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14 Febbraio 2026

Per millenni i cavalli hanno letteralmente portato il fardello dell’umanità

Ma qual’è il limite di peso trasportabile, e come questo influisce sulle prestazioni atletiche e sulla salute?

Avete provato a caricarvi recentemente sulla schiena lo “zainetto” di un adolescente? Gli studenti della mia generazione certamente si ricordano le cinghie per legare l libri: un paio di testi, due quaderni, e al massimo il tubo per i disegni per le lezioni di storia dell’arte. Uno studio del 2005, su un campione di circa 2000 studenti delle scuole medie inferiori ha rilevato valori fino a 16.5 Kg. Niente di sorprendente se gran parte dei ragazzi denuncia mal di schiena e difetti di postura.

ln risposta a tutto ciò alcune associazioni di medici e fisioterapisti hanno indicato nel 10% del peso corporeo il limite da non superare, raggiungendo il 15% in casi eccezionali. Se dovessimo estendere queste direttive al mondo equeslre, un cavallo di 500 chili non dovrebbe trasportare più di 50 o al massimo 75 chili. Da sempre i cavalli portano pesi ben maggiori, ma il fatto che questo avvenga spesso senza sforzo apparente, non significa che non si debba pagare un prezzo. ln Cavallo Magazine del giugno 2006 (n. 235) abbiamo sottolineato il fatto che la principale dote di un cavallo da sella deve essere la capacità di portare peso.

Abbiamo inoltre descritto le principali strutture anatomiche che, se attivate, permettono ai cavalli montati, non solo di non soffrire ma anche di produrre gesti di grande atletismo. Fermo restando il concetto che un ottimo assetto permette al cavaliere di essere solidale con la massa del cavallo, e di conseguenza di disturbarlo minimamente nei suoi movimenti, in questo articolo andremo a valutare i cambiamenti fisiologici, il costo energclico che influenza un cavallo caricato di peso.

Il peso infatti influisce sulla biomeccanica, sul metabolismo e sulla potenziale condizione fisica dell cavallo. Le considerazioni che faremo in seguito valgono ovviameme non solo per i cavalli sportivi, ma anche peri noslri amici usati nelle scuole o per le passeggiate. Cominciamo con il fare alcune considerazioni che ci aiuteranno ai centrare il problema:

1. L’altezza e il peso della popolazione media è in aumento;

2. L’uomo ha da sempre cercato di selezionare cavalli più grandi, cioè più idonei a trainare carichi pesanti o ai portare cavalieri con massicce armature. Ma abbiamo già visto In Cavallo Magazine cicl febbraio 2006 (n.231) come questo rende i soggetti meno forti, perché le sezioni ossee aumentano al quadrato mentre la massa aumenta al cubo;

3. Un cavallo in sovrappeso si trova già in una condizione di svantaggio perché deve trasportare massa non utile.


Quando il troppo stroppia

Ma esattamente quanto peso è considerato eccessivo? La risposta ovviamente è “dipende”, ma la consapevolezza del problema è gia un passo avanti per evitar situazioni al limite della telefonata a un’associazione per la protezione animali.

Tutte le creature in natura devono mantenere un perfetto equilibrio, e la selezione ha dimensionalo tutti gli organi, per esempio ossa e tendini con un coefficiente di circa 2. Questo significa che il margine di sicurezza per le emergenze deve essere per forza limitato, altrimenti costerebbe troppo, in termini energetici, trasportarlo. Quando un cavallo, che non è stato “progettato” per portare un cavaliere o per trainare una carrozza, deve essere montato o attaccato, deve proprio attingere al questa riserva, a questo coefficiente 2.

ln questo condizioni il metabolismo risulta aumentato. in modo direttamente proporzionale all’aumento di peso. Questo aumento metabolico dovrà essere preso in considerazione al momento di calcolare la dieta. Dobbiamo inoltre considerare che aumentando il peso aumenta la forza di reazione dovuta dall’impatto degli arti sul terreno (a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria). Dobbiamo ricordare che, per esempio al galoppo o alla ricezione di un salto, e un solo arto che riceve la massa totale. con sollecitazioni veramente notevoli. Studi recenti, condotti con un accelerometro collegato a un posteriore, e con una telecamera ad alta velocità, hanno dimostrato che è sufficiente un carico del 10% della massa corporea per ridurre la lunghezza delle falcate del 5%, ma soprattutto i piedi rimangono a terra per un tempo più lungo del 6%.

