18/06/2013

La passione non conosce crisi


Il clima è mite, le giornate si allungano regalandoci preziose ore di luce nel tardo pomeriggio: l’estate è alle porte, con le belle giornate di sole e con tutta la sua carica d’energia e di voglia di vivere. Qualcosa però quest’anno è diverso, e molte persone si ritrovano disorientate nello scoprire che non possono vivere la loro passione, seguendo l’inizio delle corse ippiche all’ippodromo di Varese.

Cavallo



Purtroppo sembra infatti che il calendario corse non solo sia slittato, posticipando l’inizio delle corse a data da definirsi, bensì sia tutto il meccanismo ippico ad essere stato risucchiato nella crisi che colpisce oramai tutti i campi della vita del paese, impedendo agli abituali amanti dello straordinario mondo ippico di vivere la loro passione.


Se negli anni passati la stagione delle corse all’ippodromo di Varese era un evento che vedeva il suo inizio a giugno, quest’anno l’Unire ha segnalato un ritardo sul calendario. Pertanto, l’avvio della stagione potrebbe attestarsi tra luglio e agosto e le corse avrebbero cadenza bisettimanale.


La crisi sembra determinata da una mancanza di fondi che sarebbero serviti a ripristinare l’impianto d’illuminazione, oramai obsoleto ma indispensabile, così come l’impianto d’irrigazione. Inoltre, mancherebbero le risorse anche per la manutenzione dei campi in erba e sabbia.


Unica alternativa sarebbe quella di realizzare un calendario corse pomeridiano, togliendo la magia delle corse notturne, fatte di suspense e momenti da condividere con la famiglia e gli amici: liberi dagli impegni di lavoro e della vita quotidiana, tutti potevano godere di questo spettacolo unico.


Dopo la chiusura del trotto a Milano San Siro, si era prospettata la possibilità di ospitare le gare a Varese, grazie ai finanziamenti di una cordata che avrebbe potuto rinnovare la struttura e rilanciare l’impianto, riportandolo agli splendori del passato. Questo avrebbe inoltre fatto gravitare su Varese un numero ben maggiore di persone tra addetti, professionisti e fruitori, con un ritorno a cascata su tutto il sistema non solo a livello economico ma anche turistico. Non è da dimenticare inoltre che l’ippodromo di Varese vanta sia la pista in erba che in sabbia e pertanto si presta ad accogliere gare di ogni tipo.


La tradizione ippica a Varese è molto radicata e supportata da scuderie di alto livello, costrette ad oggi a lunghe trasferte per gareggiare in altri ippodromi dove far valere l’onore e permettere ai propri esemplari di sfogare tutto il loro  talento.


È davvero un peccato per la città di Varese vedersi rubare il futuro ippico, avendo così tante potenzialità e risorse.


In un momento storico così complicato da aver abituato gli italiani ai sacrifici, una forte voce di tutti gli appassionati dell’ippica, siano essi non solo allenatori e proprietari ma anche semplici spettatori e giocatori, vuole gridare e ricordare che non sono disposti a rinunciare alla passione, l’unica che innalza gli spiriti e se non conduce alla gloria quanto meno la fa sognare. Non toglieteci i sogni.