08/10/2012

La preparazione psico-fisica del cavaliere

Spunti e consigli per una buona e corretta equitazione, tratti dal Manuale “L’Equitazione e i suoi segreti”
scritto da Piero Acquaro

Spesso nella disciplina dell’equitazione a differenza di altri sport si tende a dare meno attenzione al cavaliere, sebbene anche lui fa parte del binomio assieme al cavallo e deve essere un “atleta”.

Non a caso in alcuni concorsi di salto ostacoli si è presentato, a sorpresa, il furgoncino dell’antidoping del C.O.N.I. che a differenza dei controlli espletati normalmente dalla F.I.S.E. sui cavalli, ha iniziato ad effettuare i relativi prelievi ai cavalieri.

I risultati non sono stati piacevoli, anche perché se un maratoneta non assume un antinfiammatorio altrettanto dovrebbe fare il cavaliere, ma ovviamente per essere in buone condizioni fisiche ci sono delle regole da seguire.

Con certezza si è giunti alla conclusione che la performance del cavallo è palesemente influenzata dalla corretta alimentazione, preparazione atletica e psicologica del cavaliere. Infatti variazioni psico-fisio-patologiche sono alla base per una corretta gestione del cavallo in sella, oltre che di se stessi.

Ogni attività sportiva a seconda delle sue specificità viene inserita in una classificazione fisiologica. L’ equitazione non è considerato uno sport “aerobico” come ad esempio il canottaggio, sci, jogging e nuoto, in quanto l’impegno del cavaliere non sollecita a sufficienza il sistema cardiocircolatorio.

Effettivamente è difficile avere il “fiatone” a cavallo, 4 ore di corsa non sono come 4 ore di attività equestre, ma in ogni caso la muscolatura -anche in sella- dovrà restare in esercizio e con una elevata concentrazione ed attenzione. L’equitazione è tra gli sport che prediligono la “destrezza”, essendo una capacità importante per affinare il senso dell’equilibrio e della coordinazione neuromotoria.

Per affinare le doti di destrezza il cavaliere deve, attraverso un addestramento lungo e complesso, trasformare dei movimenti dapprima volontari in automatismi, che gli consentano di stare in sella con una certa disinvoltura e di adattarsi alle diverse situazioni dinamiche equestri.

L’equitazione è una disciplina nella quale l’impegno muscolare del Cavaliere/atleta al fine di una corretta postura non è trascurabile.

Per mantenersi in assetto con il cavallo in movimento ed in condizioni imprevedibili come in gara, il cavaliere impegna grandi gruppi muscolari come i muscoli dell’addome, i paravertebrali dorso-lombari, i glutei, i flessori ed estensori della coscia e gli adduttori degli arti inferiori, da cui si desume che cavalcare comporta un notevole impegno fisico.

Le misurazioni della frequenza cardiaca e della lattacidemia effettuate in un C.C.E. (concorso completo di equitazione) hanno dimostrato un incremento della frequenza cardiaca nel cavallo e nel cavaliere durante varie prove, ed il raggiungimento di elevati valori di frequenza cardiaca nelle fasi con un impegnativo “gesto atletico cavallo-cavaliere”, la cui durata su può protrarre anche oltre 10 minuti.

Quindi il cavaliere non è un semplice passeggero, ma durante l’attività equestre realizza un intenso impegno cardiaco e metabolico.

Il Manuale di Piero Acquaro contiene una prefazione firmata da Mogol, ed  ha ricevuto gli auguri dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri; si tratta di un documento completo sul mondo equestre nel suo complesso, acquistabile al seguente link:

https://www.nonsolocavallo.it/prodotto/lequitazione-suoi-segreti-manuale-didattico/11916