04/04/2013

In mostra a Ginevra un cavallo morto: ed è subito scandalo!


Come la morte può dare spettacolo.

A testa in giù. Supportato da due cinghie. Il lavoro di Maya Bösch e Régis Golay è impressionante. Una pensilina è stata trasformata in galleria, e ospita un cavallo morto che scandalizza i visitatori, suscitando stupore o ammirazione. Come rivelato da Tribune de Genève, “l’opera d’arte” resterà appesa fino a giugno.

Ma gli autori si difendono dalle accuse di provocazione gratuita. “Siamo consapevoli che questa parte può suscitare forti reazioni soprattutto a bambini e vegetariani” . “In un altro contesto, per esempio in un macello, sarebbe una banalità assoluta. E’ questa contestualizzazione che apre una complessità di significati e crea problemi, e, infine, il dibattito. Il gruppo nega di voler provocare per provocare. Il nostro vero obiettivo è lanciare degli artisti. Per contro, il luogo dell’esposizione ha la particolarità di essere completamente trasparente ed essere situato al centro di Ginevra. Questo luogo è ovviamente sovraesposto e mette a nudo tutti: artisti, spettatori volontari e involontari “.

 Peter Keller, ex direttore della Scuola di Arte e Design di Losanna (ECAL), sostiene di utilizzare l’animale come un materiale. Tutto è possibile, finché funziona e serve a far passare il messaggio. “Reazioni “molto emozionanti” ha commentato Charlotte Moser, direttore di una galleria d’arte contemporanea a Ginevra. Secondo lei gli animali sono,  insieme ai bambini, due soggetti che l’arte usa per smuovere le coscienze.

E questo cavallo, allora che cosa ci fa pensare? “Per gli artisti, il cavallo rappresenta tutte le battaglie  dei caduti, soprattutto quelli dimenticati” fanno notare da Zabriskie Point