28/09/2020

MA QUALE CERTIFICAZIONE DEL BENESSERE?

Tra CReNBA, Classyfarm, Regioni, industria della trasformazione


21/09/2020

I percorsi volontari di certificazione di qualità sono un valore di mercato.
Una delle certificazioni più richiesta è quella relativa al benessere animale. Il sistema di qualità per il benessere animale è stato approvato e definito nell’art. 224bis del decreto “Rilancio” n. 34 del 19/5/2020.
L’analisi della situazione attuale, le origini del sistema e del suo futuro.

 

IL PASSATO

Il Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale (CReNBA), oggi dismesso e confluito in Classyfarm aveva:

– allestito un disciplinare relativo alla verifica del benessere animale in allevamento
– erogato (venduto) formazione sul disciplinare in regime di esclusiva
– creato un elenco di ‘Veterinari Qualificati’, formati dallo stesso CReNBA, cui era demandata (in esclusiva) la valutazione del benessere animale in allevamento
– i risultati della rilevazione riassunti nelle voci della check list ritornavano al CReNBA per la loro elaborazione al fine di definire un coefficiente di valutazione del benessere
– la validità dello standard CReNBA è stata riconosciuta dal Ministero della Salute e dal MIPAAF che ha previsto e autorizzato l’informazione “Garanzia di benessere animale in allevamento valutato secondo lo standard del Centro di Referenza Nazionale
– il produttore interessato a certificare il Benessere animale e dichiararlo sui prodotti trasformati doveva predisporre un disciplinare di filiera volto a dimostrare la provenienza della materia prima esclusivamente dagli allevamenti valutati positivamente dal disciplinare CReNBA
– successivamente queste condizioni venivano verificate da enti di certificazione

Voci positive del sistema CReNBA: questa operazione ha contribuito a migliorare lo standard di benessere degli allevamentii contenuti culturali della valutazione sono conservati, le check list sono transitate dal vecchio sistema CReNBA al nuovo sistema Classyfarm

Voci negative del sistema CReNBA: i produttori o distributori interessati a certificare propri prodotti hanno formato propri collaboratori presso il CReNBA, o si sono rivolti a veterinari già formati, incaricandoli delle valutazioni di benessere negli allevamenti conferenti. La sintesi perfetta del conflitto di interessi. Chi ha interesse a certificare forma e/o contrattualizza i valutatori rendendo il sistema non credibile.

IL PRESENTE

Un grande passo avanti è stato registrato con il sistema pubblico Classyfarm, uno strumento di categorizzazione del rischio degli allevamenti, un big data diviso in 6 grandi aree, alimentato da:
– informazioni epidemiologico – sanitarie di più̀ banche dati ufficiali
– informazioni/dati raccolti dall’Autorità̀ competente nei controlli ufficiali
– informazioni/dati raccolti in autocontrollo, dal Veterinario Aziendale, definito dal Decreto del Ministero della salute 7 dicembre 2017 “Sistema di reti di epidemio-sorveglianza, compiti, responsabilità e requisiti professionali del veterinario aziendale”.
– tutti i soggetti pubblici e privati che intervengono nella valutazione non hanno rapporti   con i produttori che chiedono la certificazione
– tra le aree di valutazione di Classyfarm è presente quella del Benessere animale che utilizza check list già in uso nel sistema CReNBA, di fatto cessato
– tutti i medici veterinari liberi professionisti possono diventare Veterinari Aziendali semplicemente partecipando ad un corso di 16 ore, oggi disponibile gratuitamente via FAD, e iscrivendosi ad un elenco pubblico. Per agire nel sistema e compilare le check list del benessere dovranno formalizzare in Classyfarm il loro rapporto con l’allevatore  
– la carenza di Veterinari Aziendali ha indotto il Ministero a consentire l’accesso al sistema in via transitoria e fino al 31.12 2021 al “Medico Veterinario Incaricato con funzioni esclusive di valutatore per il benessere animale e la biosicurezza”. Anche il Medico Veterinario Incaricato per entrare in Classyfarm deve essere autorizzato dall’allevatore, ciò è possibile anche in assenza di formazione (ovvero di Corsi erogati da CReNBA o di Corsi per Veterinario Aziendale).    
– i produttori devono predisporre un disciplinare volto a dimostrare la provenienza della materia prima esclusivamente dagli allevamenti che hanno i requisiti previsti dal sistema Classyfarm
– successivamente la certificazione potrà essere effettuata da un Ente afferente al sistema unico di certificazione (Accredia) per quello schema, previsione assente nel sistema CEeNBA

