31/03/2010

In occasione della pianificazione degli eventi in programma a Roma Cavalli incontriamo il prof. Paolo Pignatelli, veterinario



Organizzatore con Olosmedica di una tavola rotonda per celebrare il bicentenario della nascita dell’Omeopatia dal tema “Omeopatia… parliamone!”, che si terrà a Roma il 10 aprile fra gli eventi programmati da RomaCavalli



Caro professore, so che da diversi anni si occupa di medicine non convenzionali (MNC), sia in medicina umana, sia in medicina veterinaria e fra le sue pubblicazioni mi risulta che sull’argomento, proprio per i veterinari, abbia pubblicato anche dei testi, mi risulta anche che ricopra la carica di Vicepresidente di Olosmedica, un’associazione scientifica che si occupa di MNC, ciò premesso, mi consenta di porle una prima domanda: perché un veterinario dovrebbe “passare” dalla Medicina convenzionale alle MNC?

R: “Un veterinario che si dedica in tutto o in parte alle MNC resta sempre un professionista della salute o come oggi si preferisce dire, del welfare. Non abiura nulla di quanto appreso nelle aule dell’università, negli ambulatori, nei mattatoi, nelle stalle, ecc. ma arricchisce il proprio corredo professionale di nuovo sapere scientifico, allarga le sue competenze professionali ad altri settori, riscopre la “natura” della medicina ed un diverso approccio con l’animale ed il mondo che lo circonda. Le MNC offrono la possibilità di affrontare le patologie degli animali d’affezione e da reddito con un armamentario in parte nuovo, ma sicuramente più naturale, con basso o nullo impatto ambientale e con il problema dei residui nei derivati alimentari praticamente azzerato. Passare alle MNC richiede, oltre all’acquisizione delle nozioni tecniche specifiche, anche un cambio di mentalità. Innanzitutto occorre imparare a guardarsi dentro con umiltà, liberandosi dai pregiudizi, per poi passare all’animale singolo o gruppo che sia, cercando un approccio nuovo che consideri l’animale “nel suo insieme”, come e perché è collocato nell’ambiente che lo circonda, ed infine creando un rapporto basato sulla reciproca fiducia con l’allevatore e/o proprietario.

Sul piano dei risultati, anche negli interventi da ultima spiaggia, le MNC hanno scientificamente dimostrato che è possibile ottenere, se ben impiegate da professionisti esperti e qualificati, risultati anche superiori a quelli mediamente ottenibili con la medicina convenzionale. Va sempre precisato che le MNC non sono la panacea di tutti i mali e che il professionista deve conoscere i limiti della medicina che sta impiegando e quindi non insistere nell’ortodossia. Il ricorrere anche alla medicina convenzionale, quando è necessario, non deve essere vissuto come debacle o rinuncia, ma come un atto di responsabile conoscenza dei propri limiti nell’interesse dell’animale, del proprietario ed anche personale”

E… per completare l’argomento le chiedo; quali sono le principali motivazioni per una scelta così importante ed innovativa?


R: “Innanzitutto perché non è soddisfatto dei risultati della medicina ufficiale. Molte volte il farmaco è peggiore del male (per esempio: il cortisone nei trattamenti prolungati). Ma soprattutto perché trattasi di una scelta decisamente impegnativa e sempre più affascinante, con la consapevolezza di acquisire un bagaglio terapeutico più vasto di quanto verificato con l’applicazione della medicina convenzionale. Inoltre, perché non è soddisfatto di utilizzare protocolli di cura troppo uguali per le diverse patologie, capaci talvolta di istaurare trattamenti automatici da essere applicati, senza il suo concorso, dai suoi aiutanti, se non addirittura dall’allevatore (il malaugurato fai da te). Altra ragione; perché lui stesso si cura o si è curato con la MNC e desidera sperimentarla anche sugli animali, oppure perché la ritiene una nuova nicchia professionale caratterizzata da minor concorrenza ed infine non dimentichiamoci che può essere vissuta come un’opportunità per distinguersi (sic!) e/o perché fa chic e/o trendy”.

Prima di passare ad alcune domande più attinenti all’evento, del quale abbiamo pubblicato il programma in altra pagina di questo portale, la prego volerci dire due parole su Olosmedica, le sue finalità, cosa sta facendo e cosa ha in programma?


R: “Olosmedica è l’acronimo dell’Associazione Scientifica Internazionale di Medicina Tradizionale, Complementare e Scienze affini; l’associazione ha sede in Saronno (VA), il suo sito web è www.olosmedica.it. Nasce nel 2006, come Associazione scientifica no profit appartenente alle Associazioni di Promozione Sociale. Scopo principale di Olosmedica è quello di dare, attraverso convegni, conferenze, tavole rotonde, corsi di formazione, pubblicazioni, articoli, interviste, ecc. risposte a medici, veterinari, farmacisti ed a tutti coloro che si rivolgono alla MNC relativamente a motivazioni salutistiche, tecnico-scientifiche, ambientali ed economico-commerciali. In buona sostanza, ponendosi sopra le parti, intende promuovere la cultura delle MNC a tutti i livelli, pubblici e privati e compito ancora più ambito, realizzare un sereno confronto fra gli attori delle varie medicine convenzionali e non, enfatizzando i punti in comune ed avvicinando le parti a soluzioni comuni per quelli contrastanti favorendo la collaborazione e non la contrapposizione. A testimonianza di questo impegno ricordiamo che Olosmedica ha già realizzato in prima persona con l’Università di Milano un convegno nazionale, con vari comuni della Lombardia e con varie organizzazioni culturali e scientifiche 8 Tavole Rotonde, 2 Corsi di Formazione e 10 Conferenze, a queste va aggiunta la collaborazione organizzativa, in ambito nazionale, con varie soggetti del settore per la realizzazioni di eventi scientifici sulla MNC. Olosmedica è aperta a medici, veterinari, farmacisti ed a tutti coloro che si riconoscono negli scopi e finalità della stessa e ne accettano lo statuto.
Per il prossimo futuro, oltre a continuare la strada già collaudata in questi anni per quanto riguarda la formazione e l’informazione, desideriamo organizzare una serie di eventi per celebrare degnamente il bicentenario dell’Omeopatia e l’evento romano è solo un’anticipazione. Riteniamo che sia il modo migliore per dare un ulteriore contributo alla conoscenza ed alla diffusione delle MNC in generale ed alla Omeopatia in particolare. Abbiamo fatto dell’antico adagio:- chi ben semina, ben raccoglie – il nostro modo di operare, continueremo così e i buoni frutti certamente non mancheranno”.

