Legge delle filiere corte

Il sistema agricolo-alimentare produce reddito e occupazione ma, a causa della globalizzazione dei mercati e dei cambiamenti nelle preferenze dei consumatori per gli alimenti trasformarti e pronti per il consumo, utilizza una grande quantità di energia.

a cura di: Daniela Mulas

I sistemi agricoli e l’industria del cibo necessitano pertanto di introdurre innovazioni volte a limitare non solo i consumi di energia, ma soprattutto ad arginare l’impatto sull’ambiente anche in termini di emissioni di gas serra (30 per cento del totale delle emissioni a livello globale).

Appare poi di fondamentale rilevanza anche una maggiore considerazione per le risorse locali così da meglio rispondere alle richieste di sostenibilità sia energetica che ambientale da parte dei mercati nazionali ed europei.

Di qui la necessità di un nuovo sistema agricolo-alimentare capace di valorizzare lo sviluppo di filiere corte per consentire di diminuire i costi energetici ed ambientali associati alla produzione agricola, alla logistica del trasporto e alla distribuzione delle merci alimentari.

Il 26 giugno scorso, è entrata in vigore la Legge 17 maggio 2022, n. 61 (Norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero e di quelli provenienti da filiera corta) con la quale il legislatore ha introdotto alcune specifiche disposizioni funzionali volte a favorire il consumo e la commercializzazione dei predetti prodotti garantendo ai consumatori un’adeguata informazione sull’origine e sulle specificità degli stessi.

Tale iniziativa legislativa si muove nel solco delle raccomandazioni del Parlamento europeo che accoglie con favore la strategia “dal produttore al consumatore” (Farm to Fork in inglese) e sottolinea l’importanza di regimi alimentari sostenibili, sani e rispettosi degli animali per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo, anche in materia di clima, biodiversità, inquinamento zero e salute pubblica.

È evidente, dunque, la necessità di maggiore sostenibilità in ogni fase della filiera alimentare e come tutti – dall’agricoltore, al consumatore, ai professionisti impegnati nel settore – avranno un ruolo da svolgere in tal senso.

Negli ultimi decenni sono state pubblicate molte relazioni relative agli impatti negativi del nostro sistema alimentare sull’ambiente e sulla salute pubblica e sono state proposte diverse soluzioni pratiche e da opporre alle politiche che finora hanno sostenuto modelli agricoli dannosi per l’ambiente aprendo la strada all’importazione di prodotti non sostenibili.

Ma le proposte avute fino ad oggi, sia dalle politiche pubbliche sia dal settore privato, non hanno permesso di rispondere in modo adeguato alle sfide, tanto profonde quanto interconnesse, dei nostri sistemi alimentari.

Le soluzioni in atto non sono riuscite a conciliare i molteplici aspetti della sostenibilità (economici, sociali e ambientali) e spesso ne hanno privilegiato uno a scapito degli altri.

Esse non hanno che rafforzato la nostra dipendenza nei confronti di un modello di produzione agricolo e alimentare altamente specializzato, industrializzato, capitalizzato, normalizzato nonché mirato esclusivamente all’esportazione: un modello che genera sistematicamente impatti negativi ed esternalità.

Si è riposta fiducia nel cambiamento guidato dalla tecnologia, dal mercato e dall’industria, basato sulla capacità delle grandi aziende con catene di fornitura estese di raggiungere un gran numero di persone. Eppure, gli attuali incentivi per la conservazione delle risorse, la promozione della biodiversità, il sequestro del carbonio e la protezione della salute pubblica sono palesemente insufficienti per reindirizzare i percorsi di innovazione. Il ricorso all’autoregolamentazione in diversi anelli della filiera alimentare si è rivelato fortemente inefficace.

È necessario ora proporre misure concrete per ridefinire i nostri sistemi alimentari stimolando la produzione locale, la biodiversità, il miglioramento del benessere degli animali allevati.

Crediamo che la promozione delle filiere corte possa rappresentare uno dei passi verso il cambiamento ad un sistema alimentare sostenibile fondamentale per il futuro del Pianeta.



Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani. Per tutte le info visita il sito ufficiale: fnovi.it

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