Il governo aprirà la caccia al lupo: il depotenziamento della loro protezione a livello europeo è stato pubblicato in gazzetta ufficiale 

LAV: li vogliono ammazzare perché gli allevatori non usano le dovute recinzioni ma noi siamo pronti a impugnare ogni atto di ministeri e regioni che dovesse decidere l’uccisione anche di un solo lupo! 

Con un Decreto del Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin, sotto la regia del Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, pubblicato nell’ultima Gazzetta Ufficiale, è stato recepito nel Decreto del Presidente della Repubblica 357 del 1997 il depotenziamento della protezione dei lupi, delineato con la modifica della Direttiva Habitat dell’Unione Europea lo scorso giugno. Si potranno quindi attuare “piani di gestione” di questi animali, così, secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), già quest’anno i cacciatori potrebbero uccidere fino a 163 lupi. 

“Si tratta di un atto violento e intollerabile che dopo decenni di protezione manderà a morte i lupi solo perché gli allevatori non vogliono proteggere adeguatamente gli animali allevati e destinati da loro alla produzione e alla morte – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della LAV – ma la responsabilità è anche delle Regioni che non hanno mai realizzato alcuna iniziativa per favorire la convivenza pacifica tra i lupi e i cittadini, gli animali quindi saranno uccisi per la colpevole sciatteria delle nostre Istituzioni e dare una nuova specie animale in pasto ai cacciatori”. 

Nonostante la compatta opposizione della comunità scientifica internazionale e l’assoluta contrarietà dei cittadini italiani, secondo tutti i sondaggi, a questa politica lupicida, il Governo non ha voluto mantenere il massimo grado di tutela possibile per i lupi che vivono sulla penisola e pur avendo tempo fino a un anno e mezzo per implementare la direttiva di Bruxelles, l’Europa tanto odiata a parole, ha impiegato, poco meno di sei mesi per mettere nero su bianco il via libera alla caccia a questi animali.  

Eppure, il dettato della nostra Costituzione, che dal 2022 ha innalzato la tutela dell’ambiente e degli animali a principio fondativo dell’ordinamento nazionale, avrebbe dovuto vincolare il Governo a discostarsi dalla becera campagna d’odio contro i lupi che ha contagiato l’Europa. Invece, come c’era da aspettarsi, l’attuale classe politica ha dato l’ennesima conferma della sua sudditanza all’irrisoria minoranza di cittadini rappresentati dalla lobby venatoria e allevatoriale, approvando un decreto antidemocratico e antiscientifico solo per racimolare qualche misero voto in più da allevatori e cacciatori. 

Ad ogni modo, finché la Legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici, la n. 157 del 1992, continuerà a offrire una “protezione particolare” ai lupi italiani, la sete di sangue dei cacciatori dovrà aspettare. Purtroppo, le minime tutele offerte da questa Legge attualmente sono sotto attacco dal Disegno di Legge “sparatutto” fortemente voluto dal Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, nei cui emendamenti nelle Commissioni al Senato è già stato proposto da parlamentari della maggioranza, l’abbassamento della protezione dei lupi.  

Ammazzare i lupi non è solo un atto moralmente indegno e che confligge con la Costituzione, ma non serve nemmeno a diminuire le loro predazioni sugli animali allevati, come già accertato dalla comunità scientifica in tutto il mondo. Sono invece gli allevatori ad essere obbligati a proteggere i loro animali, ai sensi del Decreto Legislativo n. 146 del 2001 che ha recepito in Italia la Direttiva 98/58/CE dell’Unione Europea, e l’unico modo per ottemperare a tale dovere comunitario e nazionale è di implementare misure preventive incruente, come le recinzioni elettrificate, la cui validità è scientificamente comprovata. 

Gli sforzi fatti finora dalla LAV a livello nazionale ed europeo per mantenere il massimo grado di protezione dei lupi, ma anche per dare voce alla stragrande maggioranza dei cittadini italiani da sempre contrari alla loro uccisione e alla comunità scientifica, bloccando questa indegna deriva lupicida delle Istituzioni purtroppo non hanno consentito di scongiurare il rischio di uccisioni. 

“Ad ogni modo, la nostra battaglia per la vita e la libertà dei lupi non si è assolutamente conclusa, non solo ci opporremmo con ogni mezzo possibile alla revisione della Legge sulla tutela degli animali selvatici, ma anche faremo ricorso alla giustizia amministrativa per impedire l’attuazione di ogni provvedimento di uccisione che dovesse essere approvato da qualsiasi Regione – conclude la LAV.” 

Valentina Faraone

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