Tra i numerosi carrozzieri del quartiere della Madeleine, si distingue una delle più celebri e produttive case di Parigi: la casa Binder, «famiglia il cui nome, antico e mai offuscato, ha contribuito in modo eminente a far apprezzare in tutto il mondo le qualità della carrozzeria francese» (Henry Labourdette: «Discorso del 28 giugno 1908 agli allievi dei corsi professionali della camera sindacale della carrozzeria», Le Guide du carrossier, 1908, n. 304).

Questo nome è il più conosciuto della carrozzeria francese, poiché si è distinto per quasi un secolo e mezzo (dal 1804 al 1939) per una produzione molto abbondante e di qualità irreprensibile. Era punto di riferimento in materia di alto lusso: “un Coupé era degno di essere offerto da un uomo di mondo alla propria amante solo se usciva da casa Binder”, assicura Alexandre Dumas figlio ne La signora delle camelie (1852). All’Esposizione Universale di Parigi del 1867 questa notorietà viene confermata dalla critica, che saluta i fratelli Binder come «i principi della carrozzeria».
Alla fine del secolo, la casa Binder gode ancora della migliore reputazione: «a Parigi, per ottenere vetture eleganti e corrette, di costruzione e finitura irreprensibili, bisogna rivolgersi a Binder Aîné» (Loncey, H.-V. de: L’écurie de Maître. Guida pratica per la cura dei cavalli, delle bardature e delle carrozze, Parigi, s.d.).
Il fondatore di questa celebre casa, di origine austriaca, si stabilisce a Parigi come carradore nel 1804. Nel 1817 si insedia in rue de la Paix come sellaio. Nel 1820 apre un laboratorio di carrozzeria in rue d’Anjou. La qualità delle sue realizzazioni gli vale rapidamente il favore delle alte sfere aristocratiche: dal 1826 al 1830 è carrozziere del re Carlo X. Tra i suoi clienti annovera numerosi stranieri, come il principe Aldobrandini, per il quale realizza nel 1828 un Mail-phaéton, «nuovo genere di vettura molto in voga tra quegli amatori che amano guidare personalmente» (Le Journal des Haras […], tomo I, settembre 1828). Nel 1845 cede l’impresa ai suoi due figli, Charles e Henry. La Maison Binder si distingue allora sotto le ragioni sociali Binder Frères (a partire dal 1846) e Henry Binder (1862-1914).

Per l’incoronazione mancata del conte di Chambord come re di Francia con il nome di Enrico V, nel 1873, essi realizzano le carrozze di gala destinate all’ingresso solenne del futuro sovrano nella capitale.
Cinque di esse sono conservate nel castello di Chambord. Nel 1862 Henry Binder creò il proprio marchio in rue d’Anjou, per poi stabilirsi in rue du Colisée già dal 1863. Nel 1873 il maggiore dei fratelli, Charles, avendo a sua volta creato una propria impresa con il marchio Binder Aîné, si stabilisce nel XVI arrondissement.
I Binder annoverano tra la loro clientela il re Luigi Filippo, gli Orléans- Montpensier, l’imperatore Napoleone III, la famiglia reale portoghese, la corte di Spagna, la famiglia Fould, i Deux-Brézé, i principi Potocki, l’artista pittrice Rosa Bonheur, il principe Alfonso di Baviera, Don Pedro II imperatore del Brasile, Sua Maestà Imperiale il Sultano Ottomano.
Sono presenti in tutte le grandi esposizioni industriali e vi vengono frequentemente premiati per la qualità delle loro produzioni: a Parigi nel 1867; grande medaglia d’oro a Mosca nel 1872; grande diploma d’onore a Vienna nel 1873; prima medaglia d’oro all’American Centennial Exhibition di Filadelfia nel 1876.Nel 1878, all’Esposizione Universale di Parigi, Henry Binder presenta un Sociable a otto molle, un Landau quadrato, un Coupé quadrato, una Milord, un Break, e ottiene una medaglia d’oro
Binder Aîné presenta un Mail-coach, un Landau d’Aumont a otto molle, un Coupé quadrato, un Sociable a otto molle. Binder Frères presenta: un Phaéton con timone e dodici molle, un Sociable d’Aumont a otto molle, un Coupé quadrato, una Milord, una Calèche nacelle a otto molle «molto elegante e assai originale […] una delle più belle vetture dell’esposizione » (Belvallette & Quénay: Rapporto sulla carrozzeria […], 1878, p. 30).

