagge dell’attuale Stato dell’Oregon, vendendoli agli indiani della costa in cambio di generi di consumo. Gli indiani della costa, della tribù Siletz, che erano pescatori, li avrebbero poi venduti ad alto prezzo ai Nez Perce.

Questa, che sembrava essere solo una leggenda, ha trovato una importante conferma dalle esplorazioni di Scott Engstrom, una allevatrice americana, attualmente vivente in Nuova Zelanda, appassionata delle antiche linee di sangue “pure” Appaloosa, che ha attraversato nel 2012 il Kyrgyzstan, alla ricerca dei rimanenti cavalli di razza pura “Altai”, sopravvissuti allo scempio effettuato dal governo sovietico che aveva praticamente distrutto la razza. Raccogliendo il DNA di tali cavalli, ha dimostrato una stretta parentela genetica con i cosiddetti “foundation purebred “Appaloosa, e quindi asseverando l’ipotesi di una origine russa degli Appaloosa.


Probabilmente entrambe le ipotesi sull’origine sono vere, e i Nez Perce crearono una razza usando sia precursori spagnoli che russi. I Nez Perce si dimostrarono abilissimi allevatori, e selezionarono cavalli che eccellevano in resistenza, forza e docilità. Viaggiavano tra le montagne, quindi dovevano avere piede sicuro e la capacità di sopportare la fatica. Con estremo acume praticarono, unici tra le tribù americane, la selezione dei riproduttori, con la castrazione dei soggetti meno validi. All’arrivo della spedizione di Lewis e Clark, Meriwether Lewis il 15 Febbraio 1806 descrisse i cavalli dei Nez Perce come eccellenti soggetti, che non avrebbero sfigurato con i cavalli inglesi. La storia dei favolosi cavalli dei Nez Perce ebbe un tragico epilogo.

Con l’arrivo dei coloni europei, venne firmato un trattato nel 1855 che lasciava ai Nez Perce una buona parte dei territori originali. Ma come spesso avvenne, con la scoperta successiva dell’oro, il trattato venne unilateralmente modificato nel 1863 dal governo americano con la riduzione del 90% del territorio dei Nez Perce. Nel 1877 il generale Howard ordinò ai Nez Perce di lasciare i loro territori e ritirarsi nella riserva a loro destinata. Il capo Heinmot Tooyalakekt, più noto come Capo Giuseppe, rifiutò di ubbidire, e iniziò una lunga fuga con i suoi guerrieri, le donne e i bambini, con l’intento di raggiungere il Canada, distante 1400 miglia. La fuga fu possibile grazie alle eccellenti qualità dei cavalli, che permisero di sfuggire per mesi al generale Howard. Ci furono 8 battaglie, e sempre gli indiani ebbero la meglio.

Capo Giuseppe venne però raggiunto nell’ottobre 1877 a sole 40 miglia dal confine con il Canada, e dovette arrendersi. Dei circa 1000 cavalli restanti parte vennero confiscati dai soldati, parte vennero venduti ai coloni della zona e il resto vennero uccisi su ordine del generale Howard, per non lasciare possibilità ai Nez Perce di ritentare una fuga. Se non ci fossero stati i soggetti che alcuni appartenenti alla tribù riuscirono a portare in Canada, e i soggetti lasciati nella Wallowa valley dai Nez Perce che non avevano partecipato alla fuga, la razza si sarebbe estinta. I soldati obbligarono poi i Nez Perce ad incrociare i pochi cavalli loro rimasti con cavalli da tiro, in modo che ottenessero soggetti adatti al lavoro in fattoria, e questo ovviamente snaturò molto le originali caratteristiche di velocità e resistenza.


Il nome Appaloosa della razza dei cavalli maculati è molto più recente e deriva da una storpiatura del nome Palouse, fiume dell’Idaho, stabilito quando nel 1938 venne istituito il registro della razza. La storia dell’Appaloosa si incrocia poi con diversi altri registri, come il Foundation Purebred Appaloosa Registry, il Colorado Ranger Horse, il Pony of the Americas e, più recentemente, il Nez Perce Horse. L’Appaloosa Horse club e l’Appaloosa Horse Club of Canada Come si può immaginare, la dispersione dei cavalli dei Nez Perce e il loro incrocio indiscriminato con altre razze portò ad avere molti tipi di Appaloosa, con caratteristiche, morfologia e attitudini completamente diverse. Quando nel 1938 Claude Thompson e altri quattro allevatori decisero di rifondare la razza, e crearono l’attuale registro, si trovarono di fronte a un gruppo fondatore di soggetti molto eterogenei.

Da quel momento la selezione cominciò, considerando la razza come un registro aperto all’incrocio con diverse altre razze. Dapprima le razze ammesse furono 8, inclusi i Morgan, successivamente vennero ristrette a tre, il Purosangue inglese, il purosangue arabo e soprattutto il Quarter horse. Oggi ci sono Appaloosa che hanno al 99% genealogia Quarter e questo ha portato a definire la razza come il “vanishing breed” ovvero la razza che scompare, o il “ghost breed”, cioè la razza fantasma. La maggior parte degli allevatori infatti voleva, e ancora vuole, un cavallo che avesse le stesse funzioni del Quarter horse, solo colorato. L’Appaloosa Horse Club of Canada fu il primo a sottrarsi alla logica esclusiva dell’uso, e James Wyatt nel 1954 creò un registro differente, che ad oggi si autodefinisce come il registro dei veri Appaloosa. Anche altri gruppi negli USA, spesso in contrasto tra loro, hanno iniziato programmi di ripristino dell’Appaloosa originario, con il Foundation Purebred Appaloosa Registry o altri registri simili, ma con dispute e diatribe relative a cosa fosse effettivamente l’Appaloosa originario e quali precursori debbano considerarsi “Foundation Horses”.

L’esperimento più interessante è quello però fatto dai Nez Perce, con la creazione del Nez Perce Horse. Altri gruppi di allevatori hanno invece voluto esaltare le caratteristiche sportive per salto ostacoli e completo, e hanno fondato l’Appaloosa Sport Horse Association. Agli inizi degli anni 90’, un gruppo di allevatori americani, soprattutto provenienti dalla Pennsylvania e dalla California, sotto la guida di Mary Lou Wiskowski, hanno creato un registro per gli Appaloosa da salto, che ammetteva l’incrocio con i warmbloods, al fine di rendere sempre più performanti i loro cavalli. Gli Appaloosa più utilizzati a questo scopo furono quelli della linea di Wapiti, come Wap Spotted e Wap Spot 2, e l’ottimo completista Chockolate Confetti. L’Associazione si è dissolta nel 2013, per confluire nella American Warmblood Society, cioè il sella Americano. Questo connubio ha significato che gli Appaloosa di queste linee non fossero più considerati cavalli da ranch ma veri e propri warmbloods.

Per le foto dei cavalli Appaloosa si ringrazia AURIEMMA SHOW HORSES allevamento cavalli Appaloosa e Quarter Horse : www.auriemmashowhorses.com

Numero 2 Marzo / Giugno 2020

Nelle prossime pagine continua la storia delle razze maculate nel mondo

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