24/09/2010

RANCH CUTTING

Uno alla volta: ecco il terzo appuntamento con la tecnica
  • Uno alla volta: RANCH CUTTING

ccociE arrivati al lavoro con il bestiame : il Ranch Cutting.

Innanzi a tutto è d’obbligo morale e non di “moda” spendere due parole per un discorso etico legato al benessere animale. Siamo nel 2010 e il rapporto uomo animale deve essere salvaguardato nel senso dell’animale. Ogni attività con gli animali, gli stessi cavalli che si cavalcano o ancora  di più i vitelli o manzi che vengono spostati dai cavalieri, devono essere tratti in modo dignitoso e considerando il loro benessere. Ancor di più nel Versatility che celebra un concetto fondamentale la salvaguardia della redditività del “herd”, la mandria, che era l’unica fonte di sostentamento del ranch e quindi del cowboy. In Italia questo spesso non avviene, in special modo quando le performance sono legate al tempo.

Tutto può accadere perché i vitelli in effetti sono imprevedibili, ma deve essere gestito con intelligenza e con il “benessere animale” stampato a chiari caratteri nella propria mente. Nella mia esperienza di giudice internazionale ne ho viste di tutti i colori, dai vitelli che a Denver (USA) allo Stock Show, entravano in arena e con testa bassa caricavano il cavaliere, a vitelli che senza nemmeno iniziare il lavoro lasciavano la mandria e cercavano di scappare dalle recinzione cercando di saltarla, ma sono stati sempre gestiti con intelligenza e con conoscenza tanto che in quasi 20 anni di lavoro con mandrie, personalmente non ho mai assistito ad un incidente mortale o a uno che poi ha portato l’abbattimento degli animali, il massimo a cui ho assistito un paio di corna rotte da scaramucce tra vitelli. Ma una cosa mi è stata sempre cara nella mia mente: cercare di pensarli come “miei” animali e quindi tutelarli al massimo. Ma questo come detto sopra … è insito nel Versatility uno sport come diciamo noi da “real Cowboy”.

Il ranch cutting è cambiato, da una competizione frammista tra cutting attivo, working cowhorse e cattle penning si stà avvicinando sempre più al cutting classico, con il suo metro di giudizio, anche se sempre con la differenza che è tollerato correggere il cavallo e gestirlo con le redini, ma ha perso gli altri esercizi. Bene … male non posso giudicare ma sempre più il versatility stà divenendo una gara a se stante, diversa dalle altre per il suo lato “morale” e rievocativo della tradizione del cavallo da lavoro. Ma vediamo in breve come si svolge e svolgerà dal 2011 questa gara che forse è quella più modificata di quelle legate al versatility. Bisogna dire che un grande input per il cambiamento è stato dato dalla Stock Horse Of Texas che come associazione legata al lavoro con il bestiame, stà trainando settore, tanto da essere citata sul Rulebook della American Paint Horse Association come riferimento.

In un tempo massimo di 2 minuti, il binomio questa volta assistito da due turnback e due herd holder deve lavorare un massimo di 3 manzi di cui uno quello numerato che gli è stato sorteggiato.

Anche se non viene penalizzato per l’uso delle redini, viene premiato il cavaliere che non ne fà molto uso e che dimostra di poter gestire il cavallo, tenendolo il più possibile nel centro dell’arena.

Assomiglia molto al cutting normale? Forse si ma con le eccezioni di cui sopra, che stanno a significare il differente modo di pensare il cavallo e il lavoro.

Qui i consigli potrebbero davvero sprecarsi, ma uno su tutti, a mio avviso premia e crea la differenza: guardate la mandria, guardate come si comportano i vitelli, che per regolamento dovrebbero essere in misura tripla rispetto al numero dei concorrenti (un vitello numerato per concorrente  più ulteriori due). Dall’osservazione della mandria potrete verificare moltissime cose: il grado di reattività dei vitelli, quanto la presenza del cavallo li spaventa, come reagiscono attaccando o spaventandosi. Da qui si imposta la strategia di gara, si imposta la vicinanza del cavallo rispetto al vitello, il lavoro dei turn back etc. , pensando che poi dovete nel limite del tempo entrare nella mandria e prendere quello numerato, gestirlo e separarlo. Insomma fate come i veri “cowboy” facevano mentre dovevano far uscire dalla mandria i vitelli, per magari doverli curare, vendere o solo separare.

Responsabile formazione

Ferruccio Badi