Alla grande Esposizione Universale di Parigi del 1900, Henry Binder presiede la giuria. La ditta Binder presenta un Break, due Milord e ottiene un gran premio per una Calèche a otto molle.
La produzione della casa Binder è costituita in gran parte da vetture da città: Berline, Coupé, Landau, Calèche. Le vetture destinate alle attività della vita di campagna, come i Break da caccia, sono poco rappresentate in questa produzione.
Le fonti per quantificare con precisione questo divario tra vetture da città e vetture da campagna sono quasi inesistenti. Un registro dei conti del pittore araldico Louis-Charles Larue (1823- 1882) costituisce una fonte preziosa e probabilmente unica: tra gennaio 1860 e gennaio 1861 Larue dipinse stemmi su 297 vetture uscite dagli atelier Binder. Tra queste figurano soltanto sei Break.
Il corpus attuale delle vetture Binder comprende solo 30 Break su 416 vetture censite. Scelti tra questi, tre o quattro Break di grandi dimensioni illustrano la produzione di vetture « sportive » Binder. Il primo, molto vicino a un modello pubblicato nel febbraio 1864 su Le Guide du Carrossier con il nome «Breack (sic) de chasse n. 175», si caratterizza per una parte centrale ampiamente aperta, ornata da balaustre a fregio. Le Guide du Carrossier lo descrive così: «sedili centrali con fianchi e retro pieni nella parte inferiore e sormontati da una galleria […] Questo modello di Breack (sic) è uno dei più apprezzati dai nostri amatori di equipaggi; lo si utilizza per la caccia, per le corse e per l’addestramento dei cavalli ». Conservato nello stato e nei colori originali, fa parte di un insieme di sei vetture, tutte in livrea gialla e rossa, custodite in un castello della Franca Contea.

Il secondo, firmato «Binder Frères à Paris, 170 boulevard Haussmann», proveniente dalla famiglia dei marchesi di Marianao (Barcellona), si trova oggi nella più importante collezione privata della Germania, la collezione H. Scheidel di Mannheim. La composizione creativa della sua cassa, con profili anteriori e posteriori di forma carrick, simmetricamente incorniciata da gelosie inserite in aperture circolari, conferisce a questo Break un’originalità, un’eleganza e una grande bellezza insolite per vetture destinate ai duri usi della vita di campagna.
Questo Break eccezionale corrisponde in ogni punto al disegno «Grand Break de chasse n. 93 (3ª serie) esposto nel 1879 dal sig. Binder», pubblicato da Le Guide du Carrossier nel 1880. Potrebbe dunque essere proprio quello dell’Esposizione del 1879. Il terzo, opera di Binder Frères, identico al precedente a eccezione delle gelosie inscritte in aperture circolari, è conservato da un’antica e illustre famiglia portoghese. Il quarto esemplare, localizzato in Argentina e appartenente al collezionista argentino Juan Gibelli, è il più bello di tutti. Tra il sedile del cocchiere, montato su ampi rialzi in legno fissati su un cassone privo di passaruota, e i sedili posteriori dei palafrenieri, rialzati su staffe, presenta una cassa vis-à-vis dalla forma rotonda perfetta. La bellezza di questa cassa, l’eleganza e la purezza del suo disegno sono ulteriormente valorizzate dall’inserimento delle portiere in una cornice ovale, che rafforza il carattere di pienezza estetica creato dall’insieme delle linee curve della cassa. Una pura meraviglia. Nel XX secolo, il nome Binder, come quello della maggior parte dei grandi carrozzieri di carrozze attaccate a cavalli, sarà associato alle più belle realizzazioni della carrozzeria automobilistica.

Ne è testimonianza la splendida carrozzeria creata nel 1939, alla vigilia della scomparsa della ditta Binder, per vestire in Coupé de ville, per il re Carlo II di Romania, uno dei sette prestigiosi telai Bugatti Royale, il numero 41.111. Dalla sua creazione nel 1804 fino alla sua scomparsa nella tempesta della Seconda guerra mondiale, la casa Binder non ha conosciuto altra regola se non quella della perfezione.
Testo e foto di Jean-Louis Libourel
- Break gran Modello (Franche- Comté, collezione privata)
- Grand Break de chasse n° 93 (Terza serie) esposto nel 1879 da M. Binder » (Le Guide du Carrossier, 1880)
- « Breack de chasse n° 175 » (Le Guide du Carrossier, n° 46, febbraio1864)
- Break gran Modello identico esemplare conservato nella collezione H. Scheidel a Mannheim (Portogallo, collezione privata).
- – 6. Break gran Modello, collezione privata di Juan Gibelli, Argentina
7. Break grand modèle firmato Fratelli Binder (Mannheim, collezione privata)
























