Voci positive del sistema Classyfarm: 

– il sistema fa riferimento ad una valutazione complessiva dell’allevamento: solo l’allevamento con standard Classyfarm predefinito potrà ottenere certificazioni di qualità
– il concorso nella valutazione di elementi acquisiti in modo ufficiale ed in autocontrollo, terzi rispetto a chi chiede la certificazione, da credibilità al sistema
– tutti i medici veterinari aziendali entrano nel sistema, non esistono esclusive (non di formazione, non di erogazione dei servizi professionali, sono garantiti livelli di accesso e di conoscenza del sistema rispettosi dei ruoli pubblici e privati, locali e nazionali)
– le procedure di certificazione riconoscono un flusso corretto

Voci negative del sistema Classyfarm:

– non tutte le Regioni hanno promosso il sistema Classyfarm, preferendo continuare ad utilizzare propri sistemi informatici, o peggio utilizzando sistemi di rilevazioni del benessere diversi da CReNBA e Classyfarm
– i Veterinari Incaricati non hanno la possibilità di attestare azioni di cui non sono a diretta conoscenza, né è possibile chiedere loro la verifica della corretta tenuta delle scorte o notizie relative alla MSU e/o allo smaltimento dei morti
– aprendo la porta a veterinari diversi da quello Aziendale è ricomparso il problema precedente: i produttori usciti dalla porta sono rientrati dalla finestra e, nell’obiettivo di certificare le loro produzioni, affidano a Medici Veterinari Incaricati l’effettuazione di valutazioni del benessere negli allevamenti conferenti, spesso sostenendo direttamente i costi. Quando nell’allevamento non è stato formalizzato il rapporto allevatore- Veterinario Aziendale, il produttore (industria) si promuove l’utilizzo di un Medico Veterinario Incaricato spesso facendosi carico dei costi. Allo scopo quest’ultimo deve essere formalmente incaricato dall’allevatore per compilare le check list sul benessere e biosicurezza. In questo modo perpetuando la sintesi perfetta del conflitto di interessi e contestualmente vanificando gli sforzi per migliorare realmente il benessere animale e rendere credibile il sistema
– negli allevamenti meno virtuosi i Veterinari zooiatri non vogliono diventare Aziendali, e assecondano o promuovono il Medico Veterinario Incaricato in modo da evitare di formalizzare precarietà.



IL FUTURO

– il Ministero deve intervenire per pretendere il rispetto del progetto Classyfarm e rendere credibili i percorsi di qualità
– le certificazioni vanno regolamentate. La condizione che tutti certificano tutto, ognuno con proprio protocollo e non raramente per sentito dire toglie credibilità anche alle garanzie reali (es. un Veterinario Incaricato non può certificare la condizione di un allevamento antibiotic free con registro elettronico indisponibile). La certificazione non può essere un passaparola.
percorsi di certificazioni fuori dal sistema nazionale non devono avere valore  
– la produzione non deve intervenire in percorsi di inserimento dati e certificazione dei suoi prodotti
– le Regioni si devono adeguare al sistema di rilevazione nazionale in un Paese che, anche nella salute, è incapace di essere Paese
– i Veterinari Aziendali devono registrarsi nel sistema Classyfarm formalizzando i rapporti con gli allevatori, ciò impedirà sostituzioni
– oggi il parametro essenziale è il tempo ovvero l’impossibilità di aspettare e rimandare ancora e discutere sul “cosa fare” quando, invece, è da tempo che avremmo dovuto fare.