Prima di chiudere questa parte della nostra intervista, che potremmo definire introduttiva, le chiedo di sintetizzarci: quanti italiani utilizzano le medicine non convenzionali (MNC) e di quale tipo, principalmente?


R: I dati ufficiali, cioè quelli dell’Istat sono riferiti al 2005 e ci dicono che il 13,6% della popolazione italiana, circa 8 milioni, dichiara di aver utilizzato medicine non convenzionali nei tre anni precedenti. Il quadro fornito da altre fonti è decisamente diverso. Secondo un’indagine di Demoskopea per AGR (maggio 2006), quasi il 36% degli italiani ricorre alle MNC e circa 11 milioni di persone (± 18%) ricorrono alla Medicina Omeopatica (EURISPES, Rapporto Italia, 2006). In Europa sono oltre 70 milioni (ai primi posti Francia e Germania) ed oltre 300 milioni nel mondo (USA in testa). Considerato che l’uso delle MNC da parte degli italiani continua ad avere un trend positivo del 4-5% annuo ed in particolare quello dell’Omeopatia del 6-7% è facile stimare che l’argomento interessi almeno 24 milioni di italiani. Questo non vuol dire che oltre un terzo della popolazione italiana ha abbandonato la medicina tradizionale o allopatica, la maggioranza di queste persone le usa entrambi, naturalmente con un mix molto variegato influenzato da numerose variabili (cultura, tipo di vita, tipo di lavoro, sensibilità ai problemi ecologici, possibilità economiche, ecc.)

Quindi l’Omeopatia si pone al primo posto seguita dalle altre, può precisarcelo?


R: Fatto 100 la citata percentuale, secondo recenti stime, l’Omeopatia detiene il 33,8%, i Trattamenti Manuali (Shiatsu, Stretching, Chiropratica, vari tipi di Massaggio, Osteopatia, ecc.) il 28,9%, la Fitoterapia il 19,8%, l’Agopuntura l’11,9%, gli altri il 5,6%.

Quanti professionisti, medici, odontoiatri, veterinari e sanitari non medici, si dedicano a questo settore?


R: Sono moltissimi, molti di più di quanto l’uomo della strada s’immagina. Molti professionisti, diplomati o riconosciuti “esperti” per avere frequentato una o più scuole specialistiche, in una o più delle citate discipline, vi si dedicano a tempo pieno e possiamo stimare, per difetto, che circa 8000 fra medici ed odontoiatri e oltre 1000 veterinari siano omeopatici. Quindi, se facciamo le debite proporzioni con le altre MNC, di cui non si possiedono dati aggiornati, possiamo stimare che il numero dei citati professionisti coinvolti superi i 20.000. A questi va aggiunto un numero rilevante di professionisti prescrittori di MNC non coinvolti a tempo pieno e che alle stesse dedicano percentuali diverse della loro attività di sanitari. Professionisti che credono nelle potenzialità della MNC, ma che preferiscono tenere i piedi in due staffe e spesso la prescrizione di un prodotto o di un trattamento appartenente alle MNC è dettata più dalle insistenze del paziente che da intima convinzione. Attualmente, quindi, possiamo affermare che, pur con molto ritardo, l’Italia in questo campo si sta avvicinando ai partner europei che da molto più tempo hanno introdotto le MNC nel loro sistema sanitario fino a prevedere anche il rimborso delle spese sostenute per le stesse”.

Avviandoci alla conclusione del nostro incontro vorrei ritornare sull’evento romano e chiederle: perché nel programma oltre al cavallo avete inserito anche gli animali da compagnia?


R: L’Omeopatia trova applicazione in tutti gli animali, sia sul singolo soggetto sia su gruppi di animali (stalla, basta, mandria, gregge, ecc.) e praticamente su quasi tutte le patologie. Quindi fare una distinzione fra animali da reddito e animali da compagnia nell’utilizzo dell’Omeopatia sarebbe fuori luogo. Trattandosi però di un evento celebrativo di una particolare ricorrenza, il secondo centenario della nascita dell’Omeopatia, che si tiene nell’ambito di una Fiera dedicata al Cavallo, abbiamo ovviamente ridotto gli interventi ad una sola categoria di animali, quelli da compagnia inserendovi, anche se con un po’ di forzatura, il cavallo, che per me comunque rimane soprattutto un animale da compagnia. Tengo a sottolineare che le relazioni, tenute da esperti professionisti, avranno soprattutto una valenza pratica con la descrizione e discussione di numerosi casi clinici. Ritengo quindi che trattasi di un evento da non perdere e che possa dare ai partecipanti moltissime risposte a problemi che riguardano i nostri amici a quattro zampe.



Eleonora Origgi
Fonte: Redazione il Portale del Cavallo