Il più iconico Mail Coach ancora esistente: Mark Broadbent ne racconta il restauro

Per gentile concessione di Carriage Driving, articolo pubblicato sul numero di Gennaio 2020. www.carriagedriving.com – Photo credits: Tom Askew-Miller. Stampa https://www.bonhams.com/auctions/18103/lot/251

Mark Broadbent mostra orgoglioso il Mail Coach “Quicksilver”
restaurato presso il Fenix Carriage Workshop, nel Devon (GB).

All’inizio del 2018 Carriage Driving fece visita a Mark Broadbent presso la Fenix Carriages, nel Devon (UK). Durante quella visita, Mark presentò le prime fasi di un progetto di restauro a cui stava lavorando, uno dei progetti più importanti che avesse mai intrapreso. In questo articolo, per cortese concessione di Carriage Driving e grazie all’editore Georgie Green anche i nostri lettori possono scoprire di più su questa avventura epica di restauro.

Stampa a colori di C. Hunt da un dipinto di James Pollard, XIX sec.”
Il Quicksilver passa The Star e Garter verso il Kew Bridge.”

Si tratta del restauro del Mail Coach numero 209,  di Vidler, il più iconico Mail Coach ancora esistente.

Una volta trasportava posta e importanti documenti navali da Devonport a Londra. Così leggendario, che fu chiamato Quicksilver, per via della velocità del servizio postale fornito, il più rapido nella consegna di qualsiasi altro. Rinomato per essere veloce ed efficiente, si diceva che mentre attraversava le città, la gente poteva regolare l’orologio: insomma questo coach  aveva svolto un ruolo importante nel servizio di consegna della Royal Mail.

Sembra impossibile a dodici mesi di distanza riconoscere lo stesso veicolo, [qui sopra nella foto] che era stato presentato in quella prima visita nel 2018 con il telaio posteriore spoglio e sverniciato e con alcune delle sue parti mostrate in lavorazione presso il Fenix Carriage Workshop. Ammirando il coach oggi [e i delegati GIA all’Assemblea AIAT poche settimane fa hanno avuto l’opportunità di farlo], è impossibile non essere pieni di emozione per la trasformazione davvero mozzafiato. Qui ne raccontiamo il completamento, sapendo che non è stato solo un progetto di restauro, ma anche un progetto di conservazione e di ricerca. Sarebbe stato troppo semplice limitarsi ad osservarne il

framework e ricostruirlo come per imitazione: questa non era certo un’opzione per Mark Broadbent, non è il modo in cui lui si occupa delle cose. Mark era determinato ad utilizzare il più possibile le parti originali del coach e, quindi, ricercare e ricreare scrupolosamente il resto come era al suo primo avvio su strada.

Mark Broadbent si appresta all’impegnativo e meticoloso restauro:
dalla revisione della struttura, alla verniciatura,
al ripristino degli stemmi e degli interni.

È difficile immaginare da dove Mark abbia iniziato, è interessante scoprire il volume di lavoro realizzato, non semplicemente rifilare gli angoli e sostituire completamente le parti danneggiate, perchè ancora una volta, questo non è nella natura di Mark Broadbent, un uomo che crede nell’accuratezza, nell’attenzione ai dettagli e nell’autenticità. Ogni centimetro di questo bellissimo Mail Coach è stato amorevolmente riportato al suo antico splendore. È possibile, allora, capire l’entusiasmo e la passione che Mark ha avuto ed ha per questo coach e per la sua storia. Ricordando che il trasporto di posta in Mail Coach venne superato dall’avanzata delle nuove ferrovie, Mark sottolinea che i coach  ormai superflui vennero per lo più distrutti, anche se alcuni furono raccolti egestiti da appassionati di coaching. Lui sapeva che il Quicksilver  era sopravvissuto, ma riuscire a trovare questo coach  “scomparso” era difficile. Nel dicembre 2015, riapparve presentato ad un’asta di carrozze d’epoca da Bonhams [Londra]. Mark sapeva che questa era l’occasione per realizzare un sogno, ma dovette agire rapidamente per impedirne la vendita all’estero.

Contattò l’amica e collega appassionata di coach Portia Kennaway , che possiede una collezione di carrozze storiche, che Mark le aveva tempo prima restaurato. Portia era d’accordo sul fatto che il coach dovesse essere salvato. Quindi, quando il martello ne battè l’acquisto, Portia Kennaway diventò il nuovo proprietario del leggendario Quicksilver . Mark Broadbent quindi iniziò il lungo compito di riportare lo storico veicolo al suo stato originale. Una volta rientratoal Fenix Carriage Workshop., [dove ha il suo Atelier di restauro] la realtà del progetto divenne evidente. La filosofia di Mark è semplice: conservare dove possibile e ripristinare e ricostruire dove necessario. Il piano era di rimettere in sesto il Quicksilver fino in fondo e, quindi, il lavoro doveva essere di livello tale da renderlo possibile. Questo sicuramente non era un progetto di restauro museale, finalizzato alla sola visualizzazione del pubblico, ma il coach doveva essere strutturalmente in ottimo stato, essere fedele alle condizioni originali, dall’interno alla vernice – tutto doveva essere perfetto e in grado di riprendere la strada ancora una volta. Per Mark, un incontro con David Honor, che aveva trascorso una vita a ricercare e studiare Vidler , si rivelò prezioso per scoprire fatti e informazioni documentati da