Napoleone III Cavalli e Carrozze

Testo e foto di Andres Furger

Ci fa piacere informare i nostri lettori che Andres Furger, che tutti conosciamo ed apprezziamo come appassionato esperto del settore e autore di vari libri sulle carrozze e gli attacchi di tradizione, a breve, pubblicherà il suo nuovo lavoro su Napoleone III. Opera in 550 pagine arricchite con piè di 1000 fotografie. Eccone una breve recensione inviataci dallo stesso autore.

Sin dalla sua giovinezza in Svizzera, Luigi Napoleone Bonaparte si dimostrava un abile cavaliere e guidatore. Ad Arenenberg, sul Lago di Costanza, aveva una grande tenuta per diversi cavalli da attacco e una dozzina di cavalli da sella, tra cui arabi e andalusi. Durante i suoi soggiorni in Inghilterra, riferì del suo piacere di condurre cavalli audaci attaccati al suo Phaeton. Divenuto Imperatore, costruì, intorno al 1856, le più belle scuderie d’Europa e fu un immancabile promotore della carrozzeria francese. Per i suoi prestigiosi attacchi di gala, Napoleone III decise per la prima volta di prendere come modello il suo famoso zio, Napoleone I.

Le carrozze di quest’ultimo, nove modelli dorati con le loro imbragature, furono accuratamente restaurate per il matrimonio con Eugenia nel gennaio 1853 e per la processione dell’Incoronazione. Ulteriori ricerche su questo hanno portato a risultati sorprendenti. La famosa berlina “Le Sacre” dell’epoca di Carlo X fu modificata, servì come carrozza da matrimonio, poi fu trasformata in carrozza per l’incoronazione di Napoleone III. Importanti fonti scritte dimostrano che questa vettura, la più famosa in Francia, risale a Napoleone I, o più precisamente alla carrozza della sua incoronazione e del suo matrimonio con Maria Luisa. Sotto l’impero di Napoleone III, la vettura fu restaurata dal costruttore di carrozze Ehrler sotto l’egida del primo scudiero Fleury con, in particolare, l’aquila napoleonica sostituita nella parte anteriore. Queste scoperte sono possibili solo oggi per un considerevole ritardo nella ricerca su Napoleone III, i suoi cavalli e le sue carrozze. In effetti, finora ci siamo concentrati su epoche precedenti.

Come i suoi predecessori, Napoleone III amava apparire in sella nel suo ruolo di capo dell’esercito, ma gli piaceva anche passeggiare su una carrozza elegante con sua moglie. I nuovi grandi viali parigini e il parco urbano a immagine di un giardino inglese, come era diventato il Bois de Boulogne costituivano il teatro di queste uscite. Il tiro a quattro a la Daumont con cavalli inglesi era il favorito dell’imperatore. Per i suoi equipaggi, fece costruire a Parigi edifici che, oggi, molti visitano senza conoscerne il loro uso principale in passato: in effetti, alcune sale espositive del Louvre erano originariamente stalle, capannoni o giostre per nobili cavalli dell’appassionato monarca.

Questo libro è il primo tentativo di scoprire di più sui cavalli imperiali e le 300 carrozze delle scuderie imperiali. A tal fine vengono analizzate non solo testimonianze visive, ma anche illustrazioni del tempo e degli archivi del grande scudiero della casa dell’imperatore. Un capitolo è dedicato al fatto, poco noto, ma attestato, che il Presidente e Imperatore Luigi Napoleone Bonaparte contribuì in gran parte a far sì che la Francia, intorno al 1860, si mantenesse al passo con l’Inghilterra, nel settore della carrozzeria e che Parigi superasse addirittura Londra, e divennisse leader del mercato. Le fonti mostrano che dopo aver adottato lo stile inglese per le carrozze, la metropoli parigina lo nobilitò con “gusto francese”. Il Secondo Impero ebbe, quindi, un ruolo importante nello sviluppo del settore degli attacchi francese – da cui in seguito emerse l’industria automobilistica nazionale del XX secolo. L’ultimo capitolo ripercorre il lussuoso convoglio con cui l’imperatore entrò nei campi di battaglia nel 1870.

Comprendeva dozzine di carrozze attaccate a quattro e molti superbi cavalli da sella. Un’attenta ricerca sugli eventi di Sedan ha dimostrato che, all’indomani della battaglia, le carrozze con cui l’imperatore si unì al re Guglielmo I e a Bismark sono ancora identificabili. In seguito vennero trasferite in Belgio e Svizzera. Il castello della sua infanzia, Arenenberg, fu trasformato nel 1871 nel luogo del suo esilio. Fu lì, sulle rive del Lago di Costanza, che i suoi due cavalli preferiti, quattro cavalli da carrozza e parte della sua corredo di carrozze e finimenti furono inviati alla fine della sua prigionia in Germania.

Dopo la morte dell’ex imperatore nel 1873, la sua vedova Eugenia usò le carrozze durante i suoi soggiorni estivi ad Arenenberg. Nel 1906, alla fine donò proprietà, i finimenti e carrozze al Canton Turgovia. Fra le 300 vetture che un tempo appartenevano alle scuderie imperiali di Parigi, ci sono tre Baby car e nove carrozze di grandi dimensioni. Queste sono ora sparse in Francia, Belgio e Svizzera e possiamo scoprirle qui nel libro in tutto il loro splendore grazie a nuove fotografie. Questo lavoro non solo rivela i risultati ancora inediti di una ricerca approfondita, ma, grazie alle molteplici fonti, rende anche comprensibile questo nuovo aspetto del Secondo Impero finora poco considerato.



Più di 550 pagine con più di 1000 foto – Euro 78.00

Dalla fine di Agosto può essere ordinato via mail
andresfurger@gmail.com



GRUPPO ITALIANO ATTACCHI - Associazione Sportiva Dilettantistica
gruppoitalianoattacchi.it

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