Questi adattamenti concorrono appunto ad aumentare le probabilità di infortuni riducendo proprio le forze di reazione. Queste forze vengono in gran parte assorbite dalle ossa e dai tendini: la quantità eccedente viene contrastata dall’azione eccentrica dei muscoli, quella situazione cioè dove un muscolo si oppone a una forza e anche se si sta contraendo si allunga, riducendo e annullando la forza che tende a farlo allungare. L’allenamento fa aumentare considerevolmente la consistenza delle ossa, sia aumentando la componente minerale, sia modificando le trabecole, vere e proprie lamelle simili a quelle dei legni compensati, rendendole più elastiche e resistenti.

L’allenamento riveste pertanto un ruolo fondamentale, aumentando la capacità di assorbire gli stress: un aumento del 10% può sembrare poca cosa, ma immaginiamo questo valore dopo 100 chilometri in una gara di endurance o in ricezione da un salto di due metri o durante il rush finale di un Gran Premio di galoppo. Non dobbiamo comunque pensare solo ai cavalli usati in gara in condizioni estreme, perche molti ca- valli usati da amatori portano abitualmente carichi molto pesanti.

Un carico eccessivo trasportato occasionalmente per una passeggiata di un giorno non procurerà nessun danno a un cavallo ben allenato, mentre un uso prolungato porterà quasi sicuramente a un danno cronico. Le indicazioni, maturate in secoli di esperienze, per l’uso di muli e altri animali da soma ha fissato in circa il 20% del peso corporeo il limito da non superare, anche se dobbiamo ricordare che l’utilizzo di questi animali avveniva soprattutto al passo.

Da sempre i paesi ippicameme progrediti hanno selezionato cavalli da sella di diversa mole, per essere utilizzati da cavalieri più o meno pesanti; basta pensare ai “destrieri” e ai “corsieri”, rispettivamente indirizzati alla cavalleria pesante o a quella leggera, o alle diverse categorie di Irish Hunter, divise in Light, Medium e Heavy in base alle percentuali di Purosangue e Irish Drought, le due razze impiegate per selezionare il cavallo da sella dell`isola di smeraldo. Da sempre sappiamo che il peso influenza il cavallo da corsa. tanto che un funzionario del Jockey Club, l’handicapper, stabilisce i pesi dei vari cavalli (l’handicap appunto), nel tentativo di equiparare le probabilità di vittoria, in base allo studio delle precedenti prestazioni in corsa di ogni cavallo.

La logica conseguenza di queste considerazioni e che solo una persona magra può montare; ovviamente questo non avviene, ma sarebbe già sufficiente che i cavalieri siano consapevoli del peso che stanno caricando su un cavallo. Se sapete di essere un po’ al limite, prendete in considerazione l’acquisto di una sella leggera. A questo riguardo ricordiamo che molti Quarter hanno dimensioni modeste, alcuni sono addirittura dei pony e l’uso delle selle americane, molto pesanti e che gravano anche sulle vertebre lombari, possono avere conseguenze molto serie. E cosa ne dite se il limite per montare un pony non fosse stabilito dall’età, come sancito dagli attuali regolamenti, ma dall’altezza e dal peso dell’allievo?

Fondatore, insieme a sua moglie Michelle Garavini, della BHS (British Horse Society), una Charity (strutturata in modo simile a una nostra Onlus) che si occupa di formazione: è la più grossa organizzazione al mondo in fatto di formazione equestre. BHS è delegata dalla Federazione britannica, la BEF, di occuparsi di formazione e qualifiche professionali.

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