A Montichiari il Sistema Allevatori mette al centro la rete territoriale, le competenze dei laboratori e nuovi strumenti a sostegno delle imprese zootecniche.

Roma, 23 ottobre 2026 – Alla 98ª Fiera Agricola Zootecnica Italiana, in programma a Montichiari (Brescia) dal 23 al 25 ottobre 2026, l’Associazione Italiana Allevatori (AIA) rinnova la propria presenza insieme alle Associazioni regionali allevatori (ARA) e agli Enti Selezionatori.
Al Padiglione 6, lo spazio istituzionale del Sistema Allevatori sarà un punto d’incontro tra le eccellenze delle produzioni italiane e i servizi che ogni giorno accompagnano il lavoro nelle stalle: raccolta e analisi dei dati, attività dei laboratori, assistenza tecnica, controllo della mungitura, innovazione e formazione.
Da venerdì 23 a domenica 25 ottobre, con l’iniziativa “Il valore della filiera”, AIA e le ARA di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia proporranno degustazioni guidate delle eccellenze casearie DOP dei territori: dalla Fontina al Montasio, dall’Asiago al Grana Padano, fino al Piave, al Castelmagno, allo Squacquerone di Romagna e alle produzioni della Valtellina.
Sabato 24 ottobre, dalle 15.00 alle 16.15, è previsto un momento di approfondimento riservato alla stampa, in collaborazione con i Consorzi di tutela coinvolti. Le degustazioni saranno anche l’occasione per richiamare un impegno che va oltre la promozione dei prodotti. La qualità delle DOP nasce infatti negli allevamenti, dove devono essere presidiate l’igiene della produzione e la sicurezza della materia prima.
Assume per questo particolare rilievo il lavoro svolto dalle ARA al fianco degli allevatori nella gestione delle criticità connesse al latte crudo e nella prevenzione dei rischi microbiologici, compresi quelli legati agli STEC.
In diversi territori, le Associazioni promuovono formazione degli operatori, assistenza in campo, verifiche sulle routine e sull’igiene della mungitura, supporto all’autocontrollo e attività di campionamento, in raccordo con Regioni, Autorità Sanitarie e Istituti Zooprofilattici. Un contributo concreto alla diffusione delle buone pratiche, nel rispetto delle competenze veterinarie e dei controlli ufficiali.
Tra gli appuntamenti tecnici, sabato 24 ottobre AIA promuoverà al Centro Congressi FAZI una giornata formativa rivolta ai tecnici e ai responsabili del Servizio Controllo Mungitura (SCM), dedicata a SiAll-SCM, la nuova WebApp per digitalizzare e armonizzare il servizio su scala nazionale.
L’incontro approfondirà le funzionalità operative del sistema e le evidenze scientifiche dell’SCM di AIA in materia di mungitura, tecnologia e benessere animale. È un esempio di innovazione che associa standard nazionali e capacità di intervento nelle singole aziende.
La digitalizzazione è una delle direttrici strategiche di AIA: i dati raccolti, verificati e analizzati dalla rete devono diventare informazioni tempestive, comprensibili e utilizzabili nelle decisioni dell’allevatore. Attraverso strumenti come Sialleva e lo sviluppo dell’interoperabilità, l’Associazione punta a favorire l’efficienza aziendale, migliorare la qualità delle produzioni e ridurre duplicazioni e adempimenti, nel rispetto delle autorizzazioni e della riservatezza delle informazioni.
Questa prospettiva poggia su una struttura presente in tutto il Paese: 16 associazioni regionali e interregionali, oltre 600 tecnici e 16 laboratori, uno dei quali specializzato in analisi genomiche.
Accanto all’innovazione tecnologica, AIA considera decisiva la formazione continua, con una particolare attenzione ai giovani allevatori. L’obiettivo è accompagnarli nel tempo attraverso percorsi strutturati, non interventi episodici: dalla lettura dei dati alla scelta consapevole delle tecnologie, dall’igiene e dalla biosicurezza al benessere animale, dalla sostenibilità alla gestione economica dell’impresa.
In questa direzione si colloca anche il percorso di sviluppo di AIA Academy, destinato a rafforzare le competenze degli allevatori e della rete tecnica attraverso attività in presenza e a distanza.
Un ulteriore asse di lavoro riguarda le partnership e le collaborazioni con i vari stakeholder della filiera agroalimentare, tra cui i rappresentati della DOP economy. Mettere in relazione dati produttivi, informazioni sulla qualità del latte e indicatori di efficienza significa fornire agli Allevatori strumenti per migliorare le proprie scelte e alle filiere basi conoscitive più solide per tutelare la distintività, la qualità e la competitività delle produzioni italiane.
«È questa la sfida: restituire all’allevatore il valore dei dati che genera ogni giorno, aiutandolo a capire dove può migliorare, ridurre i costi e creare più valore. E contemporaneamente mettere i Consorzi nelle condizioni di conoscere sempre meglio la propria base produttiva, programmare e rafforzare qualità, distintività e competitività delle nostre Dop», sottolinea il Presidente AIA, Ettore Prandini.
La presenza di AIA a FAZI riassume quindi un impegno preciso: fare in modo che ogni allevatore possa contare su una rete di professionisti, laboratori e strumenti affidabili per affrontare le sfide quotidiane e costruire nuove opportunità di crescita. Un sostegno che parte dal territorio e si estende alle filiere, mettendo conoscenza e innovazione al servizio del valore delle produzioni zootecniche italiane.













